PROPOSTE INDECENTI

  



Giusto ieri ho avuto modo di leggere un bell’articolo pubblicato su comedonchisciotte, articolo che metteva in allarme gli utenti della rete su una nuova legge pensata dai saggi e democratici del consiglio dei ministri dell’attuale “nostro” governo. Questi geni della democrazia hanno approvato in data 12 ottobre un disegno di legge che sembra, almeno dalla prima lettura della proposta, capace di limitare di molto l’accesso alla rete per molti utenti.

Innanzi tutto le attività del web dovranno registrarsi al Registro degli Operatori della Comunicazione; un registro accoglierà le utenze interessate facendo così aumentare la burocrazia, alcune procedure, magari anche aumenti di spese e condanne eventuali.

Il testo della legge parla che la “disciplina prevista dalla presente legge in tema di editoria quotidiana, periodica e libraria ha per scopo la tutela e la promozione del principio del pluralismo dell'informazione affermato dall'articolo 21 della Costituzione e inteso come libertà di informare e diritto ad essere informati”.

Ora tutti noi ci chiediamo se per puro caso i nostri semplici ed innocui blog possano rientrare nella “agognata” categoria dei prodotti editoriali ed entrare a forza nel dittatoriale disegno di legge preposto.

A ben vedere il testo della legge, come ci fanno capire i ragazzi di Punto Informatico, potremmo capire cosa non è un prodotto editoriale da questo comma “Non costituiscono prodotti editoriali quelli destinati alla sola informazione aziendale, sia ad uso interno sia presso il pubblico”.

Al terzo comma dell’articolo 2 si specifica che “La disciplina della presente legge non si applica ai prodotti discografici e audiovisivi.”

Ma c’è anche di più, perché andando avanti si esagera e ci spiegano cosa può essere una attività editoriale “Per attività editoriale si intende ogni attività diretta alla realizzazione e distribuzione di prodotti editoriali, nonché alla relativa raccolta pubblicitaria. L'esercizio dell'attività editoriale può essere svolto anche in forma non imprenditoriale per finalità non lucrative".

Messo così, questo disegno di legge fa paura proprio perché, come accennato sopra, rischiamo una grande limitazione nell’utilizzo dei nostri blog e soprattutto si spalancano le porte a quei piccoli reati che il sistema annovera tra i reati di diffamazione. Una vita dura insomma.

Nella giornata di oggi le polemiche su questa proposta di legge non sono mancate, stanno montando piano piano e credo e spero che questo disegno di legge venga cambiato nel momento in cui inizia il solito iter parlamentare.

Resta comunque un poco di stupore nel vedere come una simil legge possa uscire da un consiglio di ministri senza nessuna polemica, frizione, mediazioni tanto care ai nostri governanti. Possibile che non ci sia stato un cazzo di ministro che abbia storto la bocca vedendo questa bozza di legge tanto antidemocratica, o se vi sembra meglio, illiberale.

Si, è possibile sembra, data la cultura di destra che traspare dalla pelle di questi governanti “amici”.

Alla fine comunque, mi piace pensare alle motivazioni che hanno spinto questi ministri a redigere questa proposta di legge. Mi piace pensare che il loro sia solo un modo per ostacolare quest’universo “in rete”, potenzialmente pericoloso per la vita e la sopravvivenza di chi da una vita ci chiede l’avallo per arrivare al potere senza poi fare i nostri interessi.

 

 Per informazioni:

http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=3870

http://punto-informatico.it

disegno di legge

http://www.repubblica.it/2007/10/sezioni/scienza_e_tecnologia/testo-editoria/testo-editoria/testo-editoria.html

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