Toasa




[ Galleria | Linuxpedia | Anarchopedia | Artpedia | Novità | Archivio | Debian Repository ]

9 Agosto 2007

I furbetti del quartierino…

Archiviato in: Anarchia, Toasa — Toasa @ 20:26
Stampa Questo Articolo
1 Star2 Stars3 Stars4 Stars5 Stars (Ancora nessun voto)
Loading ... Loading ...
  
  Music : Pere Ubu - Ubu Dance Party

…non sono solo a Roma. Già. I " furbetti" sono ovunque. Il poeta Lawrence Ferlinghetti si descrive come un anarchico nel cuore (un anarchico etico e orientato alla comunità) che è giunto ad accettare che l'uomo comune non è ancora pronto a vivere nell'anarchismo. Io vado oltre. In realtà credo che l'uomo comune sia pronto a vivere in qualsiasi ambiente sociopolitico perché è un "parassita" per definizione. E c'è poco da chiarire.
Si abitua e si adatta a qualsiasi ambiente e, in oltre, cerca di sfruttarne tutti lati per trarne adeguato profitto utilizzando ogni mezzo possibile. Lecito e illecito. Quindi liberista, anarchico, socialista, comunista, populista o chicchessia l'ambiente vigente, per l'uomo, è cosa totalmente indifferente… le discussioni, le manifestazioni, le guerre, le torture, gli assassini, le elezioni, le riforme, gli autunni caldi e le estati fredde, gli scioperi, i partiti, lo stato, il re e la regina di cuori - e chi più ne ha più ne metta - sono solamente giochetti da bar, per non morire di noia, degli effetti collaterali indispensabili così come l'indignazione e la rassegnazione.

Atto Secondo: La corsa all'apparenza

Questa mania, questa passione, questa corsa all'apparenza e a ciò che la può procurare, divora il più ricco come il vagabondo, il più colto come l'illetterato. L'operaio che sparla del capo-operaio sogna di diventarlo a sua volta; il negoziante che tanto fa pompa del proprio onore commerciale, non si ritrae, il più sovente, di fronte a degli affari assai poco onorevoli; il piccolo bottegaio, membro del comitato elettorale patriota e nazionalista, si affretta a spedire i suoi ordini ai fabbricanti stranieri, allorché vi trova il proprio tornaconto; il deputato socialista, avvocato difensore del povero proletario ammassato nei quartieri più luridi della città, risiede in qualche villa o abita nei quartieri signorili ove l'aria circola abbondante e pura; il rivoluzionario che impreca alla persecuzione e che si sforza di commuovere i cuori sensibili quando la borghesia, padrona del timone dello Stato, lo perseguita senza tregua, lo imprigiona, gli nega la libertà di parlare e di scrivere, noi lo ritroviamo, una volta riuscito a impadronirsi del potere e ad assidersi sul seggio dittatoriale, altrettanto prepotente e inquisitore, intollerante, crudele, - anche più talvolta - di coloro dei quali ha preso il posto. Il libero pensatore si sposa ancor più volentieri in chiesa e quasi sempre fa battezzare i suoi figli. Solo quando il governo è tollerante il religioso osa ostentare le sue idee, tacendosi, viceversa, laddove si tende a porre in ridicolo la religione.
Ove dunque trovare la sincerità?
Ovunque si estende la cancrena. Noi la troviamo in seno alla famiglia ove sovente padre, madre e figli si odiano e si ingannano pur dicendo di amarsi, pur facendo di tutto per far credere di essere affezionati gli uni agli altri. Noi la vediamo nei matrimoni ove marito e moglie, male assortiti, si tradiscono senza osar di rompere il legame che li incatena, o, almeno senza avere il coraggio di spiegarsi francamente. Essa si mostra in ogni aggruppamento ove ciascuno cerca di soppiantare il suo vicino nella stima del presidente, del segretario o del cassiere, in attesa di mettersi al loro posto quando questi non avranno più nulla a ricavare dalle loro mansioni. Essa abbandona negli atti di abnegazione, nelle azioni insigni, nelle conversazioni private, nelle orazioni ufficiali.
Parere! Parere! Parere!
Parere puro, disinteressato, generoso - quando si considerano purezza, disinteresse, generosità come delle frottole vane; - morale, onesto, virtuoso - quando la probità, la virtù, la moralità, sono le cure minori di coloro che le professano.
Ove trovare qualcuno che sfugga al contagio?

[Emile Armand]

Nessun commento »

Non c’è ancora nessun commento.

RSS feed dei commenti a questo articolo.

Lascia un commento