Category: Politica
Cazzate del politichese politicizzato
I Consiglieri economici di Craxi
Per la serie i ladri non smettono mai d'esser tali. Tanto meno chi li vota.
Quel nuovo che avanza è vecchio ciarpame… per questo il paese è alla deriva.
Renato Brunetta:
Di formazione socialista, collabora in qualità di consigliere economico con i governi Craxi I, Craxi II, Amato e Ciampi.
Maurizio Sacconi:
È eletto per la prima volta deputato nelle file del Partito Socialista Italiano, all'età di 29 anni nel 1979.
Nel PSI fa parte della corrente di Gianni De Michelis e diviene a metà anni '80 vicepresidente del gruppo socialista alla Camera.
Dviene quindi ininterrottamente membro del governo come sottosegretario al Tesoro dal 28 luglio 1987 al 10 maggio 1994.
Giulio Tremonti:
Candidato nelle liste del PSI alle politiche del 1987 in quanto vicino a Gianni De Michelis, tra il 1979 e il 1990 fu uno stretto collaboratore e consigliere degli ex ministri delle Finanze Franco Reviglio e Rino Formica.
[Fonte Wikipedia]
La Dittatura Bianca.
Da anni, direi quasi dopo la caduta del muro di Berlino, la dittatura si è evoluta. Non esistono più i grandi i dittatori alla Franco, Mussolini, Stalin e Hitler… almeno non nell'Europa democratica e liberale. Ora i novelli dittatori permetto alla gente di esprimere il proprio parere con il voto, con la stampa, con le manifestazioni di piazza… non hanno più paura di queste (obsolete?) forme di protesta, anzi, le sfruttano a loro vantaggio in modo quasi perfetto, calcolatore… una specie di grande inganno che genera un proselitismo senza paragoni.
Questa evoluzione, questa dittatura bianca, non uccide più a livello fisico (tranne rare eccezioni) gli oppositori, ma li mette in condizione di non nuocere. I mezzi utilizzati sono le querele, la censura, il buonsenso, la propaganda mediatica, i soldi, le amicizie importanti, le ritorsioni, l'isolamento sociale, lo sputtanamento. Tutto a seconda del nemico che si ha di fronte.
Uno degli esempi più lampanti è Putin. Un uomo che con il passare degli anni verrà ricordato come il più temibile dittatore degli anni 2000, anche se adesso è considerato l'uomo che ha portato la democrazia in Russia. Bizzarro.
Per non parlare poi di Silvio Berlusconi… un dittatore che ha agito con fermezza chirurgica plasmando totalmente parte degli italiani e creando attorno a se stesso un cerchia di fedelissimi pronti a tutti per non mandare all'aria la cupola di vetro sotto cui proliferano privilegi, benesseri personali, arrivismo e controllo totale di un paese.
Quest'ultimo rimarrà nella storia per le sue malefatte e per aver distrutto e messo in ginocchio una nazione; per aver portato al governo la feccia della politica del paese, criminali, puttane e razzisti; per aver distrutto la cultura, l'orgoglio e il coraggio degli italiani; per aver incoraggiato la viltà, la codardia, il disprezzo, l'inganno, la menzogna, la disperazione, l'indifferenza, il precariato, la prostituzione; per aver stuprato e annientato i valori e nascosto la verità; per aver creato un clima di terrore e diffidenza propugnando odio tra la popolazione.
Potrà mai cadere il potere di questi nuovi dittatori? Come detronarli? Una dittatura del genere è difficile da abbattere perché si fonda sul consenso (creato ad arte) del popolo (ovviamente corrotto). La caduta del dittatore potrebbe non essere la fine… ma solo l'inizio: è probabile che la propaganda cominci a sviluppare una sua offensiva.
Per essere spietati bisognerebbe sostenere che per liberare l'Italia dal suo dittatore, bisognerebbe abbattere con lui anche tutti i suoi fedelissimi arrivando sino all'elettorato di base.
Questo tipo di dittatura si radica come un temibile virus. Quasi come un cancro che genera metastasi incontrollabili.
e se lo dice Grillo….
siamo al sicuro… Oramai il Beppe Grillo è diventato il nuovo Dio in Terra della Repubblica Italiana. Già non ci bastava Silvio Berlusconi… no!… in Italia se non si crea dei "Unti dal Signore" che con carisma lo metteno nel giusto posto, non si è contenti.
Qualunque cosa si dica su Berlusconi è tutto un complotto… qualunque cosa dica Beppe Grillo è sacrosanto!. Non per niente il corpus elettorale di Grillo e Berlusconi coincide in ogni sua sfumatura. E’ palese! E’ limpido! E’ verginale!
L'attuale proposta di legge sui Blog è un esempio di censura molto sofisticata… una censura democratica… perché tutto si evolve e anche la dittatura non è da meno… ma se lo dice Grillo allora ecco che la gente si arrabbia… s’incazza e va in piazza.
Ma dov’era questa gente — diciamo — 10 anni fa? Dov’era la gente quando internet perdeva già la sua aurea libertaria per donarsi al commercio, alla speculazione, alle privazioni, al blocco del p2p, alle infinite legge sui brevetti? Dov’era Grillo?
Ora al buon Grillo viene toccata la sua «proprietà« come quando a Silvio si toccano le reti televisive e i suoi giornali… Due facce della stessa medaglia…
e il gregge s’incazza!
Personalmente il loro belare mi fa così tremare che non dormirò alla notte… sia mai che mi si cambi tutto per mantenere lo stesso stato delle cose: non voglio mica perdere questa "storica" transazione.
Berlusconi e la scuola…
Probabilmente il nostro leader maximo, il nostro caro Duce, Silvio Berlusconi, deve avere un grosso problema con la scuola… non nel senso "educativo" (lì è come sparare sulla croce rossa) ma proprio con quelle quattro mura con fuori scritto "Istituto Scolastico PincoPalla" o "Università Del Sacro Cuore Unito".
Giorni fa – a causa delle proteste contro la riforma del Ministro Gelmini (una donna: un criceto) – diversi studenti e professori hanno manifestato il loro dissenso con proteste di piazza perlopiù civili e forse anche un po' "giusto per cazzeggiare"; a tal punto il nostro Furher di Arcore ha felicemente commentato questi eventi con la frase: "manderò la polizia a sgomberare occupazioni di scuole e atenei". Il giorno dopo ha subito smentito come regola vuole per i grandi condottieri.
Sui giornali ci sono stati mugugni, proteste, dissensi; nell'opposizione politica (???) invece ci sono state condanne per tale affermazione (ma quale affermazione? non è stata smentita il giorno dopo?). Che stupidi!!
La memoria fa brutti scherzi… a volte anche bizzarri… per colpa dell'11 Settembre (infatti il caffé non è più lo stesso dopo quel giorno) molta gente ha perso ogni concezione del passato. Quindi, per utilità pubblica, mi permetto di ricordare che il nostro Immenso Portatore di Verità, ovvero Silvio Berlusconi, ha già avuto un precedente con la scuola: e all'epoca la sua soluzione fu quella di mandare la polizia: "Scuola di Via Diaz": Genova: luglio 2001.rent a car bulgaria
Ai posteri e agli imbecilli.*
*[Di imbecilli ce ne sono tanti ma quelli a cui mi riferisco hanno nomi e cognomi ben definiti: sono quelli del piccolo borgo, della piccola città, del piccolo paese: quelli che vanno in giro e dicono "non esistono più i bidelli con i manganelli": quelli che nel 2001 vendevano i giornali e ai clienti dicevano "hai visto cosa avevano? coltelli, mazze, molotov? altro che pacifisti!": quelli sono gli imbecilli e purtroppo si sono accoppiati e quelli vecchi sono ancora vivi: e votano e parlano e sono sempre più imbecilli].
Haider #2
Così scrissi in risposta al post sulla morte di Haider:
"Per non parlare poi del suo possibile successore: Stefan Petzner. 27 enne… personalmente ho subito immaginato una scena sadomaso gay tra l’Haider e il Petzner.
Considero molto probabile che la perversione sessuale tendenzialmente omosessuale sia presente nella maggioranza degli esponenti di estrema destra (elettori e non), dove, si confà ad una prospettiva di dominio alternato alla sodomizzazione che nella vita pubblica non possono mettere in mostra perché castrati della loro legittima purezza interiore."
Ebbene, il suo successore, Stefan Petzner ha dichiarato: «Avevamo una relazione che andava oltre l'amicizia. Jörg e io eravamo legati da qualcosa di davvero speciale. Era l'uomo della mia vita».
Ovvio che i media si sono subito schiantati (termine voluto) unilateralmente su questa affermazione.
Nel mentre la teoria che un fascista o estremista di destra sia un omosessuale represso trova ulteriore conferma.
Ai posteri… come sempre.
Buona notizia…
Breve scintilla: la morte di Joerg Haider è, per me, una buona notizia.
Uè!… non state a frignare sul fatto che la morte di una persona è sempre una disgrazia e che non si può gioire.
Sinceramente, nel mio piccolo, gioisco ogni qualvolta vi è la scomparsa di un uomo politico e per di più di un uomo politico con idee alquanto discutibili come quelle di Joerg Haider.
Il fantasmagorico cordoglio dei leghisti dimostra a che livelli di idiozia è caduto tale partito. Haider aveva il progetto di cambiare l'Austria in tempi brevi… e si è ben visto che era un uomo che amava fare le cose veloci: talmente veloci da schiantarsi contro un muro con la sua auto.
Molti lo renderanno mito… io lo rendo cretino.
Il lavoro rende liberi…
…nonchè nobilita l'uomo. Così il nostro beneamato Silvio Berlusconi ha detto: "Antifascista? Io penso a lavorare!".
Ovviamente in Italia essere antifascisti è come avere una brutta malattia incurabile… a patto per il grandioso Gianfranco Fini – che da erede del fascismo – propone una destra che culturalmente si saldi nei valori dell'antifascismo.
E' l'Italia… un paese che negli ultimi anni ha perso ogni dignità, cultura e buon senso morale. Un paese che ha la colpa di avere come popolo una maggioranza composta da marmaglia schifosa, tendenzialmente razzista, borghese (in senso dispregiativo), consumista e arrivista. Un paese in cui è sparito ogni senso di legalità, mascherata da un garantismo in cui i loro promulgatori non sono altro che i più beceri e puzzolenti criminali che esistano in terra italiana.
Se nel passato viveva uno spirito di speranza auspicando il fantomatico "processo" contro i potenti del palazzo con le accuse di "indegnità, disprezzo per i cittadini, manipolazione del denaro pubblico, intrallazzo con i petrolieri, gli industriali, i banchieri, convivenza con la mafia, alto tradimento in favore di una nazione straniera, collaborazione con la CIA, uso illegale di enti come il SID, responsabilità nelle stragi di Milano, Brescia e Bologna..." oggi il popolo italiano non ha nemmeno il diritto di presentarsi come parte lesa in tale processo. Il popolo italiano – in tutte le sue forme e rappresentanze – è il principale complice con i suoi padroni del deturpamento e dell'incivilizzazione dell'Italia.
Così capita di dover trattare di un ragazzo di colore bastonato a morte da due baristi che lo accusavano di aver rubato dei biscotti… sinceramente vi pare possibile (tranquilli questa domanda rivolta a "voi" è puramente idealista) morire a bastonate al grido di "sporco negro" per dei biscotti in un paese facente parte del mondo occidentale e civilizzato? Dove si trova in questo ambito il richiamo alla sicurezza?
Lo strappo kossovaro.
La campagna elettorale è entrata nel vivo. Il liberale (??) Berlusconi ha dato segno della sua smisurata cultura liberale stracciando in pubblico le idee dei suoi avversari. Le critiche non sono mancate: "gesto ignobile". Ma va là! Che ignobile del piffero! Lo stesso Silvio Berlusconi giorni addietro aveva detto che il programma elettorale del PD era stato scopiazzatto da quello della sua coalizione; indi ragion per cui Berlusconi non ha fatto altro che strappare – davanti ai suoi sudditi – niente popò di meno che il suo programma elettorale. Ecco il diritto di proprietà.
Ma passiamo ad un'altro esponente di punta della coalizione del PdL… ovvero Umberto Bossi. In Italia – ahimè anche in Padania – c'è un piccolo virus nell'aria che provoca una amnesia siu fatti accaduti negli anni passati. Meglio rinfrescare allora qualche punto con fonti ufficiali. Riporto qui sotto alcune dichiarazioni/azioni di Umberto Bossi – leader della Lega Nord – riguardo Milosevic, il Kosovo e la Serbia.
1. Marzo 1999 – Inizia la guerra del Kossovo – Bossi si schiera con Milosevic ed insulta con toni quali "immigrati" (discorso alla Camera), "straccioni" (da Gazzettino 30 marzo) i profughi kossovari. Sulla Padania si inneggia al "valoroso popolo serbo". Bossi nega la pulizia etnica (26 marzo La Padania). Lo stesso fa il responsabile esteri, Archimede Bontempi in data 21 maggio in prima pagina. Bossi incontra Milosevic a Belgrado. In questi mesi diversi giornalisti free-lance come Antonio Rubattu e Matteo Incerti, lasciano la Padania. Anche i promotori dell'associazione Los Padania escono dalla Lega Nord. Dopo pochi mesi, lascia la direzione anche Gianluca Marchi. Gli subentra il giornalista Baiocchi.
2. "Milosevic e Berlusconi sono due vittime di un gravissima persecuzione politica e giudiziaria" (Umberto Bossi, su La Padania, 24 Febbraio 2000)
3. Febbraio 2000 – (un articolo viene pubblicato sulla Padania) Delegazione della Lega al congresso del partito di Milosevic a Belgrado (con Bontempi e on. Sergio Rossi). Sono presenti anche Rifondazione e Comunisti Italiani.
4. In piena guerra del Kossovo, a Pannella che lo accusava di rapporti ambigui con la Serbia, Bossi disse: "Meglio Milosevic che Culosevic". (Fonte Radio Radicale)
Fino a qui nulla di strano.. ognuno è libero di patteggiare con chicchessia… solo che un bel giorno un esponente di rilievo della Lega Nord, l'europarlamentare Mario Borghezio, sostiene che il "Kosovo è un precedente importante per la Padania".
Per maggiore correttezza riporto interamente la sua dichiarazione tratta dal Repubblica:
"E' una concreta applicazione in Europa del principio di autodeterminazione dei popoli, sancito dalla Carta dell'Onu", ha commentato l'esponente del Carroccio, aggiungendo che desta però "seria preoccupazione la creazione del primo Stato islamico in Europa, salutato già da tutta la stampa jihadista e la sorte della minoranza cristiana ortodossa serba". Tuttavia, ha sottolineato, "è e resta innegabilmente un precedente giuridico e politico, inutile negarlo, molto importante per chi, in Europa, dalla Corsica alle Fiandre, dalla Sardegna a Euskadi e alla nostra Padania, ora ancora Nazioni senza Stato, aspira all'indipendenza".
Oramai siamo nel vivo… alla prossima…
Appello per Marco…
In queste pagine non ho mai parlato positivamente degli uomini politici, oggi, chissà perché, sento il bisogno di andare in controtendenza e annunciare tutta la mia stima per Marco Pannella, e lo faccio sancendo sempre più la mia personale convizione anarchica. Non sono certo uno stupido o un cretino qualunque, e non mi nascondo sostenendo che quello che ha fatto quest'uomo in Italia (e non solo) ha un valore inestimabile… e con ciò non mi pento di firmare il sottostante appello…
C'è un uomo che da più di cinquant'anni come vento di libertà spira sulle nostre coscienze, spronandoci all'impegno per realizzare ora e subito, coralmente, in compresenza, una società aperta fondata sulla dignità e sul rispetto del vivente.
A quest'uomo tutti, indipendentemente dalle differenti convinzioni, devono molto, moltissimo, a cominciare dalle conquiste civili di un matrimonio basato sull'amore e non sulla coercizione, del concepimento inteso non come dramma ma come gioioso fiorire alla vita, del nuovo diritto di famiglia, della conquista del voto a diciotto anni, dell'obiezione di coscienza al servizio militare, della liberalizzazione dell'emittenza radiotelevisiva fino all'approvazione all'Onu della moratoria della pena di morte. Quest'uomo è parola ed è gandhianamente, capitinianamente, espressione di nonviolenza, satyagraha, forza della verità.
Quest'uomo, che ormai più che settantenne, continua ad aggirarsi con l'impeto della gioventù e la ricchezza di chi nulla possiede all'infuori di un grande, immenso, patrimonio interiore è un incubo per coloro che confondono il potere con l'arroganza, per simoniaci, sepolcri imbiancati, tartufi ed è guardato, pertanto, con terrore. Lo si vuole rendere muto e straniero, ostracizzare come un Socrate del nostro tempo, costringerlo alla cicuta, esiliarlo dalla scena politica. Quest'uomo si chiama Marco Pannella. Noi che lo abbiamo conosciuto, apprezzandone le alte doti umane e politiche, ci ribelliamo apertamente ad ogni tipo di veto nei suoi confronti ritenendo indispensabile, anzi imprescindibile, se lo vorrà, la sua presenza nel Parlamento italiano
