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7 Dicembre 2006

Omaggio alla socialista Segolene Royal.

Archiviato in: Anarchia, Musica, Toasa, Video — Toasa @ 20:31
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Mood : ecstatic  Music : Renaud - Socialiste

…quindi quale miglior omaggio se non un brano dell'anarchico Renaud? Dico io, ma vi rendete conto che fino a pochi mesi fa ignoravo questo artista? Splendido scoprire queste perle, soprattutto per uno che ha una conoscenza e cultura sterminata (in tutti i sensi s'intende)… Grazie FLE!
Se volete leggervi il testo (in francese, ovviamente, non sono ancora in grado di cimentarmi nella traduzione… ahimé) cliccate su quella parola "continua" che compare subito sotto il video (lo dico per non fare discriminazioni)

(continua…)

3 Dicembre 2006

Vaso Etrusco.

Archiviato in: Aforismi, Scintilla — Toasa @ 23:17
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Meglio essere odiati per ciò che si è, piuttosto che amati per ciò che non si è.

[André Gide]

Ma a voi non posso offrire che l'ombra di me stesso. Se a voi preme trovarmi, io abito dietro quest'ombra.

[Renzo Novatore]

2 Dicembre 2006

2 Dicembre: La destra in piazza.

Archiviato in: Toasa — Toasa @ 17:53
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Mood : Scorbutico  Music : Giorgio Gaber - Destra, Sinistra

In queste ore circa un milione, due milioni (e tre milioni? e quattro milioni?) di persone è scesa in piazza per dare una spallata al governo. Al ritmo di musica dance, sulle note martellanti dell'inno nazionale (di cui io continuo a vergognarmi), parafrasando guerre stellari (che forza italia sia con voi?) e canticchiando Baglioni (questa volta niente rima).
Vi confesso una cosa: sono felice della vittoria del centro sinistra proprio perché adoro vedere queste personaggi ricchi e aspiranti ricchi manifestare sulle note di Volare (in francese si scrive "voler" che significa, oltre a volare, anche rubare… guarda caso!).

Tralasciamo questa discussione, che poi mi danno dell'incarognito. Vorrei proporre all'attenzione di chi legge il seguente studio fatto da Pasteur.

Per la sua tesi di dottorato, Pasteur si oriento' sul problema (che allora andava molto di moda) dell'attività ottica dei cristalli.
Si sapeva che esistevano cristalli di quartz che a seconda della presenza di una faccetta particolare a destra o a sinistra, sviavano il piano di luce polarizzata a destra o a sinistra.
Si era notato anche che accanto ai cristalli d'acido tartrico (presenti nel tartro durante la fermentazione del vino) si potevano trovare (a volte) rami di cristalli più piccoli, assomiglianti agli altri, chiamati acidi paratartrici (o racemici). Ma una soluzione di tartrate sviava il piano di polarizzazione mentre una paratartrate no.
Quello che dimostro' Pasteur fu che rami di paratartrate erano formati di cristalli con la faccetta a sinistra (che orientavano a sinistra) e cristalli con la faccetta a destra (che orientavano a destra) e che la parità dei due portava a un'equilibrio che ovviamente non orientava niente.
Ora isolare uno di questi era difficile e lungo…
Beh si sa che il marcio porta fortuna ai scienzati.
Infatti, alcune muffe crescevano facilmente nelle soluzioni che contenavano paratartrate di calcio. Allora la si prendeva e la si buttava perché… che schifo!
Pasteur no! lui, fissato com'era con la polarizzazione, prese una di quelle soluzioni ammuffite e ne studio' l'attività ottica (che se avete letto bene, avrebbe dovuto essere nulla perché equilibrata).
Ebbene! il più marciva, il più orientava a sinistra!
Studiando bene la soluzione, dimostro' che la muffa si attaccava solo a quelli che avevano la faccetta a destra e lasciava intatti gli altri, sempre gli stessi, che quindi sviavano il piano di polarizzazione a sinistra.

Morale: la destra marcisce e porta il piano a orientarsi a sinistra.

Attenzione: questa è una lezione di scienza… ogni eventuale corrispondenza con altre discipline o eventi è puramente casuale.

[Ringrazio in modo particolare Yolène per la parte scientifica].

1 Dicembre 2006

Ys

Archiviato in: Musica — Toasa @ 11:11
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AIDS DayUn tempo, si giudicavano i dischi non solo per il contenuto ma anche per le "copertine".
Il prisma, il faccione rosa in preda ad un urlo schizoide, un semplice sfondo bianco, una banana, un dirigibile, un girasole, una mucca… oh, potrei continuare all'infinito.
Negli ultimi anni, ahimè, si è perso il fascino della copertina… in un atto consumistico senza precedenti dove la qualità non ha più il ruolo fondamentale: basta vedere la grande diffusione degli "mp3″ a discapito dei "cd" originali. Come potrà questa nuova generazione comprendere la qualità di un prodotto se si abitua al suono di un file compresso?
Una volta si andava nei negozietti (e non megastore) di dischi e si sceglieva il disco anche per la bellezza e il fascino della copertina… oggi si preferisce "scaricare" da internet addirittura tutta la discografia dell'artista. E io dico: "ma cosa scaricate a fare se avete a mala pena il tempo di pisciare?". Vi dimenticate che siamo in un periodo storico dove il tempo libero è ridotto all'osso? Dove lo stress e la depressione sono in vertigionoso aumento? Dove le teorie buddiste, new age, si stanno diffondendo peggio della peste? Dove i valori non esistono più?
E quindi ecco, scarichiamo la musica dei relativi artisti - pardon, volevo dire imprenditori musicali - che pensano solo al profitto lasciando prodotti imbarazzanti rivolti ad un pubblico affetto da demenza precoce?
Finché non bazzichi in quei pochi negozietti - e non megastore - di musica dove l'occhio ti cade su una copertina che ti chiama, ti vuole, ti desidera… una copertina d'altri tempi… e tu vai a vivisezionarla, a scrutarla, a capire se è una truffa, un sogno oppure se tutto è reale.
Così controlli anche l'autore del disco e i suoi collaboratori (importante controllare se nella realizzazione del disco non ci sia qualche DJ. Se così fosse potete buttare via il disco: dove c'è un DJ sicuramente non è un prodotto musicale, ma qualcosa di molto vicino agli escrementi di gallina, ma meno utile).

Controllato e verificato l'assenza di vari DJ, non ho esitato a comprare il disco di Joanna Newsom, ammaliato dal fascino della copertina.
Un azzardo che si è rilevato vincente: è musica!. Una voce magnifica, che si sviluppa/aviluppa in incroci e gorgheggi tra una Bjork e una Kate Bush, che rimane in bilico sul filo tracciato dalla grazia di una arpa… Dopo il primo ascolto ho subito sentito il desiderio, "la voglia", di riascoltare, di mettere in loop, a tutto volume, i cinque brani. Stupendi. Un viaggio onorico che vede la collaborazione di Jim O'Rourke, indiscutibilmente, esponente di punta del Post-Rock.
Ma questo disco va oltre il Post-Rock, oltre il Pop, oltre il Folk, oltre alla Classica.
Oltre i paradisi artificiali.

 
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