CHE GUEVARA

Oggi ricorrono i 40 anni della morte del Che, Che Guevara.
Sinceramente, in questa giornata non ho avuto modo di leggere e sentire i vari mezzi d’informazione; né giornali padronali, né telegiornali di regime e nemmeno nella rete. Immagino che almeno sulla rete non siano mancati post in ricordo di questo grande personaggio del secolo scorso (fa effetto eh!) a me molto caro, da sempre.
Dal canto mio, voglio rischiare di essere banale e proporre su questo blog la lettera (l’ultima?) del Che ai suoi figli. Conosciutissima, usata e riusata a dismisura anche se non forse come le magliette. In questo caso è una lettera che mi ha da sempre colpito nel profondo, voglio esagerare e dire che sicuramente ha contribuito alla mia crescita come persona e come “individuo politico”.
se un giorno dovrete leggere questa lettera,
sarà perché io non sono tra voi.
Quasi non vi ricorderete di me e i più piccolini non ricorderanno nulla.
Vostro padre è stato uno di quegli uomini che agiscono come pensano e,
di sicuro, è stato coerente con le sue convinzioni.
Crescete come buoni rivoluzionari.
Studiate molto per poter dominare la tecnica che permette di dominare la natura.
Ricordatevi che l'importante è la rivoluzione e che ognuno di noi, solo, non vale nulla.
Soprattutto, siate capaci di sentire nel più profondo
qualunque ingiustizia commessa contro chiunque in qualunque parte del mondo.
E' la qualità più bella di un rivoluzionario.
Addio, figlioli, spero di vedervi ancora.
Un bacione e un grande abbraccio da
Papà