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AIDS DayUn tempo, si giudicavano i dischi non solo per il contenuto ma anche per le "copertine".
Il prisma, il faccione rosa in preda ad un urlo schizoide, un semplice sfondo bianco, una banana, un dirigibile, un girasole, una mucca… oh, potrei continuare all'infinito.
Negli ultimi anni, ahimè, si è perso il fascino della copertina… in un atto consumistico senza precedenti dove la qualità non ha più il ruolo fondamentale: basta vedere la grande diffusione degli "mp3″ a discapito dei "cd" originali. Come potrà questa nuova generazione comprendere la qualità di un prodotto se si abitua al suono di un file compresso?
Una volta si andava nei negozietti (e non megastore) di dischi e si sceglieva il disco anche per la bellezza e il fascino della copertina… oggi si preferisce "scaricare" da internet addirittura tutta la discografia dell'artista. E io dico: "ma cosa scaricate a fare se avete a mala pena il tempo di pisciare?". Vi dimenticate che siamo in un periodo storico dove il tempo libero è ridotto all'osso? Dove lo stress e la depressione sono in vertigionoso aumento? Dove le teorie buddiste, new age, si stanno diffondendo peggio della peste? Dove i valori non esistono più?
E quindi ecco, scarichiamo la musica dei relativi artisti – pardon, volevo dire imprenditori musicali – che pensano solo al profitto lasciando prodotti imbarazzanti rivolti ad un pubblico affetto da demenza precoce?
Finché non bazzichi in quei pochi negozietti – e non megastore – di musica dove l'occhio ti cade su una copertina che ti chiama, ti vuole, ti desidera… una copertina d'altri tempi… e tu vai a vivisezionarla, a scrutarla, a capire se è una truffa, un sogno oppure se tutto è reale.
Così controlli anche l'autore del disco e i suoi collaboratori (importante controllare se nella realizzazione del disco non ci sia qualche DJ. Se così fosse potete buttare via il disco: dove c'è un DJ sicuramente non è un prodotto musicale, ma qualcosa di molto vicino agli escrementi di gallina, ma meno utile).

Controllato e verificato l'assenza di vari DJ, non ho esitato a comprare il disco di Joanna Newsom, ammaliato dal fascino della copertina.
Un azzardo che si è rilevato vincente: è musica!. Una voce magnifica, che si sviluppa/aviluppa in incroci e gorgheggi tra una Bjork e una Kate Bush, che rimane in bilico sul filo tracciato dalla grazia di una arpa… Dopo il primo ascolto ho subito sentito il desiderio, "la voglia", di riascoltare, di mettere in loop, a tutto volume, i cinque brani. Stupendi. Un viaggio onorico che vede la collaborazione di Jim O'Rourke, indiscutibilmente, esponente di punta del Post-Rock.
Ma questo disco va oltre il Post-Rock, oltre il Pop, oltre il Folk, oltre alla Classica.
Oltre i paradisi artificiali.

 

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