"Nel cinema, la foto m'infastidisce, la foto è ormai troppo banale! Tutte le combinazioni di ripresa, di chiaroscuro, di sovrapposizione, di sfumatura praticate dimostrano che bisogna andar più lontano, superare la foto. Bisogna aggredire la pellicola".
Queste parole sono tratte dal film di Isidore Isou intitolato Traitè De Bave Et d'Eternitè: film del 1951 e che - straordinariamente (salvo i soliti imprevisti) - verrà trasmesso nella notte di sabato 21 Aprile su RaiTre (ovviamente nel contenitore ghezziano - quasi uzbekistano - Fuori Orario) alle ore 01.30 (ci vorrebbe un "circa" prime dell'orario ma dato che è fuori orario l'ora è alquanto relativamente indefinibile).
Possibile che alcuni siano arrivati a questo punto (presumendo che i molti abbiano già cambiato sito) chiedendosi: "Chi è Isidore Isou?". Vi piacerebbe avere la risposta vero?
No. Non in questo contesto. Non con il titolo del suo film: "Pugni in faccia al cinema agonizzante". Oltre, oltremodo, andare. Via… là… via… Lontano… No!
Film che anticipa l'anticoncetto (Gil Wolman), la debordante società dello spettacolo tra le urla favorevoli di De Sade (Guy Debord)… Il cinema lettrista entra nella sua più alta rappresentazione.
Chissà se Charles Chaplin a quei tempi se la rideva… forse tra una luce e l'altra… già… chissà!
"Credo, in primo luogo, che il cinema sia troppo ricco. E' obeso. I films del giorno d'oggi hanno qualcosa di compiuto, di perfetto, di tranquillo."




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