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TEMPI MODERNI

  



Tempi duri questi…tempi moderni?

A me non sembra affatto, anzi…devo dire che avverto proprio una situazione di arretramento, politico, culturale e sociale oltre che economico.

Da giorni non si fa altro che parlare di sicurezza, di rumeni e di romani, di tolleranza zero, sbandierata fino a ieri dalla destra italica ed oggi improvvisamente diventata bagaglio della sinistra governativa anche se con lievissime sfumature.

Insomma, i mezzi di disinformazione di massa servono le argomentazioni, vagliando per bene le notizie da dare in pasto al popolo ed alla casta partitica che di conseguenza si arma per inasprire le leggi.

O magari è anche il contrario. Nel senso che sono i partiti, che possono influenzare i mezzi di disinformazione insieme ai grandi gruppi economici, che orchestrano il tutto per esercitare la repressione giusta per il momento giusto.

Che siano dei terroristi rivoluzionari, o magari islamici, che so', lavavetri o rom.

La "struttura del potere" in questo caso potrebbe essere diversa, potrei citarne di altri e magari più verosimili, fatto sta che questi mass media ci modellano, pian piano, ci influenzano dentro ogni qual volta ci "mediano" la realtà.

Dal tronde non si chiamano forse media ?

C'è un bellissimo articolo che vi voglio proporre. Un articolo scritto da Miguel del blog  kelebek.

A voi!

 

ROMA' DE ROMA

Torno al computer, dopo qualche giorno di lontananza.

Vedo che l'Italia si trova nel solito stato di sovreccitazione mediatica. La condizione di emergenza iperbolica e rancorosa costituisce infatti la norma e non l'eccezione.

L'Emergenza del ponte di questi giorni è costituita dal fatto che un cittadino europeo, di fede cristiana, con lavoro e documenti in regola, ha compiuto un orrendo delitto.

Non mi riferisco al signor Angelo Spagnoli, ex-ufficiale dell'esercito, che a Guidonia ha sparato a diciassette persone, uccidendone una e ferendone sette.

Mi riferisco invece al signor Romulus [sic] Nicolau Mailat, che ha violentato e ucciso una donna a Roma.

Romulus il Romeno di Roma è anche un Rom. Cioè, come dice la gente, uno zingaro.

I Rom, notoriamente, hanno un tasso molto alto di microcriminalità; ma anche un basso tasso di delinquenza violenta, se non altro perché i Rom in genere sono sorvegliatissimi dalle mogli e dalle reti dei pettegolezzi: se c'è un posto a Firenze dove una donna non Rom può tranquillamente girare al buio, per visitare le sue amiche, è il campo del Poderaccio.

Quindi l'azione di Romulus non ha nulla a che vedere con i reali drammi dei Rom; eppure il suo atto di violenza ha portato con sé una rappresaglia collettiva, considerata ovvia da quasi tutti. Il campo in cui risiedeva Romulus è stato raso al suolo nel giro di poche ore, non da un gruppo esagitato di skinhead, ma dalle ruspe del comune di Roma.

E sono iniziate le espulsioni. Gianfranco Fini, che non è in genere un estremista, chiede 20.000 espulsioni nel solo comune di Roma e "tra le 200 e le 250 mila" nel resto d'Italia e ha chiesto che "i campi rom vengano demoliti e non solo visitati".

Al centro della discussione, un disegno di legge sulla "sicurezza", che il governo sta lanciando – come al solito – in base alla cronaca e non a qualche lungimirante progetto politico.

A darci la fantastica misura di ciò che oggi sono i Forchettoni Rossi, la posizione di Rifondazione comunista. Leggiamo su Repubblica di stamattina:

"Rifondazione, con Ferrero, dopo aver detto sì a denti stretti in consiglio dei ministri, considera 'inquietante' l'ipotesi di un voto bipartisan e annuncia di essere disponibile a ulteriori inasprimenti".

Traduzione: Rifondazione ha paura di perdere le proprie poltrone, se il centrosinistra fa politiche di destra assieme al centrodestra; e quindi è "disponibile" ad appoggiare qualunque politica di destra, purché a votarla sia Rifondazione stessa e non il centrodestra.

Oltre alla paura di perdere poltrone, c'è anche la paura di perdere i voti che danno diritto a quelle poltrone.

Dice il senatore Milziade Caprili, sempre di Rifondazione:

"[I Rom] che non hanno reddito dovrebbero essere, nel rispetto di tutti i diritti della persona, rimandati in Romania. [...] In certi momenti il carattere d'urgenza è giustificato. La sinistra deve ritrovare una connessione con il proprio popolo".

E il "popolo", obiettivamente, odia i Rom. Dato incontestabile e reale.

Repubblica, che non è Libero, rilancia l'idea degli opposti estremismi, di moda alcuni decenni fa. Da alcuni giorni, pone infatti sullo stesso piano gli "efferati delitti" e lo "squadrismo xenofobo".

E' un interessante esempio di frase in apparenza inappuntabile (chi ama gli "efferati delitti" o "lo squadrismo xenofobo" alzi la mano). Accontenta destra e sinistra e rientra nel Grande Ma-anchismo alla Veltroni.

Però è una mistificazione e una falsificazione.

Prima di tutto, le espulsioni non riguardano "efferati delitti". Infatti, chi commette un "efferato delitto" non andrebbe premiato con un biglietto di ritorno a casa, ma andrebbe punito dalla legge italiana. Le espulsioni riguardano cittadini europei privi di casa e lavoro regolare.

Secondo, lo "squadrismo xenofobo" esiste, ma è un problema minimo. Per ogni ragazzotto di qualche quartiere sfortunato che cerca di bruciare un campo Rom, ci sono mille lettori di Oriana Fallaci e centomila persone che danno retta alle demonizzazioni mediatiche. L'oscena serial scrittrice razzista viene premiata, il disoccupato di San Basilio che ne prende alla lettera gli insegnamenti viene demonizzato.

Ora, la questione Rom non è solo un "problema". E una tragedia vera e propria, un disastro che porta con sé conseguenze devastanti.

Conseguenze che colpiscono in primo luogo i Rom stessi, e poi chi vive più vicino ai Rom: cioè chi abita in quartieri già malmessi. Invertiamo quindi la prospettiva: è molto meno colpevole chi, in simili condizioni, si lascia andare istintivamente alla violenza, che chi inveisce incessantemente contro i Rom, vivendo con il proprio stipendio di giornalista o di politico in quartieri dove i Rom non mettono mai piede.


PROG-ROM


Occhio, zio Sam: sbarcano i sorci!
"La discarica senza legge": l'invasione giornaliera dei nuovi immigrati direttamente dai bassifondi d'Europa. (Fudge, 6 giugno 1903)


E dagli al rumeno…

continua senza sosta la tolleranza zero promulgata dal governo di centro-sinistra-estremasinistra dopo che i mezzi di disinformazione l’hanno servito sul piatto già bello e pronto degli italici ormai stufi, arrivati al limite della sopportazione. Un limite che è ben visibile e facilmente oltrepassabile a quanto sembra quando si tratta di stranieri provenienti da paesi poveri, un limite che sembra non esistere per mafiosi e politici corrotti, imprenditori da strapazzo o servizi deviati, vero cancro italico da decenni e decenni.

Eppure il crimine non dovrebbe avere colore o razza, questo rimane un discorso vecchio e banale, ma purtroppo oggi non è così, il crimine oggi ha colore e razza.

Fattore dimenticato facilmente da personaggi che si considerano ancora desinistra, personaggi che già da tempo battono sul ferro caldo del “non lasciamo la sicurezza nelle mani della destra”, o magari del “anche la sinistra ha nel DNA il concetto della sicurezza”. E allora vai con lo sceriffo di Bologna, quello di Padova, di Firenze fino ad arrivare agli sceriffi di governo, tutti prodighi a tirar su muri, reticolati, a punire lavavetri e buttar giù leggi fascistoidi per una sicurezza che non ci sarà mai. Dimentichi che quando la tolleranza arriva a zero, esistono soltanto le intolleranze, le ingiustizie.

Eppure nel nostro DNA c’era dell’altro, c’era la capacità di capire i fenomeni sociali, di capire che è la società stessa e per come è impostata che crea disperazione, povertà, che ha voluto i border-line se preferite gli inglesismi. Questo è il ricordo che ho del DNA della sinistra.

Per due giorni hanno enfatizzato la triste uccisione di una donna romana forse accaduta per mano di un rumeno (il forse è d’obbligo per  il nostro sistema giuridico borghese). Ieri era già pronto un decreto legge ad ok per la cacciata facile dello straniero, già oggi si raccontano di pestaggi, di sgomberi violenti di campi e di rimpatriate forzate.

E’ la televisione dei padroni che ci vuole modellare la coscienza e renderla similare alla coscienza dell’intollerante, del razzista. Ci servono quotidianamente la stessa ricetta e alla fine credo che l’abbiano vinta questa loro “strategia sociale”.

Se no non mi spiego tutto ciò.

Come non mi spiego la morte silenziosa di Aldo Branzino nel carcere di Perugia, arrestato perché gli hanno trovato delle piante di marijuana e morto non si sa perché. In cercere. Anzi si sanno i motivi perché i segni sono evidenti per tutti, tutti tranne che per le autorità carcerarie e i giornali dei padroni. Come per le altre morti silenziose nelle carceri, sono fenomeni che in Italia sembra che non manchino, Salmona tanto per fare un nome di un penitenziario “maledetto”.

Fenomeni che accadono anche nei vergognosi CPT, creati apposta sempre dal tollerante centro-sinistra e dati in gestione ad associazioni cattoliche e cooperative varie. Nulla si sa di questi morti, della vita di individui costretti in lager attrezzati e colpevoli solo di fuggire da situazioni che di fondo, sono state create proprio da paesi democratici e sviluppati oggi trincerati nelle loro fortezze dorate.

Proprio di oggi è la notizia della morte violenta della ragazza inglese trovata in un casolare di Perugia. Sgozzata, trovata nuda sul pavimento col materasso sopra, la porta della stanza chiusa da dentro. Se per caso verrebbe fuori che la mano criminale sia italica, cosa dovrebbero fare le autorità inglesi e gli inglesi stessi? Ronde per accoppare gli italiani in Inghilterra? Fare rientrare tutti gli inglesi sul nostro territorio? Legiferare per creare leggi apposite che limitino la permanenza degli italiani in Gran Bretagna? E’ tutto troppo assurdo, senza ragione.

Tira una strana e vecchia aria nel nostro mondo democratico occidentale. Un’aria consumata irrespirabile, con poco ossigeno e che quindi non permette una buona funzionalità del cervello. Ogni singolo stato sta limitando le libertà dei propri cittadini e di quelli stranieri, che siano cinesi, musulmani, rumeni o altro. Stiamo lentamente regredendo mentre le nostre istituzioni si fanno più autoritarie e guerrafondaie.

E’ un’aria questa, che si è già respirata in altre occasioni ed in altre epoche, nemmeno troppo lontane. Tralasciando l’ultimo grande pogrom che fu quello ebraico che avvenne per i più svariati finti-motivi (dal controllo del mondo attraverso la finanza alle bevute di sangue di bambini cristiani), voglio di seguito lasciare dei “pezzi” datati che si riferiscono al razzismo servito dagli Stati Uniti ed altri (francia) nei confronti degli emigrati italiani.

Ce n’è per tutti i gusti. Servitevi pure.

 

Si suppone che l’Italiano sia un gran criminale. È un grande criminale. L’Italia è prima in Europa con i suoi crimini violenti. Il criminale italiano è una persona tesa, eccitabile, è di temperamento agitato quando è sobrio e ubriaco furioso dopo un paio di bicchieri. Quando è ubriaco arriva allo stiletto. Di regola i criminali italiani non sono ladri o rapinatori,sono accoltellatori e assassini" (NY Times 14-5-1909)


Ho visto al loro sbarco gli immigrati italiani venire accolti da un “padrone” che li metteva in riga, li prendeva a calci, li frustava come bestiame e infine li conduceva via come mandrie al macello, fino ai quartieri di destinazione dove venivano prestati per lavori davvero sottopagati" (Reports of the Immigration Commission)


Sono briganti, lazzaroni, fannulloni, corrotti nell’anima e nel corpo”. Siamo certi che i nostri capitalisti non ricaveranno alcun beneficio dall’importazione di queste locuste” (Australian Workman, Australia, 24-10-1890 )


Chi dispensa carità concorda nel dire che molti Italiani del sud sbarcano qui con idee piuttosto stravaganti su ciò che gli capiterà. Subito sembrano cercare soccorso con l’aria di chi dice: “Eccoci qui. Che cosa avete intenzione di fare per noi?. E addirittura insistono sull’aiuto come se gli fosse dovuto” (Edward Alsworth Ross, Studio sugli effetti sociali degli immigrati, 1913)


nella stessa stanza trovi scimmie, bambini, uomini, donne, con organetti e stampi di gessi, tutti ammucchiati insieme;un caos di suoni e una combinazione di odori derivanti da aglio, scimmie, delle persone più sporche. Erano, senza eccezione, la popolazione più sozza che avessi incontrato” (Charles Loring Brace, The dangerous Classes of New York, 1872)


Molti bambini zoppi e ciechi vengono esibiti dai loro genitori e parenti per attirare la pietà e l’elemosina dei passanti” (( Regina Armstrong, “Fatti allarmanti sui nostri poveri immigrati italiani”,1901)

 

Decine di arresti, centinaia di perquisizioni, pioggia di insulti su tutti i giornali a partire da una oscena invettiva del sindaco Shakespeare: “Il clima mite, la facilità con la quale ci si può assicurare il necessario per vivere e la natura poliglotta dei suoi abitanti hanno fatto sì che, sfortunatamente, questa parte del Paese sia stata scelta dai disoccupati e dagli emigrati appartenenti alla peggiore specie di europei: i meridionali italiani (...) Gli individui più pigri, depravati e indegni che esistano (...) Tranne i polacchi non conosciamo altre persone altrettanto indesiderabili”.Il processo, costruito su prove inventate a tavolino, finì in un’assoluzione. Inveleniti, i “bravi cittadini” di New Orleans si diedero appuntamento in 20 mila, presero d’assalto il carcere, piombarono su undici italiani (rimandati in galera nonostante la sentenza!) e li fecero a pezzi. Non uno, dei bravi assassini, fu condannato. Non un giornale si indignò.

Theodore Roosevelt, che diventerà dieci anni più tardi Presidente degli USA e sarà anche insignito del Premio Nobel per la pace (!), arriva a definire il linciaggio degli undici innocenti “ una buona cosa “. Più o meno l’opinione di colui che il linciaggio aveva guidato, l’avvocato Parkerson, che ebbe poi a dichiarare: “Quelli là non erano altro che dei rettili”.

la legge che in Louisiana non consentiva “ai bimbi italiani di frequentare le scuole dei bianchi” e la deposizione in una commissione del Congresso di un grande imprenditore delle ferrovie: “Lei definirebbe di razza bianca un italiano?”. “No, sir: un italiano è un dago” (dispregiativo che stava per Diego, come venivano chiamati italiani, ispanici e portoghesi).

Nel 1907 nella miniera di Black Diamond in California, a seguito di una esplosione, furono sepolti vivi molti minatori, fra i quali quattro italiani. Ebbene le famiglie degli americani vennero risarcite con  1.200 dollari, quelle degli italiani con solo 150.

Nel 1917 a Trinidad, nel Colorado, altri minatori italiani vennero fucilati con i loro familiari solo per aver giustamente rivendicato condizioni più umane per il loro quotidiano lavoro.

Ad Aigues Mortes, storica città da dove partì il Re di Francia S. Luigi IX per la VII Crociata, situata

nel dipartimento di Gard nella Francia meridionale, sulle Bocche del Rodano a venticinque chilometri da Nimes ed a circa cinquanta da Montpellier, si trovava una nutrita colonia di operai italiani che lavoravano nelle vicine saline di Terrier e Peccais. Si trattava di un lavoro duro, scarsamente remunerato, in un ambiente paludoso, spesso propizio allo svilupparsi di febbri malariche.

Nel 1893 la “Compagnia delle saline” aveva assunto 600 Italiani e 150 Francesi. Gli Italiani avevano accettato una paga di due terzi inferiore a quella dei francesi pur di lavorare, vivevano a circa dieci chilometri dal paese, sistemati in capanne, molti dormivano all’aperto. Le relazioni tra i nostri connazionali ed i francesi in quel periodo erano all’insegna della diffidenza e dell’ostilità.
La causa degli scontri del 17 agosto 1893 sarebbe stato il tentativo di un piemontese di lavare un fazzoletto sporco di sale nella bacinella di acqua dolce distribuita per uso potabile dalla Compagnia delle saline, provocando gli insulti dei francesi. La mattina del giovedì 17 agosto oltre cinquecento francesi attaccarono i capanni degli Italiani, dando l’assalto ai loro rifugi e massacrando un italiano a colpi di mattoni.

Seguì l’intervento della forza pubblica, che fece sgombrare i capanni ed intimò agli italiani di

raggiungere la stazione. Si verificarono tafferugli durante i quali un altro italiano cadde colpito da

una bastonata. Molti si gettarono negli stagni, altri cercarono di raggiungere Marsiglia a piedi con

una marcia estenuante.

Una ventina di piemontesi rimase imprigionata nella melma e fu bersagliata dalle pietre che vennero loro lanciate dai francesi: se ne salvò uno solo. La caccia all’italiano continuò per altri due giorni.

E' difficile stilare il bilancio esatto delle vittime: il loro numero oscilla dai nove, secondo la stampa

francese, fino ai cinquanta, con circa un centinaio di feriti. I superstiti delle violenze di Aigues Mortes furono avviati alla frontiera di Ventimiglia e rimpatriati.

 

 


ITALIANIII….VIVA L'ITALIA

ORA ANCHE CONTRO CLORO…

  

Due post fa avevo pubblicato una storia assurda capitata alla mitica Dacia Valent (http://verbavalent.com), storia che ancora non s’è risolta, anzi…

Ma ecco che come si suol dire, non c’è limite al peggio.

Sembra proprio che anche l’altra mia musa-blogger, Barbara di http://www.cloroalclero.com/, Cloro per i bloggers, non possa dormire tranquilla.

Sotto la sua casa, fino a coprire ben bene il suo nome sul citofono, ignoti fasci hanno lasciato una grande scritta STOP ISLAM.  Ma non contenti della bravata, hanno trovato di meglio ed hanno lasciato anche una bombola del gas, vuota per l’occorrenza, proprio davanti la porta della sua casa. spray che recita così:

Possiamo immaginare la paura che una donna con due figliole può avere al momento.

Secondo me, questo brutto fatto accaduto a Cloro va messo in relazione anche con la ritorsione capitata a Dacia, credo che ambedue abbiano “pestato il piede” a qualcuno che è in grado di fare o far fare queste porcate, queste vigliaccate. Certo, posso sbagliare, forse esagero,  per ora la mia è una supposizione.

Spero che Cloro si faccia forte e denunci pubblicamente questa storiaccia di merda.

Storiaccia che vi riporto di seguito dando la mia solidarietà incondizionata alla grande Cloro, e rinnovando quella per Dacia.

Forza compagne! La lotta continua!

 

LA SCORTA

Non c’è niente di peggio che subire “un attentato” (perchè di questo di tratta) e sentirsi dire “quanto l’hai pagata la bombola”. A uno stronzo di tal fatta, mi verrebbe da dire: “spero che te la trovi pure te, una roba così”.

Io faccio una vita normale. Lavoro, le figlie. Quest’anno ho fatto le ferie a Cesenatico. Tiro a campare. A chiudere le giornate e andare a dormire, penso, come tutti. Mangiando qualcosa di buono e cercando quel poco di piacevole, nella vita, che è alla mia portata. Non ho sto gran attaccamento alla vita: se anche crepassi a breve, non è che me ne farei un grosso cruccio.

E’ la mia piccolina, che mi preoccupa: una grossa responsabilità. perchè se non ha me non ha nessuno. Non riesco a pagare tutte le multe che il comune mi appioppa. Vivo solo del mio reddito. Ho una visione del mondo diversa da quella “reale”. Spesso la “realtà” , in nome di quel principio che Freud consideava così fondamentale per gli umani, mi prende a cartoni in faccia. Sono abbastanza abituata, non è un problema. Finche ‘ la macchina complessiva “tira”, tiro anch’io. Ultimamente, quando prendo in mano libri, sono libri di storia. Quando voglio prendere in mano una “sacra scrittura” perchè ho bisogni “spirituali” prendo in mano Nietzsche, Zarathustra. E’ che mi sembra che mi parli personalmente, che mi legga nel pensiero.

Che devo dire di questo secondo attentato in una (UNA) settimana ?

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Da una parte mi scappa da ridere: quando ho visto le scritte sui muri del cancello, ho detto “si vabbè, non è che magari hanno proprio coperto il mio nome con la vernice perchè volevano coprire il mio nome. Magari è strabordata e alla fine la sto facendo più zeppa di quella che è”.

Poi però, quando stamattina, così, aspettando l’ascensore, dopo che avevo spostato la bombola (16 litri, gpl vuota) e avevo suonato il campanello della mia dirimpettaia per chiederle se era sua (mentre mia figlia piccola ripeteva “ma è tuà?” e io “NO”), in effetti mi sono un po’ preoccupata, leggendole un’espressione sul viso come dire: “minchia ma sei messa male”(la sciura però non è che si esprima così: è un’educata popolana meridionale che io apprezzo molto, perchè ha quel misto di familiarità e di “capire quando farsi i cazzi propri” che mi piace). Il senso era questo.

E mentre guidavo, accompagnando mia figlia, pensando se avrei potuto far stare la bombola nel “bidone” dei “metalli”, la vocina imperterrita della bimba chiedeva: “ma adesso che te ne fai della bombola? Ma è tua? Ma la Butti?”

Tornando a casa, 4 o cinque vicini, più il tipo albanese delle pulizie (10 anni che è da noi, e oggi è stata la prima volta che l’ho visto sorridere) mi fanno la posta davanti al cancello.
Esco dalla macchina e loro mi si rivolgono raccontandomi la loro versione dei fatti (senza che chiedessi loro niente). Mi chiedono “chi ce l’ha con me” e io dico che “non lo so”. Poi evaporo e mi porto nel mio appartamento. Col cellulare chiamo il 112 (mio papà era militare, mi diceva sempre fidati di piu’ dei carabinieri che della madama. Lo so sigg. Poliziotti, è così. Sono condizionata)
Il 112 non risponde. Squilla il campanello: la vicina di sopra mi avvisa che ha chiamato la madama e che “stanno arrivando”. Ostia. Mi dò una rassettata alla bell’e meglio e li accolgo.

Quando ho la casa piena di ragazzi in divisa e non, realizzo che cazzo, sta succedendo a me: sono nel mirino dei “terroristi” (nel vero senso del termine) e che cazzo, sono io e mò eccomi qui sul blog a raccontarlo.

Sui responsabili di sto gesto proprio di merda posso solo esprimere:
Qui sulla vetta piu’ alta sgorga per me la sorgente del piacere. E c’è una vita a cui nessuna plebaglia si abbevera..(…). In verità non teniamo qui dimore per gli immondi. Una caverna di ghiaccio sarebbe la nostra felicità, per i loro corpi e i loro spiriti….”

Così parlò Zarathustra, della plebaglia.

ps la bombola l’hanno sequestrata. Ho chiesto : “ma a chi la sequestrate? A me?” “No, no, a ignoti”. Che storia!

PROPOSTE INDECENTI

  



Giusto ieri ho avuto modo di leggere un bell’articolo pubblicato su comedonchisciotte, articolo che metteva in allarme gli utenti della rete su una nuova legge pensata dai saggi e democratici del consiglio dei ministri dell’attuale “nostro” governo. Questi geni della democrazia hanno approvato in data 12 ottobre un disegno di legge che sembra, almeno dalla prima lettura della proposta, capace di limitare di molto l’accesso alla rete per molti utenti.

Innanzi tutto le attività del web dovranno registrarsi al Registro degli Operatori della Comunicazione; un registro accoglierà le utenze interessate facendo così aumentare la burocrazia, alcune procedure, magari anche aumenti di spese e condanne eventuali.

Il testo della legge parla che la “disciplina prevista dalla presente legge in tema di editoria quotidiana, periodica e libraria ha per scopo la tutela e la promozione del principio del pluralismo dell'informazione affermato dall'articolo 21 della Costituzione e inteso come libertà di informare e diritto ad essere informati”.

Ora tutti noi ci chiediamo se per puro caso i nostri semplici ed innocui blog possano rientrare nella “agognata” categoria dei prodotti editoriali ed entrare a forza nel dittatoriale disegno di legge preposto.

A ben vedere il testo della legge, come ci fanno capire i ragazzi di Punto Informatico, potremmo capire cosa non è un prodotto editoriale da questo comma “Non costituiscono prodotti editoriali quelli destinati alla sola informazione aziendale, sia ad uso interno sia presso il pubblico”.

Al terzo comma dell’articolo 2 si specifica che “La disciplina della presente legge non si applica ai prodotti discografici e audiovisivi.”

Ma c’è anche di più, perché andando avanti si esagera e ci spiegano cosa può essere una attività editoriale “Per attività editoriale si intende ogni attività diretta alla realizzazione e distribuzione di prodotti editoriali, nonché alla relativa raccolta pubblicitaria. L'esercizio dell'attività editoriale può essere svolto anche in forma non imprenditoriale per finalità non lucrative".

Messo così, questo disegno di legge fa paura proprio perché, come accennato sopra, rischiamo una grande limitazione nell’utilizzo dei nostri blog e soprattutto si spalancano le porte a quei piccoli reati che il sistema annovera tra i reati di diffamazione. Una vita dura insomma.

Nella giornata di oggi le polemiche su questa proposta di legge non sono mancate, stanno montando piano piano e credo e spero che questo disegno di legge venga cambiato nel momento in cui inizia il solito iter parlamentare.

Resta comunque un poco di stupore nel vedere come una simil legge possa uscire da un consiglio di ministri senza nessuna polemica, frizione, mediazioni tanto care ai nostri governanti. Possibile che non ci sia stato un cazzo di ministro che abbia storto la bocca vedendo questa bozza di legge tanto antidemocratica, o se vi sembra meglio, illiberale.

Si, è possibile sembra, data la cultura di destra che traspare dalla pelle di questi governanti “amici”.

Alla fine comunque, mi piace pensare alle motivazioni che hanno spinto questi ministri a redigere questa proposta di legge. Mi piace pensare che il loro sia solo un modo per ostacolare quest’universo “in rete”, potenzialmente pericoloso per la vita e la sopravvivenza di chi da una vita ci chiede l’avallo per arrivare al potere senza poi fare i nostri interessi.

 

 Per informazioni:

http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=3870

http://punto-informatico.it

disegno di legge

http://www.repubblica.it/2007/10/sezioni/scienza_e_tecnologia/testo-editoria/testo-editoria/testo-editoria.html

STORIE DI ORDINARIA PERSECUZIONE…



Quest’oggi voglio postare un fattaccio accaduto ad una blogger che seguo da molto tempo e che ho molto a cuore. Il suo nome è Dacia Valent, una che ebbi modo di ascoltare anni fa quando si presentò alle europee per rifondazione, ricordo che erano i primi passi di questa formazione politica che inizialmente cercava un certo “riscatto”. Sigh!

Dacia oggi ha un suo bel blog, (http://verbavalent.com) ma ovviamente, prima d’essere una grande blogger è soprattutto una grande donna, una che come si dice da queste parti “non te le manda a dire”, che sa come affilare le unghie e che sa usare la sua parola come una daga d’altri tempi, impegnata quotidianamente anche “nell’aiuto dei fratelli e sorelle che si trovano in difficoltà”.

La mia solidarietà a questa grande donna è a priori ed incondizionata, il fattaccio che gli è capitato sa  veramente d’assurdo, ma secondo me è una cosa che può accadere a chiunque “rompa le scatole”, a chiunque non si attenga alla normalità imposta….

Di seguito vi lascio al racconto postato dalla stessa Dacia.

 

Antefatto:

Una brava, bravissima ragazza, che poi sono io, prende una casa in affitto. Mica si affida a chiunque, ma ad un’agenzia immobiliare. Firma il contratto con una proprietaria che sembra il massimo della simpatia, paga un sacco di soldi - tra landlady, agenzia immobiliare, trasloco, ecc. - e ci si trasferisce.

Primo colpo di scena:

Dopo appena un mese, ad agosto, si presenta alla mia porta un giovanotto che mi informa che la casa non appartiene alla persona che ha firmato il contratto (che poi sarebbe la su' mamma, mai da lui autorizzata a cedere in locazione l'immobile) e che dovrei schiodare al più presto dalla casa, che a settembre gli serve.

Per amor di cronaca va anche detto che mi offre "5/6,000 € a titolo di risarcimento, insomma, sa, per il disturbo". Offerta che io declino, gentilmente scandalizzata. Insomma, lo sapete che di mestiere difendo i diritti delle persone con qualche problemino e ci mancherebbe che non difendessi anche i miei, che diamine! Gli spiego pazientemente che ho un contratto, che i pagamenti iniziali (caparra, mensilità anticipate e agenzia) li ho fatti tutti con assegni del mio conto corrente (e quindi possono essere provati) e che invece di schiodare pretendo di avere un contratto firmato con il reale proprietario.

Il giovanotto mi informa che o me ne vado, o loro i mezzi per farmi - comunque - sloggiare li hanno.

E non mentiva.

Secondo colpo di scena:

La mamma manigolda del giovanotto, qualche giorno dopo, si presenta per riscuotere la pigione, ma la informo che il denaro dell'affitto, che le mostro (chiuso in una busta e in contanti - come da sua espressa richiesta -, per i quali però pretendo una ricevuta che lei non vuole darmi) sarà versato presso uno studio legale e che si provvederà a consegnarle la ricevuta dell'avvenuto deposito, anche perché a quel punto ritengo che vada prima risolto un piccolo dettaglio: la ristipula del contratto d'affitto con il reale proprietario. Converrete con me che sarebbe antipatico ritrovarmi - vista la scarsa propensione alle ricevute della signora - a pagare due canoni al mese, no?

La mamma maramalda, dopo aver dissertato gradevolmente sulle qualità morali delle mie antenate, mi dice che mi scatenerà contro la sua amica commissaria del commissariato e un grossissimo avvocato. Avrei dovuto crederle, I guess.

Per motivi miei, preferisco lavorare dal mio studio privato di casa. Una domenica, dal mio telefono invio tre telegrammi agli (appena) arrestati di Ponte Felcino, in cui - oltre alle formule di rito in apertura e chiusura (Salam alaykum, e Fi aman Allah) - dico ai fratelli che la IADL ha deliberato una somma per fornire loro avvocati difensori, dando loro il nome degli stessi (Lucio Barletta, Ferdinando Imposimato e Carlo Corbucci) e chiedendo loro di nominarli difensori di fiducia. I telegrammi sono indirizzati alla casa circondariale di Perugia.

La copia dei telegrammi viene intercettata dalla portinaia dello stabile che non solo non me li recapita (come dovrebbe, che diamine), ma li consegna invece alla simpatica cialtrona che ha firmato - senza averne diritto - il contratto di affitto con me.

I telegrammi finiscono, anch'essi, nel ponderoso fascicolo di Carlo Taormina, a riprova del fatto che non solo favoreggio clandestini a gogò, ma sono anche collaterale al terrorismo di matrice islamica.

L’affaire si complica:

L’11 di settembre, durante una scampagnata antimperialista, si smaschera Roberto Severini, erede estemporaneo dei combattenti di Lepanto, indicandolo come Roberto Sandalo, noto lavoratore statale del comparto "strategia della tensione" con l’incarico di alzare il livello dello scontro in ogni luogo dove abbia finto di militare, salvo poi pentirsi ed attribuire ad altri il malfatto.

Il 17 di settembre, verso le 06,30 del mattino, mentre sono a casa di un’amica, mio figlio mi chiama per dirmi che la polizia è a casa per una perquisizione.

La perquisizione è stata disposta per accertare la presenza in casa mia di stranieri clandestini. Non ne trovano. Ma sequestrano – tra le centinaia di documenti e fascicoli, anche processuali - che tengo a casa per motivi di lavoro, 2 fotocopie di permessi di soggiorno (uno è quello di un peruano ultrasettantenne a cui continuano a chiedere di portare un contratto di lavoro per rinnovargli il soggiorno, l’altro quello del mio ex marito rifugiato politico) e tre fotocopie di passaporti di persone che si sono rivolte all’associazione di cui sono presidente e di quella di cui sono portavoce, per tutelare i loro diritti.

Tutto diventa strano:
Il 27 settembre la polizia si ripresenta a casa mia con un ordine del magistrato per sequestrare l’appartamento dove vivo con la mia famiglia. Mi fanno uscire in ciabatte, senza carte di credito né bancomat, e mettono i sigilli alla porta.

Il vero proprietario dell’appartamento (il figlio, quindi, e non la madre) mi ha denunciata a fine agosto per “favoreggiamento dell’immigrazione clandestina”, in quanto nell’appartamento che sua madre ci ha affittato, ospiterei – appunto – clandestini e mi intratterrei con negri e musulmani.

Le chiavi di casa mia vengono consegnate al più sorprendente dei custodi giudiziari: la tizia che ha firmato il contratto d'affitto, e cioé la madre del vero padrone di casa, che adesso potrebbe essere intenta a disseminare casa mia di dosi di stupefacenti, teste mozzate o chissà quale altra diavoleria. I sigilli, se non lo sapeste, sono dei fogli di carta attaccati con lo scotch alla porta: nulla di più facile che rimuoverli e riapplicarli.

Questa è la storia.

Ma alcune cose vanno dette:

• Né durante le perquisizioni né durante il sequestro a casa mia non sono stati trovati clandestini. Oggetto di sequestro sono stati solo delle fotocopie di documenti di persone - inseriti ordinatamente nei loro fascicoli, messi ordinatamente in bella mostra sul mio piano di lavoro - che non risultano nel database del Ministero dell'Interno e che si sono rivolte all'associazione e di cui mi sto occupando con lettere, petizioni e istanze in tribunale. E questo perché sono stati trasformati in clandestini da una legge iniqua o perché hanno bisogno di essere aiutati in quanto in situazione di estremo disagio e bisogno. E la legge, su questo punto è molto chiara, al 2° comma dell'art. 12 del D.Lvo 286/98.

• Il mio lavoro consiste nell'aiutare i fratelli e le sorelle in difficoltà con azioni di lobbying di organizzazione, sia personalmente, sia assegnando loro un legale che difenda i loro diritti nelle sedi giudiziarie.

• Nessuno è tenuto per legge a denunciare clandestini (sarà che - almeno - questo particolare abominio delle leggi razziali abbiamo deciso di evitarcelo?)

• I miei avvocati, Imposimato e Barletta, non hanno mai potuto accedere al fascicolo processuale.

• Sono cambiati due PM nel giro di una settimana. E nessuno dei due era PM di turno.

• Il GIP ha avallato la richiesta di sequestro preventivo, che ha messo in mezzo ad una strada la mia famiglia, e confermato il parere negativo del PM all'istanza di dissequestro ex art. 321, 3° c.p.p. .

• Il PM sostiene che esistano gravi indizi di colpevolezza per continuare a tenere sulla strada una famiglia intera, tanto da rifiutare la revoca del provvedimento di sequestro. Questi gravi indizi di colpevolezza consistono in quelle fotocopie di documenti sequestrati, sulla denuncia del proprietario dell’appartamento e le testimonianze della persona che ha firmato – senza averne il diritto – il contratto d’affitto, suo marito, la portinaia dello stabile in cui possiede 6 appartamenti, la sua donna delle pulizie e un paio di vicini che vivono in appartamenti di proprietà di questa signora. Queste persone raccontano di aver interrogato le persone che venivano da me e che queste rispondevano "si, siamo clandestini e la Valent ci sta favoreggiando tutti". Nessun immigrato clandestino è stato trovato in casa mia, nessun immigrato clandestino è stato interrogato: i cosiddetti gravi indizi di colpevolezza sono tutti de relato.

• Se un domani io decidessi di non pagare più l’affitto, avrebbero qualche difficoltà a sfrattarmi legalmente, visto che il contratto è stato firmato da persona non avente diritto, il che è chiaro costringe queste persone ad inventarsi uno sfratto mascherato.

• Enfin, l'udienza del Tribunale del Riesame sarà il 18 ottobre.

Oltre a tutto questo, esiste un punto che, se non fosse tragico, sarebbe davvero esilarante: parrebbe che una persona nera non può socializzare con altri neri o persone di altre razze non affini a quella più o meno bianca italica. Bastano un paio di négher che si attardano una sera a parlare sul terrazzo e un paio di vicini razzisti possono denunciarti perché sei una terrorista che favoreggia l’immigrazione clandestina

Mi piace la dimensione epica che sta prendendo la mia vita.

Se mai decidessero di crocefiggermi, però, evitate di farvi chiamare daciani: preferirei comunisti e/o antimperialisti.

Dacia Valent


 

PS

volevo mettere come foto la sua ultima versione, quella "rapata". Bellissima. Purtroppo non l'ho trovata sul blog di DAcia e quindi ho ripiegato con una foto presa dal blog di Cloro.

GRILLO ? LUI E’ LUI…


Ora tocca a me a questo punto. Come anche la grande Cloro aveva fatto, anche io mi sono preso un poco di tempo prima di parlare di Grillo e della sua uscita (o entrata?) pubblica e politica. Volevo prendere del tempo per vedere cos’altro ci fosse nelle sue parole, nelle sue intenzioni.

Grillo a me personalmente ha fatto e mi fa ancora ridere, ridere e pensare come altri bravi intrattenitori e comici sanno fare nella nostra penisola italica. Ed è anche abbastanza tempo che lo “seguo”, artisticamente parlando.

Mi sono visto i suoi film che al tempo non ho potuto vedere (“Cercasi Gesù” e “Topo Galileo”, simpatici filmetti) ed anche le sue trasmissioni (“Te la do io l’America” su tutti) prima della sua cacciata dalla Rai dopo la grande battuta sui socialisti dei bei tempi craxiani.

Ho seguito alcuni dei suoi più famosi spettacoli teatrali, che sistematicamente scarico grazie al “mulo malefico”, spettacoli dove Grillo ha continuato il suo lavoro di comico ma facendo allo stesso tempo riflettere la platea su argomentazioni e problematiche che negli ultimi tempi “vanno molto” tra la popolazione.

Temi come l’ambiente, la salute, l’economia e la solita politica lo hanno accompagnato potremmo dire da sempre, come hanno accompagnato molte individualità che giornalmente nel loro piccolo si sono sempre sbattute.

E a me sta anche bene, nel senso che trovo positivo sentir parlare un personaggio come lui e che aiuta a far riflettere e a farsi delle domande. Come mi fanno ridere e riflettere i vari Guzzanti, Marcorè, Crozza e via ridendo. Riescono senza dubbio a forare l’impalcatura teatrale che quotidianamente i mezzi di disinformazione e la politica dei palazzi tirano su davanti agli occhi delle persone, molte delle quali non hanno una vera e propria coscienza politica e per i più svariati motivi.

Oggi però Grillo è sceso in campo, o meglio ha dato una spallata alla grande porta dei palazzi per entrarci per mezzo dei suoi “discepoli”. E con tanto di “bollino” certificatore! E scusate anche, ma questa cosa è davvero buffa per me. Nel senso che, finché tu personaggio inviti le persone ad entrare nell’agorà mi sta bene, le sproni a partecipare spiegando che la politica la dobbiamo fare “noi” al di fuori dei partiti che ormai seguono lo stesso programma imprenditoriale…ok.

Sono stato una quindicina d’anni a sentire queste belle parole e che trovo ancora utili, ci mancherebbe, ma Grillo qua è riuscito a “pisciare fuori dalla tazza”.

Per Grillo, chi vuole entrare a far parte del suo movimento e richiedere l’apposito bollino “grillo- certificatore”, deve anche essere pulito, giuridicamente parlando dice. Immacolato come nemmeno lui può essere. Purtroppo per me, so che ci sono persone che vengono condannate dalle leggi borghesi di questo staterello, condannati magari perché stavano manifestando con un blocco stradale per non permettere la costruzione della TAV, o magari perché non vogliono far piantare delle colture biotecnologiche insicure.

O perché no, magari beccarsi una bella denuncia perché si hanno delle piante di maria sul balcone. O magari per uno stupido incidente automobilistico dove purtroppo hanno perso la vita delle persone: ti danno l’omicidio colposo, lo sconti in poco tempo senza andare in galera (salvo tu non sia un rom) ma mannaggia, per Grillo non ti puoi presentare e partecipare alla vita pubblica del proprio paese. Questa per me, è giustizia dei miei cojoni.

E poi perché il “bollino-certificatore “? E chi t’assicura dell’integrità della persona anche non fosse una pregiudicata? No perché, anche se nelle nostre camere del potere ci sono alcuni pregiudicati, è alla fine un numero esiguo in confronto al totale, ma chi si prenderebbe la briga di dire che il restante dei politici è “brava gente”, bella e pulita. Dai. Non ci crederò mai. Grillo non avrà mai nessuna garanzia nella sua ricerca di persone pulite, nessun tipo di bollino gliela darà mai.

Ma non finisce qui purtroppo, come sempre non c’è limite al peggio e questa massima calza perfettamente alla situazione.

La scesa in campo del Grillo con le sue manifestazioni ben organizzate, ha fatto parlare molto e devo dire che i mezzi di disinformazione di stato pubblici e privati ne hanno dato un bel risalto. Telegiornali e trasmissioni pseudo-politiche non l’hanno lasciato in pace un momento tanto da farlo diventare davvero molto noto, anche a quelli che in effetti non leggono il suo blog nella rete, come i miei genitori per esempio. Poi tutto quel dargli addosso da parte dei politici di professione non fa altro che aumentare la sua caratura, o mi sbaglio?

La manifestazione di Bologna, dove ha partecipato lo stesso Grillo, è passata e ripassata sotto gli occhi di tutti, da trasmissione a trasmissione, c’era in quella piazza parecchia gente pronta a mandare a ‘fanculo chiunque, a bacchetta del capo-popolo. Anche io ho visto quelle immagini ed ancora non mi riesce a calare un’espressione del Grillo che oggi, grazie ai suoi ultimi post del suo blog, capisco molto meglio.

Parlo di quel suo latente e non ben manifestato razzismo di stampo borghese, quel nuovo razzismo tanto in voga in questo periodo che spinge a dire “non sono mai stato razzista e non lo sono, ma però…” e via con la menata televisiva della insicurezza quotidiana che non ci fa vivere, rapine e stupri di stranieri ad ogni angolo di strada, lavavetri che delinquono ed islamici che terrorizzano. Su quel palco bolognese, il Grillo ad un certo momento, parlando giusto appunto della sicurezza dei cittadini, usa un’espressione breve ed orrenda, talmente breve che molti hanno passato oltre ma io ce l’ho ancora in testa che mi ronza…”questi albanesi”….

E’ quel genere di espressione che quando uno me la recita davanti, nel mio cervelletto già iniziano ad elaborare i dati che mi portano a pensare che chi mi parla non ha un gran rispetto delle persone, soprattutto quando non sono italiche ma appartenenti a quella tipologia di persone che la tv giornalmente ci introietta come simbolo di delinquenza ed insicurezza.

Questi albanesi” è un’espressione che oggi fa il palio con un post di Grillo del 5 ottobre, dove lui conferma le mie impressioni sciorinando discorsi ora davvero qualunquistici e soprattutto borghesi contro i rumeni e non contento di ciò da spazio ad una lettera ancor più razzista e borghese. Non dico altro, riporto solo la prima frase che è illuminante : “Sono un cittadino italiano... sposato con una cittadina rumena! Non sono un razzista!” Sti cazzi! Nemmeno a farlo apposta. Magari desinistra eh…

Ecco, per me Beppe Grillo finisce qua, forse non è mai iniziato veramente ma a scanso di equivoci torno a ripete che è finito qua. Non so realmente cosa vorrà fare, dubito in una sua personale scesa in campo, non credo nemmeno che la sua sia antipolitica, come vogliono farci credere politici presunti tali. Probabilmente Grillo, come già altri compagni hanno detto, c’è per non disperdere le pecore che stanno uscendo dall’ovile. Sicuro il fatto che Grillo, non porta nulla di nuovo. Come nulla di nuovo porta il nuovo Partito Democratico e Cristiano per dire.

Però, e qui chiudo, la novità che riesco ad appuntare dalle sue ultime “uscite”, è la potenzialità della rete ed anche dei blog quindi. Certo, lui è un personaggio noto e calamita molte persone, gli risulta più semplice aggregare moltitudini, ma penso che anche a noi piccole individualità, resti intatta la potenzialità di questo mezzo d’informazione. Sicuramente ci dovremmo impegnare molto di più di quanto fa il Grillo, ma la speranza c’è e ne sono contento.

Di questi tempi, dove la guerra sta diventando la pace, dove una sinistra, quando non è in catalessi,  rimane preda di un disagio bipolare schizofrenico, la speranza è l’unica arma in questo triste periodo storico…altro che Grillo…

Lui è lui…e noi non semo un cazzo!

ITALIANIIIIII!!

GRILLO ? LUI E’ LUI…

  


Ora tocca a me a questo punto. Come anche la grande Cloro aveva fatto, anche io mi sono preso un poco di tempo prima di parlare di Grillo e della sua uscita (o entrata?) pubblica e politica. Volevo prendere del tempo per vedere cos’altro ci fosse nelle sue parole, nelle sue intenzioni.

Grillo a me personalmente ha fatto e mi fa ancora ridere, ridere e pensare come altri bravi intrattenitori e comici sanno fare nella nostra penisola italica. Ed è anche abbastanza tempo che lo “seguo”, artisticamente parlando.

Mi sono visto i suoi film che al tempo non ho potuto vedere (“Cercasi Gesù” e “Topo Galileo”, simpatici filmetti) ed anche le sue trasmissioni (“Te la do io l’America” su tutti) prima della sua cacciata dalla Rai dopo la grande battuta sui socialisti dei bei tempi craxiani.

Ho seguito alcuni dei suoi più famosi spettacoli teatrali, che sistematicamente scarico grazie al “mulo malefico”, spettacoli dove Grillo ha continuato il suo lavoro di comico ma facendo allo stesso tempo riflettere la platea su argomentazioni e problematiche che negli ultimi tempi “vanno molto” tra la popolazione.

Temi come l’ambiente, la salute, l’economia e la solita politica lo hanno accompagnato potremmo dire da sempre, come hanno accompagnato molte individualità che giornalmente nel loro piccolo si sono sempre sbattute.

E a me sta anche bene, nel senso che trovo positivo sentir parlare un personaggio come lui e che aiuta a far riflettere e a farsi delle domande. Come mi fanno ridere e riflettere i vari Guzzanti, Marcorè, Crozza e via ridendo. Riescono senza dubbio a forare l’impalcatura teatrale che quotidianamente i mezzi di disinformazione e la politica dei palazzi tirano su davanti agli occhi delle persone, molte delle quali non hanno una vera e propria coscienza politica e per i più svariati motivi.

Oggi però Grillo è sceso in campo, o meglio ha dato una spallata alla grande porta dei palazzi per entrarci per mezzo dei suoi “discepoli”. E con tanto di “bollino” certificatore! E scusate anche, ma questa cosa è davvero buffa per me. Nel senso che, finché tu personaggio inviti le persone ad entrare nell’agorà mi sta bene, le sproni a partecipare spiegando che la politica la dobbiamo fare “noi” al di fuori dei partiti che ormai seguono lo stesso programma imprenditoriale…ok.

Sono stato una quindicina d’anni a sentire queste belle parole e che trovo ancora utili, ci mancherebbe, ma Grillo qua è riuscito a “pisciare fuori dalla tazza”.

Per Grillo, chi vuole entrare a far parte del suo movimento e richiedere l’apposito bollino “grillo- certificatore”, deve anche essere pulito, giuridicamente parlando dice. Immacolato come nemmeno lui può essere. Purtroppo per me, so che ci sono persone che vengono condannate dalle leggi borghesi di questo staterello, condannati magari perché stavano manifestando con un blocco stradale per non permettere la costruzione della TAV, o magari perché non vogliono far piantare delle colture biotecnologiche insicure.

O perché no, magari beccarsi una bella denuncia perché si hanno delle piante di maria sul balcone. O magari per uno stupido incidente automobilistico dove purtroppo hanno perso la vita delle persone: ti danno l’omicidio colposo, lo sconti in poco tempo senza andare in galera (salvo tu non sia un rom) ma mannaggia, per Grillo non ti puoi presentare e partecipare alla vita pubblica del proprio paese. Questa per me, è giustizia dei miei cojoni.

E poi perché il “bollino-certificatore “? E chi t’assicura dell’integrità della persona anche non fosse una pregiudicata? No perché, anche se nelle nostre camere del potere ci sono alcuni pregiudicati, è alla fine un numero esiguo in confronto al totale, ma chi si prenderebbe la briga di dire che il restante dei politici è “brava gente”, bella e pulita. Dai. Non ci crederò mai. Grillo non avrà mai nessuna garanzia nella sua ricerca di persone pulite, nessun tipo di bollino gliela darà mai.

Ma non finisce qui purtroppo, come sempre non c’è limite al peggio e questa massima calza perfettamente alla situazione.

La scesa in campo del Grillo con le sue manifestazioni ben organizzate, ha fatto parlare molto e devo dire che i mezzi di disinformazione di stato pubblici e privati ne hanno dato un bel risalto. Telegiornali e trasmissioni pseudo-politiche non l’hanno lasciato in pace un momento tanto da farlo diventare davvero molto noto, anche a quelli che in effetti non leggono il suo blog nella rete, come i miei genitori per esempio. Poi tutto quel dargli addosso da parte dei politici di professione non fa altro che aumentare la sua caratura, o mi sbaglio?

La manifestazione di Bologna, dove ha partecipato lo stesso Grillo, è passata e ripassata sotto gli occhi di tutti, da trasmissione a trasmissione, c’era in quella piazza parecchia gente pronta a mandare a ‘fanculo chiunque, a bacchetta del capo-popolo. Anche io ho visto quelle immagini ed ancora non mi riesce a calare un’espressione del Grillo che oggi, grazie ai suoi ultimi post del suo blog, capisco molto meglio.

Parlo di quel suo latente e non ben manifestato razzismo di stampo borghese, quel nuovo razzismo tanto in voga in questo periodo che spinge a dire “non sono mai stato razzista e non lo sono, ma però…” e via con la menata televisiva della insicurezza quotidiana che non ci fa vivere, rapine e stupri di stranieri ad ogni angolo di strada, lavavetri che delinquono ed islamici che terrorizzano. Su quel palco bolognese, il Grillo ad un certo momento, parlando giusto appunto della sicurezza dei cittadini, usa un’espressione breve ed orrenda, talmente breve che molti hanno passato oltre ma io ce l’ho ancora in testa che mi ronza…”questi albanesi”….

E’ quel genere di espressione che quando uno me la recita davanti, nel mio cervelletto già iniziano ad elaborare i dati che mi portano a pensare che chi mi parla non ha un gran rispetto delle persone, soprattutto quando non sono italiche ma appartenenti a quella tipologia di persone che la tv giornalmente ci introietta come simbolo di delinquenza ed insicurezza.

Questi albanesi” è un’espressione che oggi fa il palio con un post di Grillo del 5 ottobre, dove lui conferma le mie impressioni sciorinando discorsi ora davvero qualunquistici e soprattutto borghesi contro i rumeni e non contento di ciò da spazio ad una lettera ancor più razzista e borghese. Non dico altro, riporto solo la prima frase che è illuminante : “Sono un cittadino italiano… sposato con una cittadina rumena! Non sono un razzista!” Sti cazzi! Nemmeno a farlo apposta. Magari desinistra eh…

Ecco, per me Beppe Grillo finisce qua, forse non è mai iniziato veramente ma a scanso di equivoci torno a ripete che è finito qua. Non so realmente cosa vorrà fare, dubito in una sua personale scesa in campo, non credo nemmeno che la sua sia antipolitica, come vogliono farci credere politici presunti tali. Probabilmente Grillo, come già altri compagni hanno detto, c’è per non disperdere le pecore che stanno uscendo dall’ovile. Sicuro il fatto che Grillo, non porta nulla di nuovo. Come nulla di nuovo porta il nuovo Partito Democratico e Cristiano per dire.

Però, e qui chiudo, la novità che riesco ad appuntare dalle sue ultime “uscite”, è la potenzialità della rete ed anche dei blog quindi. Certo, lui è un personaggio noto e calamita molte persone, gli risulta più semplice aggregare moltitudini, ma penso che anche a noi piccole individualità, resti intatta la potenzialità di questo mezzo d’informazione. Sicuramente ci dovremmo impegnare molto di più di quanto fa il Grillo, ma la speranza c’è e ne sono contento.

Di questi tempi, dove la guerra sta diventando la pace, dove una sinistra, quando non è in catalessi,  rimane preda di un disagio bipolare schizofrenico, la speranza è l’unica arma in questo triste periodo storico…altro che Grillo…

Lui è lui…e noi non semo un cazzo!

ITALIANIIIIII!!

CHE GUEVARA

  



Oggi ricorrono i 40 anni della morte del Che, Che Guevara.

Sinceramente, in questa giornata non ho avuto modo di leggere e sentire i vari mezzi d’informazione; né giornali padronali, né telegiornali di regime e nemmeno nella rete. Immagino che almeno sulla rete non siano mancati post in ricordo di questo grande personaggio del secolo scorso (fa effetto eh!) a me molto caro, da sempre.

Dal canto mio, voglio rischiare di essere banale e proporre su questo blog la lettera (l’ultima?) del Che ai suoi figli. Conosciutissima, usata e riusata a dismisura anche se non forse come le magliette. In questo caso è una lettera che mi ha da sempre colpito nel profondo, voglio esagerare e dire che sicuramente ha contribuito alla mia crescita come persona e come “individuo politico”.

 

 Cari Hildita, Aleidita, Camillo, Celia e Ernesto,

 se un giorno dovrete leggere questa lettera,

sarà perché io non sono tra voi.

Quasi non vi ricorderete di me e i più piccolini non ricorderanno nulla.

Vostro padre è stato uno di quegli uomini che agiscono come pensano e,

di sicuro, è stato coerente con le sue convinzioni.

Crescete come buoni rivoluzionari.

Studiate molto per poter dominare la tecnica che permette di dominare la natura.

Ricordatevi che l'importante è la rivoluzione e che ognuno di noi, solo, non vale nulla.

Soprattutto, siate capaci di sentire nel più profondo

qualunque ingiustizia commessa contro chiunque in qualunque parte del mondo.

E' la qualità più bella di un rivoluzionario.

Addio, figlioli, spero di vedervi ancora.

Un bacione e un grande abbraccio da

                                                                            Papà

ECCO COME MUORE UN ORSO ITALIANO

Solo, o magari con la sua compagna, O con i suoi simili, nell’intento sicuro di procacciarsi del cibo, lontano dal clamore e dal tam tam riservato a ben altre valorose morti italiche. Mi ricorda un poco la morte quotidiana dei molti lavoratori, anonimi, caduti tra l’indifferenza generale e la notizia di un giorno correlata a grandi dichiarazioni di chi può dichiarare a gran voce.

Sono passati alcuni giorni dalla notizia del ritrovamento di 3 esemplari morti di orsi marsicani, “italici”, nel Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. Una perdita enorme per chi come me ha a cuore le sorti della natura, degli animali e soprattutto di quelli che, grazie alla sapienza degli umani, corrono seri rischi di estinzione.

Ma il totale degli orsi morti in tutto sarebbe di 5 esemplari. Oltre ai 3 ultimamente rinvenuti, si debbono aggiungere altri 2 orsi trovati morti circa un mese fa, un fatto che nessuno, nemmeno l’ente parco ha voluto porre all’attenzione pubblica. Chissà, forse, in questo modo ha anche favorito la morte degli altri tre, chi potrebbe dirlo. Forse l’assassino non sarebbe tornato a colpire se la notizia avesse avuto un poco di risalto già allora. Ma come si dice, forse è anche vero che con i “se” non si fanno storie…

L’assassino, probabilmente con l’utilizzo di un capretto alla stricnina, non si è limitato soltanto ad uccidere i tre orsi ma è riuscito a far fuori anche due esemplari di lupo italiano, che anch’esso come specie non è che se la passi molto bene, e sempre a causa delle paure e dellìodio dell’uomo ignorante. Quante ne fa questa paura eh…

Negli ultimi tempi però, "grazie" alla sinergia tra chi vuole davvero aiutare le specie in pericolo e chi invece cerca affannosamente la valorizzazione di un territorio “povero” con qualsiasi mezzo, sia gli orsi marsicani che i lupi italiani sono aumentati abbastanza anche se in fondo non si riuscirà per ora a sapere bene il loro numero preciso. Per gli orsi, gli ottimisti parlano di circa 40/50 esemplari, per i più cauti il numero non supererebbe le 30 unità. Una miseria seriamente compromessa con la perdita dei 5 esemplari, vista la vita che fanno, scarsa di provvigioni naturali e con una scarsa prole. Ricordiamo che l’orsa può essere fecondata ogni due o tre anni e partorire uno o due cuccioli. I numeri sono molto scarsi quindi, si parla di sei od otto figli in tutta la sua vita.

Uno degli orsi morti era il famoso “orso Bernardo”, l’orso che hanno scelto come “testimonial” del parco e che ha dato l’imput per la nascita di diverse organizzazioni che lavorano per la tutela e la pubblicità del territorio. Come l’associazione che si occupava dei rimborsi per le galline, pietanza che tanto amavano gli orsi, non proprio perché golosi di questa specialità ma perché il bosco è ormai povero e le galline sono semplici da catturare e mangiare. Rimborsi che molte volte hanno dei tempi assurdi, lunghissimi, tempi che molti contadini ed allevatori della zona non accettano...ma questo certo, non giustifica quest’immane bastardata ma potrebbe certamente stimolare un qualche aggiustamento per quello che riguarda la gestione dei parchi e delle zone protette che purtroppo ancora oggi vengono molto spesso bistrattate e lasciate senza risorse. Le risorse oggi le diamo ai militari…’sti cazzi!

Bernardo, è stato trovato vicino alla sua compagna e ad un altro esemplare già in stato di decomposizione. Chissà, e mi piace pensarlo, forse lui ha voluto cercare lei da giorni ormai assente, o magari è stata proprio lei a ritrovare il suo compagno. Fantasie certo, anche perché non ricordo che gli orsi siano, come molti altri animali, votati alla fedeltà coniugale.

Ricordo le varie volte che insieme ai miei compagni ci perdevamo sui monti della zona, quella appunto del parco d’Abruzzo, sempre con la speranza di incontrare questi animali “mitici” per noi. L’orso, i lupi, le aquile…ovviamente di incontri ravvicinati nemmeno a parlarne. Ricordo, giusto una volta sentimmo degli ululati nel mentre preparavamo un po’ d’arrosto di carne, varie volte abbiamo ammirato i voli eleganti  ed altissimi delle aquile, ma i miei amati orsi mai. Perché un orso non è che ami molto la razza umana e quindi se ne tiene saggiamente alla larga. Soltanto la fame spinge chiunque ad andare oltre, a solcare confini, ad attraversare kilometri, a non avvicinarsi alla civiltà.

I verdi, insieme al WWF, hanno proposto una taglia, rispettivamente sono pronti a sganciare 10.000 euri per avere indicazioni sull’assassino. Personalmente non so, non mi convince molto questa pratica…e se mi permettete un piccolo “eccesso” in chiusura, lasciate stare questi soldi…solo per questa volta gente, portatemi le teste di questi assassini.

Scusatemelo.

                                                                                                                                                                                                                                                    

Gli Anarchici

  

In questa pagina (in continuo allestimento) sono visualizzate le foto dei più importanti anarchici e pensatori libertari.