Category: Musica

In Italia si sta bene anzichenò?

  

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Alcuni veloci aggiornamenti sui fatti accaduti in questi giorni di mia forzata assenza peregrina:
Frankie Hi-Energy vince il festival di Sanremo. Vinicio Capossela canta "Con una Rosa". Prodi al Parlamento, non si smentisce, e si proclama nuovo capo del governo. Berlusconi arruola Al Bano per la prossima campagna elettorale: il ragazzo che sorride. Aumento di cocainomani nel lavoro nero. Nuovo centro sociale occupato aperto al pubblico: la carie minaccia sciopero. Senatore affetto da attacco epilettico: Follini litiga con Casini; Andreotti mangia i pansotti: ottima digestione. "Cosa serve smerdare qualcuno su una cosa che io non so e che poi dopo sapranno che io non so?". Installazione del sistema operativo Linux su un nuovo portatile (MSI M662): distribuzione Ubuntu Edgy: anche i fascisti sono stati debianizzati. Devo andare su Toasa? No, aspettate, voglio prima finire di mangiare. Alla fine sono io che sono scemo. Un sorso d'acqua. Dolore!. Non è divertente, Signore!

E in tutto questo, c'è sempre chi si sente "uno":

Io sono uno che parla troppo poco,
questo è vero,
ma nel mondo c'è già tanta gente
che parla parla parla sempre,
che pretende di farsi sentire e non ha niente da dire.

Io sono uno che sorride di rado,
questo è vero,
ma in giro ce ne sono già tanti
che ridono e sorridono sempre,
però poi non ti dicono mai cosa pensano dentro.

Io sono uno che non dice chi è la sua donna,
questo è vero,
perché non ammiro la gente
che prima implora un po' d'amore,
e poi, non appena l'ha avuto, lo va a raccontare.

Io sono uno che non nasconde le sue idee,
questo è vero,
perché non mi piacciono quelli
che vogliono andar d'accordo con tutti,
e che cambiano ogni volta bandiera per tirare a campare.

[Luigi Tenco]

 

Nun Ve Reggae Più

  
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Così Suonò Hermann Simon

  
  Movie : Heimat II (1992)

Dopo il dibattito nell'articolo precedente, mi sembra più che corretto dare il diritto di risposta anche ad Hermann Simon. E lui, risponde a suo modo, con il linguaggio che meglio gli compete: la musica. E risponde anche a chi in questi giorni di profonda demagogia e retorica ha sostenuto che bisogna sempre rispettare le forze dell'ordine, portando così il tifo fuori dal calcio.
Le forze dell'ordine sono il bene? Chi si ribella contro di loro il male? Anno 2007: siamo ancora qui a discutere di queste idiozie… ogni atto "violento" di per sè è condannabile, sia se fatto da un uomo in divisa che da un teppista di strada: il raid della polizia alla scuola in via Diaz a Genova non lo posso considerare un gesto meritevole di rispetto… mi dispiace… non ci potrà mai essere una morte giusta e una morte ingiusta… e su questo chiudo definitivamente l'argomento.

Beatles Vs Rolling Stones?

  

No! Io, con mente lucida, preferisco i Kinks di Ray Davies. Proprio quel gruppo che nel 1964 realizzò You Really Got Me, da molti ritenuto il primo pezzo hard-rock della storia (e i Clash ringraziarono?). Quel gruppo che nel 1968 realizzarono l'album Village Green Preservation Society, uno dei primi concept della storia del rock (insieme al famoso S.F.Sorrow dei Pretty Things), seguito nel 1969 dall'album Arthur. Per non parlare dei brani come Days, Victoria, Lola, Two Sister, Death Of A Clown, All Day And All Of The Night eccetera eccetera…
E i testi dei loro brani? Dove li mettiamo? Quella semplicità ironica di Ray Davies che si mescola alla classica anarchia montypythoniana tipicamente inglese?…
Il video – qui sotto riportato e a parer mio il più bello di quel periodo (1966) – del brano Dead End Street ne è un palese esempio…

Stratosvari…

  

Demetrio Stratos, cantante degli Area, in assoluto il migliore di tutti… inarrivabile, irraggiungibile, immenso… punto.

Omaggio alla socialista Segolene Royal.

  
Mood : ecstatic  Music : Renaud - Socialiste

…quindi quale miglior omaggio se non un brano dell'anarchico Renaud? Dico io, ma vi rendete conto che fino a pochi mesi fa ignoravo questo artista? Splendido scoprire queste perle, soprattutto per uno che ha una conoscenza e cultura sterminata (in tutti i sensi s'intende)… Grazie FLE!
Se volete leggervi il testo (in francese, ovviamente, non sono ancora in grado di cimentarmi nella traduzione… ahimé) cliccate su quella parola "continua" che compare subito sotto il video (lo dico per non fare discriminazioni)

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Ys

  

AIDS DayUn tempo, si giudicavano i dischi non solo per il contenuto ma anche per le "copertine".
Il prisma, il faccione rosa in preda ad un urlo schizoide, un semplice sfondo bianco, una banana, un dirigibile, un girasole, una mucca… oh, potrei continuare all'infinito.
Negli ultimi anni, ahimè, si è perso il fascino della copertina… in un atto consumistico senza precedenti dove la qualità non ha più il ruolo fondamentale: basta vedere la grande diffusione degli "mp3″ a discapito dei "cd" originali. Come potrà questa nuova generazione comprendere la qualità di un prodotto se si abitua al suono di un file compresso?
Una volta si andava nei negozietti (e non megastore) di dischi e si sceglieva il disco anche per la bellezza e il fascino della copertina… oggi si preferisce "scaricare" da internet addirittura tutta la discografia dell'artista. E io dico: "ma cosa scaricate a fare se avete a mala pena il tempo di pisciare?". Vi dimenticate che siamo in un periodo storico dove il tempo libero è ridotto all'osso? Dove lo stress e la depressione sono in vertigionoso aumento? Dove le teorie buddiste, new age, si stanno diffondendo peggio della peste? Dove i valori non esistono più?
E quindi ecco, scarichiamo la musica dei relativi artisti – pardon, volevo dire imprenditori musicali – che pensano solo al profitto lasciando prodotti imbarazzanti rivolti ad un pubblico affetto da demenza precoce?
Finché non bazzichi in quei pochi negozietti – e non megastore – di musica dove l'occhio ti cade su una copertina che ti chiama, ti vuole, ti desidera… una copertina d'altri tempi… e tu vai a vivisezionarla, a scrutarla, a capire se è una truffa, un sogno oppure se tutto è reale.
Così controlli anche l'autore del disco e i suoi collaboratori (importante controllare se nella realizzazione del disco non ci sia qualche DJ. Se così fosse potete buttare via il disco: dove c'è un DJ sicuramente non è un prodotto musicale, ma qualcosa di molto vicino agli escrementi di gallina, ma meno utile).

Controllato e verificato l'assenza di vari DJ, non ho esitato a comprare il disco di Joanna Newsom, ammaliato dal fascino della copertina.
Un azzardo che si è rilevato vincente: è musica!. Una voce magnifica, che si sviluppa/aviluppa in incroci e gorgheggi tra una Bjork e una Kate Bush, che rimane in bilico sul filo tracciato dalla grazia di una arpa… Dopo il primo ascolto ho subito sentito il desiderio, "la voglia", di riascoltare, di mettere in loop, a tutto volume, i cinque brani. Stupendi. Un viaggio onorico che vede la collaborazione di Jim O'Rourke, indiscutibilmente, esponente di punta del Post-Rock.
Ma questo disco va oltre il Post-Rock, oltre il Pop, oltre il Folk, oltre alla Classica.
Oltre i paradisi artificiali.

 

Se si rompe uno specchio… se ne compra un altro.

  

Ci sono momenti che non hanno bisogno di descrizioni…
Ci sono brani musicali che non hanno bisogno di introduzioni e/o spiegazioni…
Ieri ero ad un concerto di Robert Fripp… Ieri ero ad un concerto della chitarra di Robert Fripp.
In un attimo mi sono immaginato la chanteuse per eccellenza – Nico – che con voce apparentemente scocciata, canticchiava le parole dedicate da Lou Reed proprio – guarda caso – a lei.

I'll be your mirror
Reflect what you are, in case you don't know
I'll be the wind, the rain and the sunset
The light on your door to show that you're home

When you think the night has seen your mind
That inside you're twisted and unkind
Let me stand to show that you are blind
Please put down your hands
'Cause I see you

I find it hard to believe you don't know
The beauty that you are
But if you don't let me be your eyes
A hand in your darkness, so you won't be afraid

When you think the night has seen your mind
That inside you're twisted and unkind
Let me stand to show that you are blind
Please put down your hands
'Cause I see you

I'll be your mirror

[I'll Be Your Mirror - Velvet Underground & Nico]

L’indifferenza, cioè non comprendere le differenze.

  

Nei canali di Otranto e Sicilia
migratori senz’ali, contadini di Africa e di oriente
affogano nel cavo delle onde.
Un viaggio su dieci s’impiglia sul fondo,
il pacco dei semi si sparge nel solco
scavato dall’ancora e non dall’aratro.
La terraferma Italia è terrachiusa.
Li lasciamo annegare per negare.

[Erri De Luca (Opera sull’acqua e altre poesie)]

Con questa poesia di Erri De Luca, Gianmaria Testa ha aperto il concerto di ieri sera a Genova. La stessa poesia che ha recitato all'incontro delle 18.30 alla Fnac. Un incontro molto emozionante, tanto che uno spettatore – colpito dalla forte emozione delle parole e dei brani di Testa – è rimasto senza parole, commosso, tanto da non riuscire a fare la domanda al cantautore che si era preparato… E poi la storia della genesi dell'album con relativo omaggio a De Andrè (basta ascoltare Al Mercato di Porta Palazzo che come dice Testa "è il mio fare ciao con la mano a De André")… perché trattare l'immigrazione non basta un brano… ci vuole qualcosa di più completo di più personale: ed ecco un concept: ed ecco un concept in stile "Buona Novella" del cantautore genovese.
E poi, il ricordo dell'amico e scrittore Izzo (recentemente scomparso)… figlio di immigrati italiani in Francia… che i francesi chiamavano "Ritals" con la "R" pronuncia italiana (N.B.: rital può essere tradotto come "terroni" ma molto più dispregiativo)… e così gli italiani immigrati obbligavano i figli a parlare solo in francese. E poi, il ricordo del musicista albanese Rrock (eh sì, il titolo dell'album non è un errore di stampa…).
Alla fine dell'incontro uno spettatore fa la sequente domanda: "Come mai lei, a differenza dei suoi colleghi, non ha scritto ancora un libro?"… "perché non credo nella tuttologia, siamo nell'epoca delle specializzazioni, solo nel Rinascimento c'erano uomini che sapevano fare tutto: vedi Leonardo. Io non mi sento Leonardo, io sono già contento di saper fare bene quello che sto facendo… e poi sfido a dire che i libri dei miei colleghi siano dei bei libri."
Tante cose dette in poco tempo… tanto che quella mezz'ora è stata la più intensa e che ricorderò con immenso piacere… più del concerto.
Un concerto impeccabile, tre musicisti jazz di classe sopraffina. Un'emozione che solo artisti tali possona dare.

E ora? in scaletta – tra gli italiani – rimangono sempre: Claudio Lolli, Lalli, Stefano Bollani, Anna Maria Castelli, Petra Magoni…. non appena si distraggono e organizzano un evento in un luogo più accessibile io ci sarò. Minaccioso.