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12 Settembre 2007

Lo stato di fallimento ovvero il fallimento dello stato

Archiviato in: Anarchia, Toasa — Toasa @ 13:25
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Ammetto la mia profonda colpevolezza nel passare da Joe Zawinul al fallimento del V-Day. Sì! Avete letto bene: fallimento. Quello "stato" di euforia vissuta dai più in quel 8 settembre 2007 si è dissolta - come era scaramanticamente prevedibile - nei giorni successivi.
I "Signori del Potere" (di cui ora ne fa parte anche il giullare Beppe Grillo il quale invece di diventare un novello Marat si sta trasformando sempre più in un Savonarola Ecclesiastico a pagamento) hanno rimediato con astuzia a quello che poteva essere un inizio "di rivolta" (perché che cosa è un uomo in rivolta? beh, "è un uomo che dice no. Ma se rifiuta non rinuncia tuttavia: è anche un uomo che dice di sì, fin dal suo primo muoversi"): populismo destrorso, demagogia, anti-partitocrazia, anti-politica, idee anarcoidi e bla bla bla varie.
Le provocazioni sono state lanciate e i "grillisti" (ed ecco una sconfitta bella e buona: un nuovo ismo: ma ne avevamo veramente bisogno?) non si sono tirati indietro ma anzi hanno risposto "pan per focaccia" cadendo nella melma di quello che volevano cambiare.
Frasi fatte e stra-fatte (ci facciamo?)… tanto che nei giorni successivi non riuscivo più a distinguere un uomo politico con i vari "giornalisti ciabattoni" alla Scalfari (d'ora in avanti Eugenio Scalfari, per comodità, lo chiamerò Sig.Gaudenzio) da chi voleva difendere l'iniziativa del v-day. L'impressione era di una massa omogenea nella sue diversità diretta verso l'ignoto a forma di "voragine degluttiva" (chiudete un occhio su questo licenzioso errore).
Avevo sperato, e sono sincero, in una "rivolta" per de-assemblare quella gerarchia che tutt'ora muove le pedine sulla scacchiera della vita ma così non è "stato": lo "stato" delle cose è immutabile, perché lo "Stato" ingloba tutto e il tutto ne è inglobato in modo indissolubile.
Persino gli "economisti" che auspicano una riduzione del potere statale nel campo economico sono una creazione dello stesso potere statale perché così vuole lo "Stato". Persino gli Anarchici (uso la maiuscola per salvare gli anarchici "veri" da quelli che lo sono solo per opportunismo o da quelli che vengono confusi dall'ignoranza nel settore del Sig.Gaudenzio) probabilmente sono opera dello "Stato"… per la serie per essere più forte e saldo devo avere un nemico.

Chiudo con questa frase: "La più grande astuzia del diavolo è far credere agli uomini che non esiste!".

3 commenti »

  1. ciao Toasa…innanzi tutto scusa per la latitanza…x la prossima settimana spero di essere un po’ più “libero” e meno stanco…
    tornando a Grillo, la penso più o meno come te…una cosa che non mi cala è il suo timbro/bollino di garanzia una volta provata la storia giudiziaria del “giudicato”…per capirci, ne’ il bollino ne’ tanto meno l’essere “puliti”….
    per noi “desinistra” può essere un problema tra lotte, occupazioni, sit-in e “coltivazioni” varie…eh eh
    a presto
    orso

    Commento di orso — 19 Settembre 2007 @ 16:00

    [Rispondi Al Commento]
  2. Ciao Toasa, non volevo essere il primo a commentare il post.. Poi ho pensato che ognuno ha le proprie opinioni, quindi……………. ciao Toasa

    Commento di emanuele — 20 Settembre 2007 @ 00:40

    [Rispondi Al Commento]
  3. quindi rispondo a entrambi in una botta sola… ognuno ha sacrosanto diritto di pensarla come vuole… la discussione è lecita finché non si trasforma in una imposizione forzata (comunisti, cattolici e mussulmani integralisti, fascisti e altri ismi ai limiti isterici lo dimostrano) della propria opinione su quella dell’altro… poi saranno i fatti a parlare - se proprio se ne vuole trarre una conclusione. Non certo io voglio cambiare l’idea agli altri ma nello stesso tempo non permetto agli altri di cambiare la mia (l’io è generalizzato).

    La cosa che a parer mio è ancora più squallida è la composizione di liste civiche - che tempo fa avevo ampiamente criticato considerandole le metastasi della politica. Come già era prevedibile dal terzo punto del V-Day Grillo non vuole veramente rinnovare la politica, non è la sua priorità… da quello che mi salta ali occhi sembra che voglia solamente cambiarne il nome.
    Partito o lista civica, candidati scelti dal partito o dagli elettori che differenza fa?
    Dove sta la “tanto citata” democrazia? In un paesino dove c’è una forte prevalenza della criminalità mafiosa una lista civica può vincere? in una cittadina dove c’è un imprenditore con tanto di faccia pulita e soldi da sperperare può competere alla pari con un poveraccio?
    Orso pone il problema in modo corretto: se uno fa un “sit-in” e/o una “protesta” e viene schedato dalla polizia e condannato per comportamento non conforme alle regole attualmente vigenti che deve fare? Non è abilitato ad entrare nella lista civica grilliana o morettiana? Quindi questa persona che lotta per la proprio dignità (vedi articolo sulla precarietà) è peggiore di un notaio o di un commercialista che fa di tutto per evadere le tasse? Ma chi nel passato si prendeva la libertà di decidere chi era giusto e chi no?

    Ulteriore dimostrazione del fallimento del Grillo-Day è che ora il Grillo non parla più come un comico rompicoglioni ma come un politico, un pessimo politico. D’altro canto Prodi si è rilevato un geniale comico: “Io valium? Ma se sono più sveglio di un Grillo!”.

    Standing ovation!!

    Commento di Toasa — 20 Settembre 2007 @ 14:04

    [Rispondi Al Commento]

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