Mood : Anarca Music : The Residents - Life
L'Anarca non abbisogna di sorreggere su stampelle ideologiche il suo innato sentimento della libertà e dell’individualità . Al tempo stesso, egli è capace di vivere sotto qualunque regime politico, anche il più tirannico, poiché reca l’autonomia indelebilmente impressa in sé, e l’afferma in ogni sua azione.
Un giorno, di tanti anni fa, insieme a tre amici, resi pubblico un opuscolo contro la FAI (Federazione Anarchica Italiana) con su scritto: "Ricordate, stilettosa combriccola di federati, che rese più servizio un uomo solo, in un sol giorno, che voi tutti messi insieme, in tutti questi anni, dalla vostra fondazione".
Ovviamente il riferimento (a quell'uomo) era per Gaetano Bresci; e oggi, la situazione non è affatta cambiata.
Lo ripeto, anzi, lo urlo! Più forte, sempre più forte!!
Sicuramente, molti anarchici della stessa FAI, o dei centri sociali, sgomiteranno di rabbia nel vedere la definizione di Anarca del filosofo tedesco Ernst Junger… e già .. vi capisco… ma io tengo troppo al pensiero libertario (e di riflesso anarchico) che vederlo soffrire, perire, ammuffire e, al tempo stesso, decadere sino a banalizzarsi e divenire la caricatura di se stesso, proprio non mi va.
Io pretendo un "rinnovamento", una iniezione di "nuova linfa"… e le battaglie ideologiche le scaraventerei nella discarica della storia.
Perché dico questo? Lo capirete alla fine di quanto sto scrivendo. Ovvero non lo capirete affatto, dato che potrei contraddirmi domani.
"Junger è inconcepibile con i progetti collettivisti, di autogestione, di mutuo appoggio etc…"
Non sopporto più queste disquisizioni speculari e di parte. Io mi prendo il diritto di aprire le frontiere, di allargare i confini: io dichiaro la morte, in queste righe, dei preconcetti di "sinistra" e di "destra". Io, Anarca, Anarchico, Unico: Io, Libero!.
Non sopporto tutte queste correnti di "definizione": anarco-comunista, anarco-capitalista, anarco-tradizionalista, anarco-primitivista, anarco-sindacalista, anarco-individualista, anarco-insurrezionalista, anarco-esistenzialista… che senso ha etichettarsi? che senso ha differenziarsi associandosi? Per caso non avete concezione di voi stessi?
Io mi prendo il diritto di decidere, per me, quando una vostra battaglia, una vostra lotta è giusta e quando non lo è… me lo prendo perché decido Io e non un gruppo rappresentativo, una federazione, un'ideologia che si limita e non guarda aldilà del proprio naso.
Io, Unico… nessun'altro.
Proprio in quest'anno, per me disastroso all'inzio e poi rivalutato negli ultimi due mesi, ho concepito che la mia individualità è stata limitata: non ero io, mentivo. Ogni mia azione non era spontanea ma era "imposta" dagli altri. Proprio gli "altri" che si definivano "amici" ma si definivano tali sono per quieto vivere.Si seguiva una specie di "galateo del buon comportamento". Ero un numero, e non una persona.
Ora sono ritornato, resuscitato, Io, più feroce, più cinico, più egoistico di prima.
Non avrò più alcun riguardo di "buon comportamento". Dirò e farò, quello che sento più giusto di dire e di fare. Alla faccia se vengo o non vengo compreso.
Non vi lamentate! non vi arrabbiate!
Pensate un po' quello che volete… "Gli errori sono per la vita ciò che le ombre sono per la luce" (Ernst Junger).
Quindi non abbiate paura di sbagliare, di offendere, di criticare, d'essere sinceri! Non mentite a voi stessi!
Se vi piace o non vi piace qualcosa, ditelo! Non temete le reazioni degli "altri" (schiavi consapevoli di non esserlo). Voi, se siete liberi, sarete non etichettabili, non inquadrabili in qualche corrente "ideologica". Sarete una mina vagante pronta ad esplodere mentre nessuno se lo aspetta. E manderete all'aria tutti i piani prestabiliti; sarete voi, con la vostra libertà interiore, la sola e pura "azione diretta".
Affermate la vostra unica autonoma individualità in ogni azione.
Non vi potrà mai essere società libertaria, libera, eguale e anarchica se prima l'individuo non si reputi tale, ovvero, Unico, Anarca e Anarchico.