Music : "Aleister Crowley" di Paul Roland
Approfitto per rispondere, qui, alle "eleganti" osservazioni fatte sull'articolo (e badate bene, cari naviganti, che non ho usato il termine "post") precedente: quello sul "bel sesso". Mi sembra di vedere, proprio qui in mezzo al casino caotico della mia stanza, il Leopardi, quel fatidico giorno, mentre scrive il pensiero sul "bel sesso", con quella particolare anima euforica che par sussurrare: "ora mi riposo un attimo e nel frattempo faccio un dono all'umanità".
Leopardi ci dice che per giudicare in modo corretto non bisogna esser di parte. Di fatto, la donna secca secca con una prima, e un omosessuale, appartenenti loro malgrado al genere umano, sono, per disgrazia ricevuta, di parte.
Sulle lune, sui falli e sulla presunta omosessualità vitale di Leopardi rispondo indirettamente con un'altra citazione, sempre dallo Zibaldone (questa volta pagina 3525):
Tutti hanno provato il piacere, o lo proveranno, ma niuno lo prova. Tutti hanno goduto o godranno, ma niuno gode. Questo pensiero spetta a quelli sopra il non darsi piacere se non futuro o passato.
[Giacomo Leoparti, tratto da Zibaldone, pagina 3525]
Con questa nuova incursione (e badate bene, egregi naviganti, che non ho usato il termine "post") ho dato anche un taglio alla frase: "Per capire la solitudine bisogna essere stati in due"… Ho dato un taglio perché sono come un purosange che non perde mai una corsa… e poi questo pensiero giornaliero (e badate bene, integerrimi naviganti, che non ho usato il termine "post") l'ho fatto io… e non dio (volutamente minuscolo… per via del mio egocentrismo).