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6 Agosto 2007

Isidore Isou est mort… Vive la bave!

Archiviato in: Anarchia, Arte, Cinema — Toasa @ 00:32
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Due omaggi per la scomparsa (il 28 luglio) del fondatore del Lettrismo e del conseguente cinema lettrista. Uno di carattere televisivo, infatti, FuoriOrario nella notte del 11 Agosto 2007 trasmetterà "Traité de bave et d’éternité"… film girato da Isou nel 1950… un film che ci porta alla deriva debord-ante tra i vicoli parigini.
Film che potete vedere cliccando (ovviamente se avete il browser e il plugin conformi) su questo link.

L'ultimo omaggio è il seguente articolo di Roberto Silvestri nel quale mi sento di condividere ogni parola… anzi, ogni lettera.

Cinema senza immagini, mobili viventi, pittura parlante, musica afonica… È morto a Parigi a 82 anni Isidore Isou, il «premier» del Lettrismo, ovvero «l’avanguardia dell’avanguardia» nella Parigi postbellica.

Ricordate la Parigi eccitata, in bianco e dark, dell'esistenzialismo anni 50? Faceva paura, quanto Artaud (sotto elettroshock) e le bombe algerine (poi, nel maggio '68, si capì perché), visto che i goffi media deformavano tutto a «curiosa indisciplina giovanile sotterranea metropolitana», regina Juliette Gréco. Invece era febbrile, incandescente, provocante, insultante, discrepante, spericolata l'attività di quei sediziosi individualisti, presuntuosi e «peggio che comunisti». E, sullo sfondo Sartre, Levi Strauss, Barthes, Foucault, l’art autre, brut, optical…. Ogni settore del sapere, dell'arte e della pratica sovversiva fu analizzato, criticato e sbeffeggiato con serietà neodada. E su tutto scrisse e giganteggiò Lui, Isidore (Goldstein) Isou, bello come Elvis, eccessivo come piaceva a Cocteau, che lo premiò a Cannes nel ’51, tra i fischi, sentenziando: «nessun eccesso è mai ridicolo». Messianico, megalomane della resistenza pluri-indisciplinata, Isidore Isou pontificò per decenni su: scienza, poesia, musica, economia, iperteologia, cinema, teatro, (meca)estetica, anti-architettura, tecnica (anche insurrezionale giovanile), scrittura utilitaria, psicopatologia, matematica, etica, musica afonica, arte infinitesimale…Era «all’avanguardia dell’avanguardia» e portò il nuovo nella vita e nell’arte. Ungaretti convinse Gallimard a pubblicargli nel ’47 il suo primo manifesto, Introduzione a una nuova poesia e a una nuova musica (scintilla del modernismo marxiano situazionista). Sarà poi voce recitante di Guy Debord (che lo amò totalmente, fino all’orgasmo dell’espulsione) in Urla a favore di Sade (’52). Aveva già fatto un film-capolavoro e unico (Trattato di bava e d'eternità, ’51), che certo è importante perché già racchiudeva tutto quello che i 60 anni a venire di cinesperimentalismo hanno poi scoperto, in campo ottico, acustico, a-ottico e a-acustico (parola di Alberto Grifi): distruzione del senso; scissione sonoro/immagini; fuori temi narrativi; montaggio discrepante; uso degli scarti, immagine ciselée (graffiata), grafemi macchiati, skretching: e l'uscita dalla sala cinematografica che diventa il vero inizio del film (Woody Allen ci infioretterà poi sopra). Già, la «tridimensionalità» dell’opera, al di là del 3d, quella che esce non dallo schermo, ma per strada.
Uomo del Rinascimento global, già entrato da tempo nella «società paradisiaca» dell'al di qua, dopo aver superato e seppellito le avanguardie storiche e neo, Isou, rumeno di Botosani, morto il 28 luglio scorso a Parigi, dove risiedeva dalla fine della II guerra mondiale, fu il premier indiscusso del Lettrisme, movimento mutante e mai dogmatico fondato con il fine di moltiplicare la creatività, sottoporre a rivoluzione culturale globale e permanente le conoscenze e la vita del proprio tempo, infettando il mondo di Creatica, l'arte della creazione collettiva.
Nato in Romania nel ’28, la vicenda artistica di questo multirivoluzionario un po' la conosciamo solo grazie a Bonito Oliva (Biennale arte di anni fa), Fuori Orario, al saggio di Mirella Bandini (Tracce Ed., 2005). E al geniale omaggio di Orson Welles che in un indimenticabile doc dell'epoca gli chiese di spiegargli in cosa consistesse la novità poetica del gruppo (Lemaitre, Sabatier, Pomerand, Hachette, Satie, Broutin, Poyet, Caraven, Amarger, Devaux, Dupont, D'Arville, Roehmer, Wolman), così free nel fraseggio, costringendolo a una performance alla Donald Duck in sovrimpressione con i tre paperini, davanti alla cinepresa. Isou dimostrò come, contro il linguaggio disciplinato, e per il piacere anarchico della lingua, bisognava distruggere la parola e sostituirle con la lettera (unità minima provvista di significato musicale), liberando i fonemi, anche dei popoli scomparsi, o vivi ma «sepolti», e da lui ripresi, riorganizzati e superati in una cacofonia di realismo estremo ma inoppugnabile (infatti, spiega: anche sternuti, sbadigli, rutti, balbuzie, pernacchie ampliano il territorio lessicale della lettera sonora). Era il «grande artista misconosciuto del XX secolo», come lo definì su alias Ivo Bonacorsi intervistandolo nel 2003.

[Roberto Silvestri]

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