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25 Ottobre 2006

E poi perché dici di amarmi? Per andare avanti? Dove? No!

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Così l'altra sera in un cinema genovese dal nome anglofono è stata trasmessa questa opera prima di Yasuchi Nakahira. "Frutto Pazzo". Un film giapponese del 1956.
Regista "primitivo" come ho letto nell'opuscolo all'ingresso del cinema: film "primitivamente" cinico, ossia il miglior film sul cinismo che abbia mai visto sino ad ora. E non credo sia un caso, considerando che questo film venne girato (in soli diciassette giorni!!) dieci anni dopo le bombe atomiche statunitensi. Qualcosa nella gioventù nipponica stava cambiando: è cambiato. L'irruenza occidentale oramai si dipanava in ogni angolo e solo con un marcato cinismo si poteva sfruttarne gli effetti.
Una storia molto semplice (scritta, con i piedi, dallo scrivano Ishihara, come simpaticamente scrive Truffaut nell'articolo qui sotto riportato): due fratelli si innamorano di una ragazza. Una storia dove i rapporti interpersonali mutano, le relazioni sentimentali si fanno ciniche e passeggere… effimere come la vita di un pesce in un acquario. Le riprese fatte da Nakahira si discostano dal passato, non c'è più il minimalismo di Ozu, non c'è nemmeno tanto spazio per le riprese ad altezza di tatami e i fastosi kimoni: c'è il jazz, c'è il whiskey, il black & white senza acqua, ci sono le sigarette, ci sono i comportamenti stereotipati da seguire alla lettera, ci sono i night club che crescono come funghi (visto uno visti tutti), ma soprattutto c'è l'ambiguità, c'è l'antitesi, c'è l'avere due anime… non esitono più i valori. Questa è l'influenza occidentale? No, esiste anche il "cognac"… esiste anche un "altro occidente" di cui solo uno dei tanti amici - il più solo - ne sembra portatore.

I valori si fanno flebili e inutili. Spariti. Quello che ci sembra puro in realtà è la cosa più marcia del film. Quello che ci sembra onesto in realtà è la cosa più criminale. Quello che ci sembra burlesco è in realtà tragico. Nakahira si diverte con le sue riprese ad accerchiarci come uno squalo mentre sta studiano la sua preda: si diverte a disorientarci. Tutto ciò che si idealizza e ci sembra inacessibile ad un certo punto diventa alla nostra portata ma, quando il gioco è fatto, scopriamo che tra le mani abbiamo solo un mucchio di mosche morte.

Lo stesso Nakahira, parlando del cinema nipponico, se la prende con i film tradizionali apprezzati dalla critica solo perché hanno «come oggetto il sociale (cioè il senso comune), come storia una storia lirica (cioè melodrammatica) e come stile uno stile imponente (cioè monotono)». Generazione del dopoguerra: individualista, in lotta con i padri, cinica, senza valori, senza identità e sessualmente disinibita.

Volete comprendere cosa sia il cinismo? Quel cinismo primitivo, insito in ogni uomo su terra? Quel cinismo che tutti disprezzano ma che al momento giusto resuscitano? Questo è il film giusto!

Una nota triste: Nakahira, vittima dell'alcool, si ridurrà negli anni a venire a dirigere film sul Kung-Fu…

Articolo di Francois Truffaut su "Frutto Pazzo" di Nakahira

 

7 Settembre 2006

Campioni Del Mondo #7: Contre nous de la tyrannie

Archiviato in: Anarchia, Cinema — Toasa @ 19:26
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  Music : "Cento Campane" di Fiorenzo Fiorentini  Movie : "Il Segno Del Comando (1971)" di Daniele D'Anza

Vi è qualcosa di occulto nell'aria.
Ieri sera/notte sono stato stregato dal fascino del sceneggiato Tv "Il Segno del Comando" (di cui consiglio l'acquisto del DVD). Un'opera prodotta dalla RAI. Opere che al giorno d'oggi non si producono più, affetti, come sono, questi deleteri spettatori contemporanei, da apologie fasciste come "Survivor", "Grande Fratello", "Fattorie", "Culi di Veline", "Tette di Letterine" e "Teste Ghigliottinate".
Un sceneggiato particolarmente rivoluzionario per l'epoca, in particolar modo per argomenti esoterici e occulti trattati nella trama. Un sceneggiato dove gli attori sono dei professionisti di caratura eccelsa: Ugo Pagliai e Massimo Girotti (così tanto per gradire).

Proprio mentre ero ammaliato da cotanta bellezza su una rete nazionale veniva disputata uno di quei eventi sportivi che in Italia (in maggior parte solo in Italia) ha il senso del volgare: una partita della nazionale di calcio: Francia-Italia.
Proprio stamattina ho letto il risultato: 3 a 1 per la Francia. Dio benedica la Francia!!.
Perché di fatto in Italia, ci sono i coglioni (ovvero i tifosi di calcio tutti), i bari (i dirigenti sportivi) e i deficienti analfabeti (i calciatori). Sta di fatto che dopo la strameritata laurea honoris causa a Valentino Rossi (leggere con tono ironico perfavore), e la nomina a Francesco Totti per una laurea in letteratura, mi sembra corretto proporre una laurea in ingegneria per Cannavaro, in scienze politiche per Materazzi e in filologia romanza per Gattuso.
Dico io (e non Dio): Ma perché questi individui sono più popolari di un Dario Fo? di un Pasolini? o di un Leopardi?
Certo anche loro devono avere i giusti meriti… però mi par ovvio che debbano rimanere nei proprio confini sportivi e non debordare e svomitare a destra e a manca.
E poi i tifosi… mio povero cielo azzurro!!… la feccia della feccia… giornalisti imparziali, critici che criticano tutto degli altri ma non di se stessi… e poi quelli che si sfogano e che si pestano allo stadio (ok, l'obiezione che mi è stata portata a ragionamento, che è meglio che due tifosi si pestino tra loro invece di pestare le loro mogli o figli mi pare accettabile… dato il livello culturale medio di tali individui). No!
E poi c'è chi vuole andare avanti… Dove?… i tifosi che chiedono giustizia nel calcio a patto che non si tocchi la loro squadra… e poi ne fermi uno (in realtà ne ho fermati parecchi) e gli poni la domanda: "ma perché tifi per tale squadra?"… e nessuno che sia riuscito a darmi una risposta concreta e sensata… "Perché sò da-a Lazio!"… "Perché sei un coglione dico io!".
Il tifoso, nel suo profondo, non è una persona… si può uccidere tranquillamente intanto non si commette reato… perché si uccide una cosa inanimata. Non per niente parlano al plurale, negando, di fatto, la proprio individualità. "Abbiamo vinto!"… "Ci hanno morso!"… "Ci hanno negato un rigore grosso come una casa!"… "Guardate come vi abbiamo fatto il culo!"… aaaah… la finezza oratoria dei tifosi… "Faccela vedè…".
Il tifoso non capisce niente di sport… è palese… infatti il tifoso preferisce la brutalità di un Materazzi o l'atto spaccacaviglie di un Gattuso alla tecnica sopraffina di un Zidane, di un Ronaldihno, di un Deco ecc… na ha dubbio. Questo dimostra anche che il tifoso è lobotomizzato.
I tifosi non mantengono nemmeno la parola: parlano a vanvera… dicono una cosa (tipo "io non guarderò mai più una partita di calcio dato che ci hanno preso in giro") per poi smentirla dieci minuti dopo (l'esultanza primitiva e scoreggiona delle strade durante i mondiali di calcio).
Il tifoso non ha rispetto per l'avversario: bisogna eliminarlo e preparargli una bara adeguata.

Ma fin qui nulla di tanto eclatante… il problema resta quando il tifoso entra nell'ambito della società… cioè quando gli intelettuali parlano da tifosi, oppure quanto il tifoso va a votare. Qui sta il problema… l'Italia è un repubblica delle banane perché piena di cazzoni (e la banana non rappresenta il frutto)… ovvera piena di tifosi (in fondo in Italia è sinonimo). E il solo pensare che questi cazzoni, ops, pardon, volevo dire tifosi, vadano a votare e a decidere il futuro del paese mi fa venire i brividi. Bisognerebbe proibire il voto a questi qua, intanto mica sono persone no? il loro voto è al plurale… facciamone votare uno solo… secondo me basta e avanza.

E poi l'inno nazionale… di cui, non un po' ma parecchio, mi vergogno… E poi i calciatori eroi alla Cannavaro (che si salva da una squalifica per comportamento professionale), alla Buffon (che si salva da una squalifica per le scommesse) e gli allenatori alla Lippi (che si salva per aver avuto intrallazzi con la GEA del figlio)… cavolo, mi dimentico sempre che i tifosi non hanno memoria… "Lobotomie" cantava Mama Bèa.

Casualmente musicista rock francese di tutto rispetto… andate, andate… andate in tv che domenica inizia il campionato… andate andate allo stadio e picchiatevi di santa ragione… sia mai che il calcio diventi un luogo per riunire la famiglia alla domenica (accidenti dimenticavo che ora le partite sono sperperate in tutta la settimana grazie ai diritti tv)… sia mai che diventi una scelta tra il teatro, il cinema e il picnic… sia mai… che diventi una cosa leggera e divertente… no meglio che sia dei tifosi… che l'importante è vincere e non partecipare… che l'importante è che vinca non il migliore ma il più furbo… sia mai che alla fine vi sia un applauso generale per entrambe le squadre… no… il calcio mica vuol essere uno spettacolo… il calcio è dei coglioni.

Con giusto merito mi immagino l'ombra di Petrolini che canticchia, sullo sfondo di un vicolo romano, quel particolare brano intitolato "Salamini".

Chiusura più giusta non v'è.

10 Luglio 2006

Campioni Del Mondo #2: - Mussolini est un Salò! -

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Citazione del giorno:

Tutti questi vomiti di urla sguaiati, movimenti insensati degli arti a significare chissà cosa. Mi sono chiuso in camera con la musica a stecca e non è stato sufficiente. Come un branco di iene, così un branco della specie uomo si esalta nel percepire una forza del proprio gruppo. Così come Mussolini riusciva a infervorare piazze intere e far leva su quell'istinto del branco così ora l'uomo ormai privo dello sfogo della giungla (come un gatto domestico) sfoga i suoi istinti in modi anche a lui stesso estranei.

[di Caius Julius Pompeius Magnus]

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(continua…)

26 Aprile 2006

Il Futuro Del Lavoro (per chi non è solo)

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- Che lavoro fai?
- Be' mi interesso di molte cose: cinema, teatro, fotografia, musica, leggo…
- E concretamente?
- Non so, cosa vuoi dire?
- Come non sai? Cioè: che lavoro fai?
- Nulla di preciso.
- Vabbé e come campi?
- Ma te l'ho detto: giro, vedo gente, mi muovo, conosco, faccio cose
- E l'affitto?
- Vivo con mio fratello e non lo pago
- Vabbé, quei vestiti?
- Eh per esempio un amico che va a Londra. Gli dico di portarmi delle cose, degli abiti…
- Vabbé il mangiare?
- Mi ospitano molto spesso
- Questa sigaretta qui?
- Ho incontrato un amico stamattina e mi ha dato due pacchetti di queste…

[tratto da "Ecce Bombo" di Nanni Moretti]

30 Marzo 2006

Michel Audiard

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"La justice c'est comme la Sainte vierge, si on ne la voit pas de temps en temps, le doute s'installe."
*La giustizia è come la Madonna, se non la si vede ogni tanto, il dubbio s'installa.*

"Il vaut mieux s'en aller la tête basse que les pieds devant"
*Meglio andare con la testa bassa che con i piedi in avanti.*

"Je parle pas aux cons, ça les instruit."
*Non parlo agli stronzi perché li istruisce*.

"La démocratie c'est le pire des régimes, à l'exception de tous les autres".
*La democrazia è il peggiore dei regimi ad eccezione di tutti gli altri!*

[Michel Audiard (1920-1985 - Regista, sceneggiatore francese)]

28 Marzo 2006

Ingannevole è J.T.Leroy più di ogni Asia

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Finalmente sono riuscito a leggere il romanzo di J.T.Leroy intitolato Ingannevole il cuore più di ogni cosa osannatto dalla critica, dai giovani e da artisti come Tom Waits e Shirley Manson. L'ho letto, sì, e in sincerità non ho compreso perché tanto "osannare" per un libercolo stupido, infantile e pregno di accozzaglie sessuali e/o perverse.
Un libro palesemente "reazionario" (se mi passate il termine) dato che il fulcro del libro (a parte l'inganno: ovvero l'unica certezza) è proprio "scandalizzare con il sesso". Non se ne può più!. Non se ne può più di questo noioso movimento "culturale" da "letteratura da passeggio", che nemmeno il più sciagurato scrivano sulla faccia della terra sarebbe in grado di scrivere, capitanati proprio dall'opera di Leroy e altri libri tipo "Baise Moi" e "99 fr (Lire 26900)".. No!. Non vedo nulla di innovativo: anzi… solo un qualcosa di ingannevole!

11 Marzo 2006

In difesa dell’arte cinematografica

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In Italia si doppiano i film perché ci sono i più grandi doppiatori del mondo e quindi bisogna usarli…
e se l'Italia avesse i più grandi bombardieri del mondo? Sarebbe un peccato non usarli?

20 Febbraio 2006

«Cosa desidera?» -«Un piatto di minestrone, grazie!»

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  Movie : Il Minestrone (di Sergio Citti)

- «Perché questo mondo è un cesso!»

- «E beato chi ci può cacare!»

[tratto da Il minestrone di Sergio Citti - 1981]

Piccola incursione per ricordare questo gioiellino della televisione italiana: la miniserie in tre puntante di Sergio Citti (considerato l'erede - a livello cinematografico - di Pier Paolo Pasolini e tristemente scomparso l'undici ottobre 2005) intitolata Il Minestrone. Tra i collaboratori della miniserie vanno ricordati Vincenzo Cerami alla sceneggiatura e Nicola Piovani come compositore della bellissima colonna sonora. Tra gli attori: Roberto Benigni, Franco Citti, Ninetto Davoli, Daria Nicolodi, Franco Javarone, Fabio Traversa, Giorgio Gaber e il poeta/attore Carlo Monni.

Gli uomini che erano stati creati nel quarto cielo, un bel giorno, vollero mangiare un biscotto invece della solita ambrosia che era il loro cibo naturale. Se non ché dopo aver mangiato il biscotto, bisognava andare a cacare: pregarono un angelo di indicare loro un cesso e l'angelo disse: «Vedete laggiù quel piccolo pianeta, quel piccolo piccolo, quel puntino… lì è il cesso dell'universo». Gli uomini, ci andarono subito e non tornarono più indietro. Da quel giorno, così, il nostro mondo divenne quello che ancorà è.

[tratto da Il minestrone di Sergio Citti - 1981]

11 Gennaio 2006

RemaKing(Kon)Ghezzi

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  Music : Piero Ciampi - Sobborghi

"Di questo ultimo, straordinario secondo me, film di Peter Jackson abbiamo già parlato. […] Il film è lungo e genialmente include l'insopportabilità e la leggiadria del videogioco: sono momenti lontanissimi da Spielberg, lontanissimi dal pur geniale Jurassic Park. Sono momenti sperimentali in un film che gioca con la classicità assoluta. […] Il film di Jackson parte subito con l'attualità del nostro vedere, del nostro abitare in questo stato indeterminato che è l'istante, in cui ormai non viviamo più neanche. Il nuovo King Kong non può che rendere il film originale più vicino a ciò che voleva essere: metafora cinematografica, storia di un regista, avventura del farsi di un film e del suo diventare poi teatro; e qui avviene l'aprirsi di una frattura, un crepaccio: parlo di "crepaccio" perché nel film l'idea della caduta è dominante, soprattutto con l'Empire State Building, e non delle Twin Towers, che poi sono crollate. Si torna al luogo più vero e più finto, all'icona che è durata, che è ancora lì."

[Enrico Ghezzi - tratto da "FuoriOrario"]

26 Dicembre 2005

Lassù…

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In un modo o nell'altro doveva accadere… quando il collettivo si sfalda, si frantuma in mille pezzi; quando sul pavimento non vi è altro che cocci disomogenei, quello che rimane è solo una briciola, uno inzio di sputo: un'individualità.

Ecco quindi un atto che per molti sarà estremistico, ma in fondo è soltanto "ristrutturatore", con trame a volte reazionarie e altre rivoluzionarie… un atto che sfiora l'esaltazione senza mai farne pienamente parte… un atto illogico? povero colui che crede ancora nell'illogicità delle cose.
Tutto quello che è stato buttato dalla finestra rientrerà dalla porta con un vestito nuovoNulla andrà perduto.
Libero. Colorato. Splendente.

Furono queste le parole, ultime e sole, di questo nuovo inizio:

Hannah, puoi sentirmi?
Ovunque tu sia, abbi fiducia.
Guarda in alto Hannah… Le nuvole si diradano, comincia a splendere il sole.
Prima o poi usciremo dall'oscurità verso la luce e vivremo in un mondo nuovo, un mondo più buono, in cui gli uomini si solleveranno aldisopra della loro abilità, del loro odio, della loro brutalità.
Guarda in alto Hannah, l'animo umano troverà le sue ali e finalmente comincerà a volare… a volare sull'arcobaleno, verso la luce della speranza, verso il futuro… il glorioso futuro che appartiene a te, a me, a tutti noi.
Guarda in alto Hannah… lassù…

[The Great Dictator - Charles Chaplin - 1940]

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