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Pretese della Povertà

  

Assenteismo generalizzato. Un po' impegnato. Disilluso. Come sempre… d'altronde. Tra poco rimetto le mani su un calcolatore elettronico, un computer (o italianizzando si direbbe un "compiuto")… operazione: sostituire la scheda di rete Silan SC92031 (ahi!, quanti problemi che mi hai dato) con una più aperta all'Open Source (ahi!): solitamente la 8139too (in termini tecnici).

Come intermezzo ancora una poesia (ah!), per amore di chi non le sopporta (è vero!):

Troppo è cio che pretendi, sventurato,
Esigendo d'avere in cielo stanza
Perché il tuo umile albergo o la tua tinozza
Nutre qualche virtù, pigra e pedante,
Alla misera luce del sol, o presto fonti ombrose
Con radici ed erbe dolci; la tua mano destra, quando
Strappa quelle umane passioni della mente
Sopra i cui ceppi la virtù fiorisce con bocci belli,
Degrada la natura e ottunde i sensi,
E, pari a Gorgona, l'uomo attivo in pietra trasforma.
Non ci occorre la stolta compagnia,
Della vostra costretta temperanza
Né quella innaturale stupidezza
Che gioia e duolo ignora; né ancora quella
Forzata fortezza falsamente esaltata
Sovra quella che è attiva di contro.
Questa bassa e abbietta razza, che agli scranni
Della mediocrità stretta vive,
S'addica alle vostre menti servili.
Ma noi spingiamo innanzi solo quelle virtù
Che ammettono gli eccessi, atti
Di coraggio e munifici, magnificenza
Regia, prudenza ch'ogni cosa vede,
Magnanimità sconfinata, e quell'eroica
Virtù di cui l'antichità non lasciò nome
Ma solo esempi - Ercole,
Achille, Teseo. Via, va' via, ritorna
Alla tua cella odiosa; e quando vedi
La nuova sfera colma di luce, studia
Per sapere chi mai quei grandi uomini sian stati.

[Le pretese della povertà di Thomas Carew]

4 Comments

  1. yolene wrote:

    Beh non sono esperta di omero ma direi che questi grandi uomini erano aristocratici che si sono illustrati nel sangue di una guerra interminabile che ha ammazzato i loro popoli per una storia di corne…
    o forse sbaglio?

    mercoledì, febbraio 28, 2007 at 00:02 | Permalink
  2. Toasa wrote:

    Certamente… Elena di Troia… e chi sennò?

    mercoledì, febbraio 28, 2007 at 01:33 | Permalink
  3. yolene wrote:

    oups… avevo letto ‘ettore’ invece di ercole… mille scuse (ho avuto il metodo globale).

    mercoledì, febbraio 28, 2007 at 01:39 | Permalink
  4. narina wrote:

    però, interessante la poesia…tra un caos e l’altro vedo di lasciare un segno, quanto tempo che non ti sento.
    mi cercherò notizie sull’autore, che -ahimé- non conosco. confesso l’ignoranza, confesso.
    Ettore, Elena, Ercole…sì sì proprio una bella famiglia. Ercole apparentemente non c’entra ma c’entra…lunga storia.
    ciao yolene,tanto ci conosciamo di nome e di fama, no?
    besos tanti a ti, mon ami
    sempre e solo Toasa

    lunedì, marzo 12, 2007 at 15:38 | Permalink

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