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6 Febbraio 2007

Così Parlò Hermann Simon

Archiviato in: Arte, Cinema, Poesia, Società, Video — Toasa @ 20:29
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  Movie : Heimat

Rispondere sull'educare allo sport? Che ingenuità, che imperturbabile perdita di tempo e tantè sono qui, comunque, stoico e cinico (in teoria bisognerebbe invertire i termini) a parlarne.
Vi consiglio di donare tre minuti della vostra preziosissima vita per guardare questo piccolo estratto (intanto molto probabilmente i più glisseranno dopo neanche quattro secondi) del verbo di Hermann Simon, tratto da Heimat I (a proposito di patrie… ma su questo ci ritornerò), di Edgar Reitz.
Lo sport non ha poesia… e non servono "divieti", stadi vuoti, osservatori sui media, per educare allo sport. Perché se in una società un Ronaldo o un Ibrahimović (e anche un Valentino Rossi, per allargare il campo di gioco) sono più famosi di un Saramago o di un Grass… beh qualche problemino al di fuori dello sport c'è!
E poi, se questi esaltati teppisti anarcoidi (nel senso d'atteggiarsi d'anarchico senza esserlo) non potranno più sfogarsi negli stadi troveranno sicuramente altri lidi. In tempi non sospetti già preannunciavo l'avvento di questi gruppi neonazi… volete togliergli lo stadio? beh, buon lavoro a tutti!
Buon lavoro anche a tutti gli insegnanti di educazione fisica… a quando la non obbligatorietà di tale materia nelle scuole?

11 commenti »

  1. oddio, ma siamo ancora fermi al pensiero Platonico che contrappone anima e corpo a svantaggio del secondo? ancora non abbiamo capito che l’uomo “è” il corpo, e non che “ha” un corpo?
    perchè questo tuo accanimento verso lo sport? posso capire criticare il business che gli ruota attorno,l’agonismo sfrenato, ma nel video da te linkato c’è un voler mettere la ragione al di sopra del corpo, e non capisco questa tua posizione. ho forse frainteso il tuo messaggio? io non credo che celebrare la corporeità, perchè a mio parere sta in questo la radice dello sport, debba per forza ostacolare la celebrazione della ragione e del sapere, io credo che queste due sfere siano l’una parte integrante dell’altra, in virtù appunto del fatto che noi “siamo” un corpo.
    e mi viene in mente il zarathustra di Nietzsche: “Ai dispregiatori del corpo voglio dire una parola: il corpo è una grande ragione, una pluralità con un solo senso. Strumento del tuo corpo è anche la tua piccola ragione, fratello, che tu chiami spirito, un piccolo strumento e un giocattolo della tua grande ragione: essa non dice “io”, ma fa “io”"

    Commento di Lip Service — 6 Febbraio 2007 @ 23:06

    [Rispondi Al Commento]
  2. infatti nietzsche era un grande sportivo!!!

    Commento di yolene — 7 Febbraio 2007 @ 15:43

    [Rispondi Al Commento]
  3. azz…heimat…saranno due anni che cerco di completare la serie…a presto…

    Commento di orso — 7 Febbraio 2007 @ 21:05

    [Rispondi Al Commento]
  4. fammi capire, tu citi il Talmud per parlare di testamento biologico e io non posso citare Nietszche riguardo alla celebrazione della corporeità?

    Commento di Lip Service — 7 Febbraio 2007 @ 23:26

    [Rispondi Al Commento]
  5. La mia non era assolutamente un voler contrapporre anima e corpo tale da fare prevalere l’una sull’altra… ma è anche vero che quello che tu dici sul corpo vale anche per la “ragione”: quindi in un periodo dove lo “sport” prevale (in modo eccessivo) sulla “ragione” mi sembra logico difendere quest’ultima: infatti tu stessa hai detto “l’una parte integrante dell’altra” (e lo si evince anche dalla citazione dello zarathustra: eh, non potevi che citare quello :) ).
    Non credo che serva “educare” allo sport, nemmeno “imporre” divieti e/o regolamentazioni eccessive: serve solo l’umiltà (da parte di tutti) di comprendere che l’esaltazione dello sport deve fare un passo indietro. Lo sport, per intenderci meglio, è un divertimento, un gioco, uno sfogo, un rappresentazione della corporeità (le statue dell’antica grecia ne sono un esempio: non nel discobolo o nella lancia, il dettaglio era nella rappresentazione del corpo umano) e non una “guerra”, un “avanti marsch!”, una denigrazione dell’avversario, un’appartenenza insensata e senza significato ad una squadra o ad un atleta (caso mai simpatia, ma alla fine se vince o perde chi se ne frega? in fondo è un gioco e gli spettatori sono felici d’aver assistito all’elogio del corpo).

    Nietzsche è il filosofo del tutto e del contrario di tutto, del Cristo e dell’Anticristo, del bianco e del nero, dell’apollineo (espressione di forze creative) e del dionisiaco (il delirio che solleva nella sua ascensione il soggetto, fino a farlo svanire in una completa dimenticanza di se stesso). Quindi ogni sua affermazione può essere demolita proprio da un’altra sua affermazione.
    Per delucidazione bisognerebbe chiedere a sua sorella (la “canaglia”, come la definiva Nietzsche) Elizabeth (si narra che l’errata interpretazione nazista del pensiero del filosofo fu a causa sua).
    Beh alla fine ancora non saprei dire perché il suo corpo e la sua ragione persero ogni “purezza”…

    Commento di Toasa — 8 Febbraio 2007 @ 14:49

    [Rispondi Al Commento]
  6. orso on 7 Febbraio 2007 at 21:05 said:

    azz…heimat…saranno due anni che cerco di completare la serie…a presto…

    Beh, mettendo insieme le tre stagioni, in quattro giorni (ballandoci dentro alla grande) dovresti riuscirci :).

    Ciao.

    Commento di Toasa — 8 Febbraio 2007 @ 14:52

    [Rispondi Al Commento]
  7. Web.Reloaded è avviato e puoi già trovare cosette interessanti dalle mie parti … ti aspetto !

    by BloBlo

    Commento di Reloaded — 8 Febbraio 2007 @ 15:06

    [Rispondi Al Commento]
  8. Toasa on 8 Febbraio 2007 at 14:49 said:

    La mia non era assolutamente un voler contrapporre anima e corpo tale da fare prevalere l’una sull’altra… ma è anche vero che quello che tu dici sul corpo vale anche per la “ragione”: quindi in un periodo dove lo “sport” prevale (in modo eccessivo) sulla “ragione” mi sembra logico difendere quest’ultima: infatti tu stessa hai detto “l’una parte integrante dell’altra” (e lo si evince anche dalla citazione dello zarathustra: eh, non potevi che citare quello :) ).
    Non credo che serva “educare” allo sport, nemmeno “imporre” divieti e/o regolamentazioni eccessive: serve solo l’umiltà (da parte di tutti) di comprendere che l’esaltazione dello sport deve fare un passo indietro. Lo sport, per intenderci meglio, è un divertimento, un gioco, uno sfogo, un rappresentazione della corporeità (le statue dell’antica grecia ne sono un esempio: non nel discobolo o nella lancia, il dettaglio era nella rappresentazione del corpo umano) e non una “guerra”, un “avanti marsch!”, una denigrazione dell’avversario, un’appartenenza insensata e senza significato ad una squadra o ad un atleta (caso mai simpatia, ma alla fine se vince o perde chi se ne frega? in fondo è un gioco e gli spettatori sono felici d’aver assistito all’elogio del corpo).

    Nietzsche è il filosofo del tutto e del contrario di tutto, del Cristo e dell’Anticristo, del bianco e del nero, dell’apollineo (espressione di forze creative) e del dionisiaco (il delirio che solleva nella sua ascensione il soggetto, fino a farlo svanire in una completa dimenticanza di se stesso). Quindi ogni sua affermazione può essere demolita proprio da un’altra sua affermazione.
    Per delucidazione bisognerebbe chiedere a sua sorella (la “canaglia”, come la definiva Nietzsche) Elizabeth (si narra che l’errata interpretazione nazista del pensiero del filosofo fu a causa sua).
    Beh alla fine ancora non saprei dire perché il suo corpo e la sua ragione persero ogni “purezza”…

    aahh…quindi che la sorella di Nietzsche abbia taroccato l’opera di suo fratello per i nazisti non è da considerarsi un fatto storico accertato? vado a controllare…e tornerò per dirti che heimat lo completerò solo quando riuscirò, in quei 4 giorni, a fare anche uno spuntino mentre ballo…eh eh..
    (a parte gli scherzi, magari avevi capito ma se così non fosse chiarisco che intendevo “completare il download”…)
    a presto…

    Commento di orso — 8 Febbraio 2007 @ 15:15

    [Rispondi Al Commento]
  9. Ok. Hai perfettamente il diritto di citare nietzsche… la mia era una battuta!!!
    E ti diro’ anche che sono d’accordo con te sul fatto che la separazione corpo/anima sia il risultato di un condizionamento della cultura occidentale.
    Ma sullo sport a scuola:
    1- tre ore di fila alla settimana non serve a niente… al limite dieci minuti al giorno sarebbero più utili al livello della salute del corpo… ma tre ore di fila alla settimana è una stronzata.
    2- In che cosa essere costretta a giocare a calcio o a pallavolo puo’ essere salutario per il mio corpo?
    3- E sopratutto trattandosi di adolescenti che in molti, e per alcuni in modo molto acuto, hanno problemi col proprio corpo che si sviluppa, come costringerli a ‘fare sport’ puo’ conciliarli con esso (e con lo sport)? Perché sia chiaro, in questo modo succede solo che c’è chi si esalta, partecipa, vince, e chi si umilia e soffre come un cane.
    4- è lo spirito di competizione che regna nello sport a scuola, che ne è l’essenza, è un’educare alla competizione più che allo sport, ad una specie di selezione delle capacità mentali e fisiche a modo di evoluzionismo (per non dire di fascismo).
    Quindi per conciliarsi col corpo, melgio andare a fare una gita in montagna, al tuo ritmo, che andare in una classe, con un professore che fischia e che vota. Per questo dovrebbe essere facoltativo lo sport a scuola!!!

    Commento di yolene — 8 Febbraio 2007 @ 16:28

    [Rispondi Al Commento]
  10. yolene on 8 Febbraio 2007 at 16:28 said:

    Ok. Hai perfettamente il diritto di citare nietzsche… la mia era una battuta!!!
    E ti diro’ anche che sono d’accordo con te sul fatto che la separazione corpo/anima sia il risultato di un condizionamento della cultura occidentale.
    Ma sullo sport a scuola:
    1- tre ore di fila alla settimana non serve a niente… al limite dieci minuti al giorno sarebbero più utili al livello della salute del corpo… ma tre ore di fila alla settimana è una stronzata.
    2- In che cosa essere costretta a giocare a calcio o a pallavolo puo’ essere salutario per il mio corpo?
    3- E sopratutto trattandosi di adolescenti che in molti, e per alcuni in modo molto acuto, hanno problemi col proprio corpo che si sviluppa, come costringerli a ‘fare sport’ puo’ conciliarli con esso (e con lo sport)? Perché sia chiaro, in questo modo succede solo che c’è chi si esalta, partecipa, vince, e chi si umilia e soffre come un cane.
    4- è lo spirito di competizione che regna nello sport a scuola, che ne è l’essenza, è un’educare alla competizione più che allo sport, ad una specie di selezione delle capacità mentali e fisiche a modo di evoluzionismo (per non dire di fascismo).
    Quindi per conciliarsi col corpo, melgio andare a fare una gita in montagna, al tuo ritmo, che andare in una classe, con un professore che fischia e che vota. Per questo dovrebbe essere facoltativo lo sport a scuola!!!

    scusa se sul momento non ho compreso che fosse una battuta e l’ho presa seriamente, ero in un mix micidiale di fase premestruale e periodaccio vario :)
    in francia sono tre ore di fila? qui se non sono cambiati i programmi ministeriale si tratta solo di un’ora sulla cui inutilità per come è concepita concordo al 100% infatti nel mio commento io non ho fatto accenno all’ora di educazione fisica ma parlavo solo della corporeità. credo che sarebbe più utile indirizzare gli adolescenti verso discipline che li aiutino a sviluppare un rapporto sano con il proprio corpo, tu mi dirai “e uffa, questa è proprio fissata con l’oriente!”, eppure credo che una disciplina come lo yoga sarebbe proprio l’ideale, aiuterebbe a vivere meglio i cambiamenti del corpo e per il fisico sarebbe un’ottima prevenzione contro futuri acciacchi. però questo sempre a livello di indirizzo, tutto ciò che è imposto non serve a niente, tanto meno a degli adolescenti.

    Commento di Lip Service — 10 Febbraio 2007 @ 17:53

    [Rispondi Al Commento]
  11. No, non sono tre ore di fila sono due più una in giorni diversi.

    Io non ho nulla contro lo yoga (in quanto ginnastica rilassante). Quando facevo danza indiana le lezioni incominciavano sempre con due tre esercizi di yoga e li facevo! Recitavo anche la preghiera a Brahma e Shiva, perché mi sembrava rispettuoso verso la professoressa e in quanto non credente non m’importava nulla di invocare shiva piuttosto che Dio, Ashem, Jehova, Allah…
    Sono d’accordo con te… wow!

    Commento di yolene — 10 Febbraio 2007 @ 23:28

    [Rispondi Al Commento]

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