Il lavoro rende liberi…

  

…nonchè nobilita l'uomo. Così il nostro beneamato Silvio Berlusconi ha detto: "Antifascista? Io penso a lavorare!".
Ovviamente in Italia essere antifascisti è come avere una brutta malattia incurabile… a patto per il grandioso Gianfranco Fini – che da erede del fascismo – propone una destra che culturalmente si saldi nei valori dell'antifascismo.
E' l'Italia… un paese che negli ultimi anni ha perso ogni dignità, cultura e buon senso morale. Un paese che ha la colpa di avere come popolo una maggioranza composta da marmaglia schifosa, tendenzialmente razzista, borghese (in senso dispregiativo), consumista e arrivista. Un paese in cui è sparito ogni senso di legalità, mascherata da un garantismo in cui i loro promulgatori non sono altro che i più beceri e puzzolenti criminali che esistano in terra italiana.
Se nel passato viveva uno spirito di speranza auspicando il fantomatico "processo" contro i potenti del palazzo con le accuse di "indegnità, disprezzo per i cittadini, manipolazione del denaro pubblico, intrallazzo con i petrolieri, gli industriali, i banchieri, convivenza con la mafia, alto tradimento in favore di una nazione straniera, collaborazione con la CIA, uso illegale di enti come il SID, responsabilità nelle stragi di Milano, Brescia e Bologna..." oggi il popolo italiano non ha nemmeno il diritto di presentarsi come parte lesa in tale processo. Il popolo italiano – in tutte le sue forme e rappresentanze – è il principale complice con i suoi padroni del deturpamento e dell'incivilizzazione dell'Italia.
Così capita di dover trattare di un ragazzo di colore bastonato a morte da due baristi che lo accusavano di aver rubato dei biscotti… sinceramente vi pare possibile (tranquilli questa domanda rivolta a "voi" è puramente idealista) morire a bastonate al grido di "sporco negro" per dei biscotti in un paese facente parte del mondo occidentale e civilizzato? Dove si trova in questo ambito il richiamo alla sicurezza?

One comment

  1. avatar
    kalipuja

    penso che il razzismo che l’italiano ha covato a lungo e che ora non si vergogna di esporre alla luce del sole sia il risultato dell’arroganza nella quale è stato allevato…
    gli italiani sono stati da sempre abituati ad essere “i migliori” in tutti i settori, la cucina migliore, il calcio migliore, il paese più bello etc…etc…cullato nelle amorevoli braccia di una politica che lo ha viziato concedendogli qualunque furberia – l’importante era che sapesse poi a chi dare il proprio voto…così il “bambino italiano” è cresciuto arrogante e superbo, incapace di riconoscere qualsiasi autorità o regola, capace di una crudeltà verso i suoi simili e a volte accompagnata da superficiale bullismo…proprio come un bambino cresciuto in una famiglia che si è dimenticata di impartire la fondamentale lezioni sui propri doveri…

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