ORA ANCHE CONTRO CLORO…

  

Due post fa avevo pubblicato una storia assurda capitata alla mitica Dacia Valent (http://verbavalent.com), storia che ancora non s’è risolta, anzi…

Ma ecco che come si suol dire, non c’è limite al peggio.

Sembra proprio che anche l’altra mia musa-blogger, Barbara di http://www.cloroalclero.com/, Cloro per i bloggers, non possa dormire tranquilla.

Sotto la sua casa, fino a coprire ben bene il suo nome sul citofono, ignoti fasci hanno lasciato una grande scritta STOP ISLAM.  Ma non contenti della bravata, hanno trovato di meglio ed hanno lasciato anche una bombola del gas, vuota per l’occorrenza, proprio davanti la porta della sua casa. spray che recita così:

Possiamo immaginare la paura che una donna con due figliole può avere al momento.

Secondo me, questo brutto fatto accaduto a Cloro va messo in relazione anche con la ritorsione capitata a Dacia, credo che ambedue abbiano “pestato il piede” a qualcuno che è in grado di fare o far fare queste porcate, queste vigliaccate. Certo, posso sbagliare, forse esagero,  per ora la mia è una supposizione.

Spero che Cloro si faccia forte e denunci pubblicamente questa storiaccia di merda.

Storiaccia che vi riporto di seguito dando la mia solidarietà incondizionata alla grande Cloro, e rinnovando quella per Dacia.

Forza compagne! La lotta continua!

 

LA SCORTA

Non c’è niente di peggio che subire “un attentato” (perchè di questo di tratta) e sentirsi dire “quanto l’hai pagata la bombola”. A uno stronzo di tal fatta, mi verrebbe da dire: “spero che te la trovi pure te, una roba così”.

Io faccio una vita normale. Lavoro, le figlie. Quest’anno ho fatto le ferie a Cesenatico. Tiro a campare. A chiudere le giornate e andare a dormire, penso, come tutti. Mangiando qualcosa di buono e cercando quel poco di piacevole, nella vita, che è alla mia portata. Non ho sto gran attaccamento alla vita: se anche crepassi a breve, non è che me ne farei un grosso cruccio.

E’ la mia piccolina, che mi preoccupa: una grossa responsabilità. perchè se non ha me non ha nessuno. Non riesco a pagare tutte le multe che il comune mi appioppa. Vivo solo del mio reddito. Ho una visione del mondo diversa da quella “reale”. Spesso la “realtà” , in nome di quel principio che Freud consideava così fondamentale per gli umani, mi prende a cartoni in faccia. Sono abbastanza abituata, non è un problema. Finche ‘ la macchina complessiva “tira”, tiro anch’io. Ultimamente, quando prendo in mano libri, sono libri di storia. Quando voglio prendere in mano una “sacra scrittura” perchè ho bisogni “spirituali” prendo in mano Nietzsche, Zarathustra. E’ che mi sembra che mi parli personalmente, che mi legga nel pensiero.

Che devo dire di questo secondo attentato in una (UNA) settimana ?

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Da una parte mi scappa da ridere: quando ho visto le scritte sui muri del cancello, ho detto “si vabbè, non è che magari hanno proprio coperto il mio nome con la vernice perchè volevano coprire il mio nome. Magari è strabordata e alla fine la sto facendo più zeppa di quella che è”.

Poi però, quando stamattina, così, aspettando l’ascensore, dopo che avevo spostato la bombola (16 litri, gpl vuota) e avevo suonato il campanello della mia dirimpettaia per chiederle se era sua (mentre mia figlia piccola ripeteva “ma è tuà?” e io “NO”), in effetti mi sono un po’ preoccupata, leggendole un’espressione sul viso come dire: “minchia ma sei messa male”(la sciura però non è che si esprima così: è un’educata popolana meridionale che io apprezzo molto, perchè ha quel misto di familiarità e di “capire quando farsi i cazzi propri” che mi piace). Il senso era questo.

E mentre guidavo, accompagnando mia figlia, pensando se avrei potuto far stare la bombola nel “bidone” dei “metalli”, la vocina imperterrita della bimba chiedeva: “ma adesso che te ne fai della bombola? Ma è tua? Ma la Butti?”

Tornando a casa, 4 o cinque vicini, più il tipo albanese delle pulizie (10 anni che è da noi, e oggi è stata la prima volta che l’ho visto sorridere) mi fanno la posta davanti al cancello.
Esco dalla macchina e loro mi si rivolgono raccontandomi la loro versione dei fatti (senza che chiedessi loro niente). Mi chiedono “chi ce l’ha con me” e io dico che “non lo so”. Poi evaporo e mi porto nel mio appartamento. Col cellulare chiamo il 112 (mio papà era militare, mi diceva sempre fidati di piu’ dei carabinieri che della madama. Lo so sigg. Poliziotti, è così. Sono condizionata)
Il 112 non risponde. Squilla il campanello: la vicina di sopra mi avvisa che ha chiamato la madama e che “stanno arrivando”. Ostia. Mi dò una rassettata alla bell’e meglio e li accolgo.

Quando ho la casa piena di ragazzi in divisa e non, realizzo che cazzo, sta succedendo a me: sono nel mirino dei “terroristi” (nel vero senso del termine) e che cazzo, sono io e mò eccomi qui sul blog a raccontarlo.

Sui responsabili di sto gesto proprio di merda posso solo esprimere:
Qui sulla vetta piu’ alta sgorga per me la sorgente del piacere. E c’è una vita a cui nessuna plebaglia si abbevera..(…). In verità non teniamo qui dimore per gli immondi. Una caverna di ghiaccio sarebbe la nostra felicità, per i loro corpi e i loro spiriti….”

Così parlò Zarathustra, della plebaglia.

ps la bombola l’hanno sequestrata. Ho chiesto : “ma a chi la sequestrate? A me?” “No, no, a ignoti”. Che storia!

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