Campioni Del Mondo #9: Elogio!
Perché hanno sospeso il campionato di calcio? Perché ci sono stati quasi 100 feriti e un morto? Cento feriti e un morto perché la guerriglia tra tifosi e polizia è degenerata? Suvvia, non fate gli sciocchi!
Questo è il bello della sfida, del confronto, della lotta, della supremazia… il vincere e vinceremo!
Tutti questi musi tristi… ma dai! Non fate gli sciocchi… in sincerità, a chi di voi interessa la vita del carabiniere morto? a chi di voi interessa avere uno sport senza violenza? Ma ve lo immaginate il tifoso costretto a non essere violento? ad applaudire gli avversari? a non insultare e urlare contro l'arbitro?
Dopo tutto il calcio è uno sfogo… un modo per urlare e buttare fuori la rabbia e l'essere animale che è dentro l'uomo ovvero la primitività della violenza che rompe le catene della civiltà. Certo se poi questo sfogo si mescola con la (sotto)cultura media e con le ideologie estremiste (politiche, religiose e varie) si può anche avere dei disguidi come quelli dell'altra sera.
In un mondo come quello del calcio, che in Italia particolarmente ha più risalto di qualsiasi altra cosa, le ultime disavventure sono più che normali.
Quindi, personalmente non me ne importa nulla: del calcio, dei morti, dei feriti, della sospensione, dell'orgoglio, delle croci celtiche negli stadi, dei neonazisti, dei centri sociali, dei comunisti… "me ne frego" (facendo una citazione colta).
Sartre disse: "Il gioco del calcio è una metafora della vita". Riletta in questo contesto, la cavolata di Sartre, è un po' meno cavolata.
Spero solo che la tiritera – che si prospetta in questi due o tre giorni – non sia troppo patetica… ma alla fine il "chissenefrega" avrà sempre la mia priorità.
“a chi di voi interessa avere uno sport senza violenza? Ma ve lo immaginate il tifoso costretto a non essere violento? ad applaudire gli avversari? a non insultare e urlare contro l’arbitro?”
non c’è bisogno di un grosso sforzo di immaginazione poichè in altri paesi questo avviene già, e non solo nel calcio ma anche in altre discipline sportive. se siamo arrivati a questo livello così basso lo si deve proprio all’aver fatto diventare il calcio lo sfogo di ogni malcostume di questo paese. il calcio è uno sport, e tale deve tornare.
Ah, non avrei mai immaginato una tua risposta.
Finché ci saranno gli “ultras” il calcio non sarà mai uno sport.
Finché ci saranno i “coglioni” che se la prendono a morte se gli tocchi la squadra del cuore, il calcio non sarà mai uno sport.
Finché ci saranno gli “stronzi” che reputano il calcio meglio di tutto il resto, il calcio non sarà mai uno sport.
Sono stufo di ripetere sempre le stesse cose e passare per quello “intellettuale” (e io ci aggiungo un “‘na sega”) sfigato, infelice e cazzate varie.
Intanto poi alla fine tutto torna.
Mi piace l’idea della sospensione del “calcio”… ma io opterei per un tempo determinato sui venti/trent’anni di sospensione: un ergastolo.
Il tempo giusto per un cambio generazionale. Sia per i tifosi, per i giocatori, per le veline, per i giornalisti, per i dirigenti…
Ma al momento non me ne importa assolutamente nulla… ognuno si merita i propri “idoli”. E questi non sono i miei, e mai lo saranno.
ti do ragione, bisogna educare la prossima generazione ai valori dello sport perchè questa purtroppo è stata abbruttita su troppi fronti.
io tra i tuoi divieti inserirei anche il divieto ai genitori di assistere alle partite e agli allenamenti dei propri figli perchè è da lì che si comincia ad instillare la violenza e il peggior agonismo.
ma per prima cosa bisogna far tornare il calcio solo uno sport, perchè è il business che gli è stato costruito sopra che ha avvelenato tutto, e lo dimostrano gli sport cosidetti minori che vengono seguiti da tifoserie civili.
L’appartenenza
non è lo sforzo di un civile stare insieme
non è il conforto di un normale voler bene
l’appartenenza è avere gli altri dentro di sé.
L’appartenenza
non è un insieme casuale di persone
non è il consenso a un’apparente aggregazione
l’appartenenza è avere gli altri dentro di sé.
Uomini
uomini del mio passato
che avete la misura del dovere
e il senso collettivo dell’amore
io non pretendo di sembrarvi amico
mi piace immaginare
la forza di un culto così antico
e questa strada non sarebbe disperata
se in ogni uomo ci fosse un po’ della mia vita
ma piano piano il mio destino
é andare sempre più verso me stesso
e non trovar nessuno.
L’appartenenza
non è lo sforzo di un civile stare insieme
non è il conforto di un normale voler bene
l’appartenenza
è avere gli altri dentro di sé.
L’appartenenza
è assai di più della salvezza personale
è la speranza di ogni uomo che sta male
e non gli basta esser civile.
E’ quel vigore che si sente se fai parte di qualcosa
che in sé travolge ogni egoismo personale
con quell’aria più vitale che è davvero contagiosa.
Uomini
uomini del mio presente
non mi consola l’abitudine
a questa mia forzata solitudine
io non pretendo il mondo intero
vorrei soltanto un luogo un posto più sincero
dove magari un giorno molto presto
io finalmente possa dire questo è il mio posto
dove rinasca non so come e quando
il senso di uno sforzo collettivo per ritrovare il mondo.
L’appartenenza
non è un insieme casuale di persone
non è il consenso a un’apparente aggregazione
l’appartenenza
è avere gli altri dentro di sé.
L’appartenenza
è un’esigenza che si avverte a poco a poco
si fa più forte alla presenza di un nemico, di un obiettivo o di uno scopo
è quella forza che prepara al grande salto decisivo
che ferma i fiumi, sposta i monti con lo slancio di quei magici momenti
in cui ti senti ancora vivo.
Sarei certo di cambiare la mia vita se potessi cominciare a dire noi.
e con questo rispondo anche a orso… perché forse mi sono espressa male: io usavo la citazione non nel suo senso originario (religioso) ma in quello sociale che se ne puo’ fare… poi voglio dire che l’appartenenza c’è; in ogni caso. Che la si puo’ cercare coscientemente o meno, nel bene o nel male, nel calcio o nel pensiero anbarchico (e qui mi aspetto di ricevere i fulmini testuali degli individualisti)) nell’amore, nella famiglia, nella lettura, nell’internet!!!
Perché come individuo appartengo a me… come francese appartengo alla mia cultura (Renaud, Jamel, le père noël est une ordure, le pain au chocolat, le foie gras sur la baguette, arteinfo suivi du journal de la culture bilingues..etc..etc…)e alla mia lingua, come lyonnaise appartengo alle mie strade che salgono e scendono , comme croix-roussienne appartengo alle traboules, commme yolène appartengo alla mia famiglia (per fortuna o purtroppo… nel bene o nel male) come amante appartengo a volte a un amante che mi appartiene…come fumatrice appartengo a quella gente che rimane ferma davanti ai bar a gelarsi sul marciapiede mentre un bichiere mi aspetta dentro al caldo,come lettrice della montagne incantata appartengo a thomas mann bla bla bla…etc etc etc… e come essere umano appartengo a quella specie capace del meglio e del peggio. e anche l’appartenenza è cosi: capace del peggio( come amazzarsi per una squadra o per un partito)o del meglio (come… non faccio l’ipocrita: come scopare).
mi sono dimenticata di dire che la canzone era di gaber… ecco.
la penso in linea di massima come te e pensavo anche di non parlarne sul mio blog…le solite litanie, i soliti rimproveri, le solite accuse, la solita ipocrisia…poi tutto come prima….ai divieti aggiungerei anche quello degli stipendi, tutti quei soldi sono un’offesa a chi lavora seriamente, e non mi si dica che un gilardino (per dirne uno) ha guadagnato tutti quei soldi…tutta quella ricchezza bisogna riportarla verso altri lidi…
beh, ovviamente ho un senso d’appartenenza minore del tuo…certe appartenenze sono inevitabili, molte volte sono altri a darci e dirci l’appartenenza…faccio una fatica enorme ad elencare le cose che mi fanno appartenere al gruppo “italico”, dal tronde se non fosse stato per la costruzione degli stati nazione oggi sarebbe diverso (forse)…ma poi appartenere è un termine giusto? il tuo amante ti appartiene? ciaoo