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Alexandre Marius Jacob in arte Arsenio Lupin

  

Credo che persino i bambini conoscano le gesta del moderno Robin Hood, nonché gentiluomo, Arsenio Lupin: personaggio creato dallo scrittore francese di Rouen Maurice Leblanc; ma in pochi sanno che Leblanc ha tratto ispirazione per il suo personaggio dalle gesta di un vero ladro - in carne e ossa, come si suol dire - che corrisponde al nome di Alexandre Marius Jacob (1879-1954).
Jean Préposiet scrive: Figura a suo modo straordinaria, tanto che ispirò lo scrittore Maurice Leblanc per il protagonista dei suoi romanzi, Arsène Lupin, Jacob agiva in base al principio di attaccare solo i beni dei «parassiti sociali» - ovvero magistrati, militari e membri del clero -, rispettando la proprietà delle persone che a suo giudizio erano utili alla società, come i medici o gli scrittori. Durante una delle sue spedizioni, un furto con scasso in una casa di Rochefort, all'improvviso egli s'accorse di essere capitato nella casa di Pierre Loti: per amore della letteratura, decise elegantemente di andarsene senza aver preso nulla.1
Jacob era una persona dotata di un forte umorismo ironico, la sua banda, i Travailleurs de la nuit, disponeva di un'attrezzatura molto sofisticata tanto da essere accuati di oltre 500 furti compiuti tra il 1900 e il 1903.
Proprio nel 1903 venne arrestato, processato e condannato ai lavori forzati a vita (sentenza del 22 Marzo 1905). Durante il processo Jacob opta per un comportamento ironico prendendosi gioco dei testimoni che venivano a deporre: la sua ironia, le sue battute e le risposte sempre pronte catturarono la simpatia del pubblico e della stampa.
Il punto di massima si ebbe con la Dichiarazione davanti ai giudici, nella quale, si dipingeva come un ribelle e un giustiziere, paragonando il furto a una «restituzione», una «ripresa di possesso». Il suo scopo, disse, era stato quello di fare la guerra ai ricchi, attaccandoli nei loro beni.2
Venne liberato nel 1929, e si suicidò nel 1954 iniettandosi una dose letale di morfina. La lettera che scrisse prima di suicidarsi è l'ennesimo (ultimo?) segno della sua sarcastica ironia:

Ho vissuto un’esperienza piena di avventure e sventure, mi considero soddisfatto del mio destino. Dunque, voglio andarmene senza disperazione, il sorriso sulle labbra e la pace nel cuore. Voi siete troppo giovani per apprezzare il piacere di andarsene in buona salute, facendo un ultimo sberleffo a tutti gli acciacchi e le malattie che arrivano con la vecchiaia. Ho vissuto. Adesso posso morire.

P.S.: Vi lascio qui due litri di vino rosato. Brindate alla vostra salute.

 

  1. Jean Préposiet - Storia dell'anarchismo - Edizione Dedalo 2006 - Pag 412-413. [back]
  2. Ibidem. [back]

3 Comments

  1. orso wrote:

    anni fa lessi un libro sulla vita di Jacob…ma sai se esistono film? tempo fa lessi anche un altro bellissimo libro, di Cacucci e trattava della banda Bonnot (dovrebbe scriversi così)…uno dei migliori libri letti…

    lunedì, febbraio 5, 2007 at 15:13 | Permalink
  2. Toasa wrote:

    Lessi anch’io li libro di Cacucci, “In Ogni Caso Nessun Rimorso”, che romanzava i fatti conosciuti della vita di Jules Bonnot.
    Non so se esiste un film su Jacob (qui mi cogli impreparato), però so che esiste un film sulla banda Bonnot. Si intitola “La Banda Bonnot” del 1969 di Philippe Fourastié.

    martedì, febbraio 6, 2007 at 20:55 | Permalink
  3. 016 wrote:

    posso consigliarvi 1000 volte 2 libri di Bernard Thomas.. .
    il primo si intitola proprio ” Alexandre Marius Jacob” edizioni Anarchismo..
    il secondo, visto che lo tirate in ballo voi co Cacucci, è “la banda Bonnot” edito da Arkiviu Serra.. sempre per la stessa casa editrice un pamphlettino scitto da “un copain” che descrivi altri aspetti di Jules Bonnot e soci..

    Buona lettura, viva l’anarchismo.
    016

    venerdì, marzo 9, 2007 at 16:23 | Permalink

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