Category: Cinema

«Cosa desidera?» -«Un piatto di minestrone, grazie!»

  

- «Perché questo mondo è un cesso!»

- «E beato chi ci può cacare!»

[tratto da Il minestrone di Sergio Citti - 1981]

Piccola incursione per ricordare questo gioiellino della televisione italiana: la miniserie in tre puntante di Sergio Citti (considerato l'erede – a livello cinematografico – di Pier Paolo Pasolini e tristemente scomparso l'undici ottobre 2005) intitolata Il Minestrone. Tra i collaboratori della miniserie vanno ricordati Vincenzo Cerami alla sceneggiatura e Nicola Piovani come compositore della bellissima colonna sonora. Tra gli attori: Roberto Benigni, Franco Citti, Ninetto Davoli, Daria Nicolodi, Franco Javarone, Fabio Traversa, Giorgio Gaber e il poeta/attore Carlo Monni.

Gli uomini che erano stati creati nel quarto cielo, un bel giorno, vollero mangiare un biscotto invece della solita ambrosia che era il loro cibo naturale. Se non ché dopo aver mangiato il biscotto, bisognava andare a cacare: pregarono un angelo di indicare loro un cesso e l'angelo disse: «Vedete laggiù quel piccolo pianeta, quel piccolo piccolo, quel puntino… lì è il cesso dell'universo». Gli uomini, ci andarono subito e non tornarono più indietro. Da quel giorno, così, il nostro mondo divenne quello che ancorà è.

[tratto da Il minestrone di Sergio Citti - 1981]

RemaKing(Kon)Ghezzi

  
  Music : Piero Ciampi - Sobborghi

"Di questo ultimo, straordinario secondo me, film di Peter Jackson abbiamo già parlato. [...] Il film è lungo e genialmente include l'insopportabilità e la leggiadria del videogioco: sono momenti lontanissimi da Spielberg, lontanissimi dal pur geniale Jurassic Park. Sono momenti sperimentali in un film che gioca con la classicità assoluta. [...] Il film di Jackson parte subito con l'attualità del nostro vedere, del nostro abitare in questo stato indeterminato che è l'istante, in cui ormai non viviamo più neanche. Il nuovo King Kong non può che rendere il film originale più vicino a ciò che voleva essere: metafora cinematografica, storia di un regista, avventura del farsi di un film e del suo diventare poi teatro; e qui avviene l'aprirsi di una frattura, un crepaccio: parlo di "crepaccio" perché nel film l'idea della caduta è dominante, soprattutto con l'Empire State Building, e non delle Twin Towers, che poi sono crollate. Si torna al luogo più vero e più finto, all'icona che è durata, che è ancora lì."

[Enrico Ghezzi - tratto da "FuoriOrario"]

Lassù…

  

In un modo o nell'altro doveva accadere… quando il collettivo si sfalda, si frantuma in mille pezzi; quando sul pavimento non vi è altro che cocci disomogenei, quello che rimane è solo una briciola, uno inzio di sputo: un'individualità.

Ecco quindi un atto che per molti sarà estremistico, ma in fondo è soltanto "ristrutturatore", con trame a volte reazionarie e altre rivoluzionarie… un atto che sfiora l'esaltazione senza mai farne pienamente parte… un atto illogico? povero colui che crede ancora nell'illogicità delle cose.
Tutto quello che è stato buttato dalla finestra rientrerà dalla porta con un vestito nuovoNulla andrà perduto.
Libero. Colorato. Splendente.

Furono queste le parole, ultime e sole, di questo nuovo inizio:

Hannah, puoi sentirmi?
Ovunque tu sia, abbi fiducia.
Guarda in alto Hannah… Le nuvole si diradano, comincia a splendere il sole.
Prima o poi usciremo dall'oscurità verso la luce e vivremo in un mondo nuovo, un mondo più buono, in cui gli uomini si solleveranno aldisopra della loro abilità, del loro odio, della loro brutalità.
Guarda in alto Hannah, l'animo umano troverà le sue ali e finalmente comincerà a volare… a volare sull'arcobaleno, verso la luce della speranza, verso il futuro… il glorioso futuro che appartiene a te, a me, a tutti noi.
Guarda in alto Hannah… lassù…

[The Great Dictator - Charles Chaplin - 1940]