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	<title>Commenti a: Porno e Antiporno: Ma di cosa state parlando?</title>
	<link>http://www.toasa.net/2006/12/25/porno-e-antiporno-ma-di-cosa-state-parlando/</link>
	<description>.::Rari Nantes In Gurgite Vasto::.</description>
	<pubDate>Fri, 16 May 2008 21:38:46 +0000</pubDate>
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		<title>Di: Toasa &#187; Porno e Antiporno: Ma se ne continua a parlare?</title>
		<link>http://www.toasa.net/2006/12/25/porno-e-antiporno-ma-di-cosa-state-parlando/#comment-344</link>
		<dc:creator>Toasa &#187; Porno e Antiporno: Ma se ne continua a parlare?</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Jan 2007 21:56:41 +0000</pubDate>
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		<description>[...] e Antiporno: Ma se ne continua a parlare? Archiviato in: Anarchia, Società &#8212; Toasa @ 22:56  Print This Post (No Ratings Yet) &#160;Loading ...  &#160;&#160;In questo articolo avevo dato spazio alla reazionedei movimenti femministi verso la produzione dei films porno. Ora, per correttezza, pubblico uno pamphet della scrittrice statunitense Wendy McElroy che rappresenta al meglio l'altro piatto della bilancia. La sua tesi si base sull'opinione che vietare la pornografia mette in pericolo le donne, scagliandosi così contro il movimento femminista anti-porno di metà anni (ma indirettamente, parer mio, si può trovare un attacco al movimento femminista in generale). [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[&#8230;] e Antiporno: Ma se ne continua a parlare? Archiviato in: Anarchia, Società &#8212; Toasa @ 22:56  Print This Post (No Ratings Yet) &nbsp;Loading &#8230;  &nbsp;&nbsp;In questo articolo avevo dato spazio alla reazionedei movimenti femministi verso la produzione dei films porno. Ora, per correttezza, pubblico uno pamphet della scrittrice statunitense Wendy McElroy che rappresenta al meglio l&#8217;altro piatto della bilancia. La sua tesi si base sull&#8217;opinione che vietare la pornografia mette in pericolo le donne, scagliandosi così contro il movimento femminista anti-porno di metà anni (ma indirettamente, parer mio, si può trovare un attacco al movimento femminista in generale). [&#8230;]</p>
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		<title>Di: yolene</title>
		<link>http://www.toasa.net/2006/12/25/porno-e-antiporno-ma-di-cosa-state-parlando/#comment-306</link>
		<dc:creator>yolene</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 Dec 2006 02:08:54 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.toasa.net/2006/12/25/porno-e-antiporno-ma-di-cosa-state-parlando/#comment-306</guid>
		<description>su! un tocco di romanticismo puro e rosa...

I nomadi, mai come lei

Mai come lei
nessuna prima di lei
nessuna dopo di lei

nessuna
dava il suo
sorriso solo a me.

Mi son svegliato
ch'era ancora notte
ed ho rivisto

le immagini, i volti
di amori che ho ancora
rinchiusi nel cuore.

No, son lontani ormai
vive solo lei
svaniscono le ombre del

passato e resta lei.
Mai come lei
nessuna prima di lei

nessuna dopo di lei
nessuna
dava il suo

sorriso solo a me.
Mai come lei
nessuna uguale a lei

nessuna nasco per lei
quasi come se
da quel giorno in poi

non fossi vissuto mai.
Mai come lei
nessuna prima di lei

nessuna dopo di lei
nessuna oggi so che
non ho amato mai.

Mai come lei
nessuna prima di lei
nessuna dopo di lei

nessuna
dava il suo
sorriso solo a me.

Mai come lei
nessuna prima di lei
nessuna dopo di lei

nessuna
dava il suo
sorriso solo a me.

Mai come lei
nessuna prima di lei
nessuna dopo di lei

nessuna
dava il suo sorriso
solo a me.



Ecco! ora potete riprendere un'attività normale...



ps: voglio precisare che Toasa si è comprato un libro molto colto e NON-ILLUSTRATO sul genere porno ...sono testimone:Non è TUTTO cultura personale!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>su! un tocco di romanticismo puro e rosa&#8230;</p>
<p>I nomadi, mai come lei</p>
<p>Mai come lei<br />
nessuna prima di lei<br />
nessuna dopo di lei</p>
<p>nessuna<br />
dava il suo<br />
sorriso solo a me.</p>
<p>Mi son svegliato<br />
ch&#8217;era ancora notte<br />
ed ho rivisto</p>
<p>le immagini, i volti<br />
di amori che ho ancora<br />
rinchiusi nel cuore.</p>
<p>No, son lontani ormai<br />
vive solo lei<br />
svaniscono le ombre del</p>
<p>passato e resta lei.<br />
Mai come lei<br />
nessuna prima di lei</p>
<p>nessuna dopo di lei<br />
nessuna<br />
dava il suo</p>
<p>sorriso solo a me.<br />
Mai come lei<br />
nessuna uguale a lei</p>
<p>nessuna nasco per lei<br />
quasi come se<br />
da quel giorno in poi</p>
<p>non fossi vissuto mai.<br />
Mai come lei<br />
nessuna prima di lei</p>
<p>nessuna dopo di lei<br />
nessuna oggi so che<br />
non ho amato mai.</p>
<p>Mai come lei<br />
nessuna prima di lei<br />
nessuna dopo di lei</p>
<p>nessuna<br />
dava il suo<br />
sorriso solo a me.</p>
<p>Mai come lei<br />
nessuna prima di lei<br />
nessuna dopo di lei</p>
<p>nessuna<br />
dava il suo<br />
sorriso solo a me.</p>
<p>Mai come lei<br />
nessuna prima di lei<br />
nessuna dopo di lei</p>
<p>nessuna<br />
dava il suo sorriso<br />
solo a me.</p>
<p>Ecco! ora potete riprendere un&#8217;attività normale&#8230;</p>
<p>ps: voglio precisare che Toasa si è comprato un libro molto colto e NON-ILLUSTRATO sul genere porno &#8230;sono testimone:Non è TUTTO cultura personale!</p>
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	</item>
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		<title>Di: Lip Service</title>
		<link>http://www.toasa.net/2006/12/25/porno-e-antiporno-ma-di-cosa-state-parlando/#comment-305</link>
		<dc:creator>Lip Service</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 Dec 2006 00:19:06 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.toasa.net/2006/12/25/porno-e-antiporno-ma-di-cosa-state-parlando/#comment-305</guid>
		<description>pura curiosità, non essendo fruitrice di questo genere "cinematografico"...
cmq l'isteria colpisce anche chi non è arrivata proprio al porno, vedi Claudia Koll e la sua recente "conversione religiosa", visibilmente infastidita ogni volta che nelle interviste il giornalista di turno accenna al suo passato cinematografico piccante. per carità, ognuna faccia della propria vita spirituale quel che crede meglio, ma questo sputare sul proprio passato è un regalo a chi continua a catalogare le donne in sante o puttane.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>pura curiosità, non essendo fruitrice di questo genere &#8220;cinematografico&#8221;&#8230;<br />
cmq l&#8217;isteria colpisce anche chi non è arrivata proprio al porno, vedi Claudia Koll e la sua recente &#8220;conversione religiosa&#8221;, visibilmente infastidita ogni volta che nelle interviste il giornalista di turno accenna al suo passato cinematografico piccante. per carità, ognuna faccia della propria vita spirituale quel che crede meglio, ma questo sputare sul proprio passato è un regalo a chi continua a catalogare le donne in sante o puttane.</p>
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		<title>Di: Toasa</title>
		<link>http://www.toasa.net/2006/12/25/porno-e-antiporno-ma-di-cosa-state-parlando/#comment-304</link>
		<dc:creator>Toasa</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 Dec 2006 22:03:47 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.toasa.net/2006/12/25/porno-e-antiporno-ma-di-cosa-state-parlando/#comment-304</guid>
		<description>[Comment ID #302 Will Be Quoted Here]

In realtà sono dell'opinione che non cambi molto se dietro la macchina da presa ci sia una donna piuttosto che un uomo. Tra le registe "porno", in campo italiano, si annovera, Nicky Ranieri (ex-pornostar conosciuta come Magdalena Lynn e moglie di Marco Salieri) con i film "Incesto","Stupri di Guerra" e "Sequestro di Persona" che seguono, senza grosse novità, lo stile più "pratico" del genere.
Concordo con Yolène quando dice che bisogna seguire i criteri del mercato, che per i film porno, sono rivolti prevalentemente al genere maschile. Pure il montaggio (in senso di tecnica cinematografica) è costruito per venire incontro a questi criteri. Per fare un esempio prendo la serie porno "Il Violentatore". La costruzione dei vari episodi di questa serie è così costruita: 3 atti (in media per episodio) sessuali intervallati da pause (che possono essere un dialogo ovvero il personaggio principale - il violentatore - che ricorda le sue gesta e/o si confessa in carcere). Si evince che la tecnica di montaggio usata deve rispettare i tempi della masturbazione maschile.
Altro criterio è la scelta dello stereotipo corporeo della donna che deve seguire certi stilemi. Se negli U.S.A. si risolve il problema utilizzando tecniche plastiche, in Europa, si usano tecniche naturali reclutando le varie "reginette" proveniente dai paesi dell'est (Eva Henger e Cristina Bella: giusto per fare due nomi).

D'altro canto le donne nel campo pornografico, le pornografe, hanno un comportamento che definirei "isterico". La più famosa è Linda Lovelace (aka Gola Profonda) che nella sua vita ha pubblicato almeno quattro autobiografie: in una esaltava e elogiava il mondo della pornografia; in un'altro (il terzo: Ordeal), in piena campagna femminista antiporno, sosteneva di essere stata costretta con la violenza fisica (pestaggio) e psicologica (Deep Throat, secondo l'autobiografia #3, è stato girato avendo sempre una pistola puntata alla testa) ad accettare pratiche sessuali estreme (si ricorda nel libro, l'obbligo di fare sesso con un cane); e poi, successivamente, con interviste di vario genere, ritrattare nuovamente tutto... 
La stessa Ovidie Becht, citata da Yolène, ha pubblicato un libro dal titolo "Porno Manifesto (2002)" in difesa della pornografia; peccato, però, che il contenuto del libro, a livello filosofico-politico, rasenti l'ingenuità e la furbizia partigiana dell'autrice.
Un'altra "isterica" del porno, ma non so quanto per colpa/merito suo, è, la già citata, Eva Henger... divenuta la madrina dei bambini, la compagna del Gabibbo, in uno spazio temporale alquanto breve e improvviso (segno che non esiste più una linea di confine tra pornografia cinematografica e televisione?). 

Concludo citanto il film "Baise Moi" (2000) di Virginie Despentes (autrice del romanzo omonimo) e Coralie (attrice e regista porno francese): una rivisitazione di Thelma &#038; Louise in chiave pornografica con incursioni di violenza spregiudicatamente gratuita. Lo scopo delle autrici era di seguire l'avanguardia digitale del Dogma (?!?!), ma il risultato finale è praticamente grottesco e risibile; impossibile salvare la recitazione dato che le autrici hanno optato per attrici provenienti dal mondo della pornografia (e si sa che i dialoghi non sono il loro pezzo forte). Come ho scritto nell'articolo, decisamente superiori sono i film porno (in quel caso esisteva una componente cinematografica che ci permette, senza sensi di colpa, di usare la parola film) della seconda metà anni 70. Fra tutti, in piena fase sperimentale, va ricordato "Thundercrack!" (1975) di Curt McDowell.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<blockquote class='comment_quote'><p><a href="http://www.toasa.net/2006/12/25/porno-e-antiporno-ma-di-cosa-state-parlando/#comment-302" title="Click here to view the original comment"><em>Lip Service on 26 Dicembre 2006 at 16:15 said:</em></a></p>
<p>domanda: esistono film porno diretti da una donna?</p></blockquote>
<p>In realtà sono dell&#8217;opinione che non cambi molto se dietro la macchina da presa ci sia una donna piuttosto che un uomo. Tra le registe &#8220;porno&#8221;, in campo italiano, si annovera, Nicky Ranieri (ex-pornostar conosciuta come Magdalena Lynn e moglie di Marco Salieri) con i film &#8220;Incesto&#8221;,&#8221;Stupri di Guerra&#8221; e &#8220;Sequestro di Persona&#8221; che seguono, senza grosse novità, lo stile più &#8220;pratico&#8221; del genere.<br />
Concordo con Yolène quando dice che bisogna seguire i criteri del mercato, che per i film porno, sono rivolti prevalentemente al genere maschile. Pure il montaggio (in senso di tecnica cinematografica) è costruito per venire incontro a questi criteri. Per fare un esempio prendo la serie porno &#8220;Il Violentatore&#8221;. La costruzione dei vari episodi di questa serie è così costruita: 3 atti (in media per episodio) sessuali intervallati da pause (che possono essere un dialogo ovvero il personaggio principale - il violentatore - che ricorda le sue gesta e/o si confessa in carcere). Si evince che la tecnica di montaggio usata deve rispettare i tempi della masturbazione maschile.<br />
Altro criterio è la scelta dello stereotipo corporeo della donna che deve seguire certi stilemi. Se negli U.S.A. si risolve il problema utilizzando tecniche plastiche, in Europa, si usano tecniche naturali reclutando le varie &#8220;reginette&#8221; proveniente dai paesi dell&#8217;est (Eva Henger e Cristina Bella: giusto per fare due nomi).</p>
<p>D&#8217;altro canto le donne nel campo pornografico, le pornografe, hanno un comportamento che definirei &#8220;isterico&#8221;. La più famosa è Linda Lovelace (aka Gola Profonda) che nella sua vita ha pubblicato almeno quattro autobiografie: in una esaltava e elogiava il mondo della pornografia; in un&#8217;altro (il terzo: Ordeal), in piena campagna femminista antiporno, sosteneva di essere stata costretta con la violenza fisica (pestaggio) e psicologica (Deep Throat, secondo l&#8217;autobiografia #3, è stato girato avendo sempre una pistola puntata alla testa) ad accettare pratiche sessuali estreme (si ricorda nel libro, l&#8217;obbligo di fare sesso con un cane); e poi, successivamente, con interviste di vario genere, ritrattare nuovamente tutto&#8230;<br />
La stessa Ovidie Becht, citata da Yolène, ha pubblicato un libro dal titolo &#8220;Porno Manifesto (2002)&#8221; in difesa della pornografia; peccato, però, che il contenuto del libro, a livello filosofico-politico, rasenti l&#8217;ingenuità e la furbizia partigiana dell&#8217;autrice.<br />
Un&#8217;altra &#8220;isterica&#8221; del porno, ma non so quanto per colpa/merito suo, è, la già citata, Eva Henger&#8230; divenuta la madrina dei bambini, la compagna del Gabibbo, in uno spazio temporale alquanto breve e improvviso (segno che non esiste più una linea di confine tra pornografia cinematografica e televisione?). </p>
<p>Concludo citanto il film &#8220;Baise Moi&#8221; (2000) di Virginie Despentes (autrice del romanzo omonimo) e Coralie (attrice e regista porno francese): una rivisitazione di Thelma &#038; Louise in chiave pornografica con incursioni di violenza spregiudicatamente gratuita. Lo scopo delle autrici era di seguire l&#8217;avanguardia digitale del Dogma (?!?!), ma il risultato finale è praticamente grottesco e risibile; impossibile salvare la recitazione dato che le autrici hanno optato per attrici provenienti dal mondo della pornografia (e si sa che i dialoghi non sono il loro pezzo forte). Come ho scritto nell&#8217;articolo, decisamente superiori sono i film porno (in quel caso esisteva una componente cinematografica che ci permette, senza sensi di colpa, di usare la parola film) della seconda metà anni 70. Fra tutti, in piena fase sperimentale, va ricordato &#8220;Thundercrack!&#8221; (1975) di Curt McDowell.</p>
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	<item>
		<title>Di: yolene</title>
		<link>http://www.toasa.net/2006/12/25/porno-e-antiporno-ma-di-cosa-state-parlando/#comment-303</link>
		<dc:creator>yolene</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 Dec 2006 15:52:55 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.toasa.net/2006/12/25/porno-e-antiporno-ma-di-cosa-state-parlando/#comment-303</guid>
		<description>Beh. Credo che giulio abbia risposto sul punto della 'donna-oggetto', quindi della presentazione di una donna soddisfacente e 'accoglientissima'... e anche sul fatto che tanto, il pubblico è quello maschile, un pubblico che vuole solo 'vedere' i suoi fantasmi realizzati sullo schermo.. e allora non bisogna rompere con darle quello che hanno già, che possa rivelarsi incombrente: una personalità (che non è l'elemento più eccitante al livello fisiologico) e perfino una realtà (tipo 'se gli si fa questo, puo' sentire male?' o 'ma questo è anatomicamente possibile?'... non importa perché il film deve realizzare dei fantasmi). lo dice bene Gaber quando parla della masturbazione: è un puro egoismo, ed è giusto che sia cosi.
Certo, ci sono donne che dicono di eccitarsi con i film porno, ma credo che sia piùttosto un modo di fare le donne 'liberate' e quindi uguali agli uomini (non essendo la 'visione' un senso predominante nell'eccitazione femminile...). E vediamo che se esistono uomini incapaci di avere un'erezione se non alimentata da film porno (porni?) ai quali si sono assuefatti... non credo che esistino femmine in questo caso... quindi il pubblico è maschile punto.

Ma trattandosi della violenza presente nei film porno, io ci vedo qualcos'altro...
secondo me, si tratta del fatto che la sessualità sia uno degli istinti fondamentali, associata ad altri istinti altretanto fondamentali (dico associata perché non credo, come i psicanalisti primitivi, che gli istinti siano tutti sessuali... al limite possono essere sessuali-zzati). Il fatto che la sessualità è un luogo di sfogo dove devi per forza lasciare da parte la tua ragione (non per caso quando godiamo non capiamo più niente e ci sconnettiamo dal mondo).
Quindi, lasciando scappare uno dei tuoi istinti, beh a volte lasci scappare anche un'altro (quello della sessualità o quello della violenza, cause o consequenze, in tutti e due i sensi).

Andrei anche oltre. Credo che la repressione della sessualità abbia portato un'identificazione di essa con la sporcizia, col male.
Ora pero', c'è meno repressione della sessualità, eppure sembra che l'eccitazione richieda sempre più estremismi, sempre più cose orribili (tipo queifilm intenzionalmente porno che in realtà sono film horror).
Credo che venga dal fatto che in parallela con la repressione della sessualità, si sia sviluppato il sentimento che il male sia godevole.
La religione (ma non solo, anche la filosofia occidentale e le filosofie che dicono di non essere religioni, ma che alla fine sono più o meno uguali ad esse) ha voluto che l'uomo si distacca dai piaceri terrestri e quindi fisici per elevarsi alla pura spiritualità (pura utopia).
Per cui, la storia ha scritto nella coscienza umana: godimento fisico=male ...
E l'inconscio umano ha risposto male=godimento fisico.
Logica assoluta! Ogni professore di matematica ce l'ha detto 'non potete porre il segno '=' se non potete intervertire i termini che lo circondano!
Ordunque, se la repressione è diminuita, l'equazione è rimasta impressa dentro di noi. E ora, non è abbastanza trasgressivo fare sesso senza avere intenzione di procreare, neanche fare sesso in posizioni accrobatiche: è il minimo sindacale! 
siccome l'idea che per godere di più bisogna essere più sporchi, più cattivi, più eccessivi, e che i limiti della decenza diminuiscono (prima lo scambio di coppia, i triangoli, le orgie o gli aiuti 'strumentalizzati' erano una cosa di cui nessuno parlava, ma ora se ne  parla nelle trasmissioni  con noncuranza, e praticamente se non l'hai fatto sei un has-been...) allora i bisogni di trasgressione per l'eccitazione (che è lo scopo di un film porno), tesa dall'equazione implaccabile, si fanno più difficili da soddisfare, più estremi.
quindi se prima si vendevano fotografie di giovani donzelle che mostravano la caviglia, ora per vendere i film bisogna mostrare donzelle possibilmente minoreni che si fanno stuprare da cani possibilmente rabbiosi. I film porno dove vedi solo due persone che scopano, con tanti zoom sulle parti e sulle smorfie un po' ridicole degli attori, non fanno più sognare quelli che vogliono sentirsi perversi il tempo di una sega.

C'è stato la liberazione sessuale, ma non c'è stato la liberazione del cervello... quindi siamo liberi di essere sempre più sporchi per godere sempre più.
Chi non ha mai sentito dopo l'amore (diciamo dopo il sesso... cosi s'includono più possibilità) una piccola premura, una specie di dellusione stanca, una micro-depressione, con l'impressione di ritrovarsi in una città devastata dopo la tempesta? e la tempesta siamo stati noi stessi.

quando è che gli uomini (e le donne) potrano scopare in pace con la coscienza?


ps: c'è Ovidia, che è molto famosa perché è spesso invitata nelle trasmissioni tv, che ha fatto film porno... ma le donne devono comunque seguire i criteri el mercato che sono maschili(sti).</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Beh. Credo che giulio abbia risposto sul punto della &#8216;donna-oggetto&#8217;, quindi della presentazione di una donna soddisfacente e &#8216;accoglientissima&#8217;&#8230; e anche sul fatto che tanto, il pubblico è quello maschile, un pubblico che vuole solo &#8216;vedere&#8217; i suoi fantasmi realizzati sullo schermo.. e allora non bisogna rompere con darle quello che hanno già, che possa rivelarsi incombrente: una personalità (che non è l&#8217;elemento più eccitante al livello fisiologico) e perfino una realtà (tipo &#8217;se gli si fa questo, puo&#8217; sentire male?&#8217; o &#8216;ma questo è anatomicamente possibile?&#8217;&#8230; non importa perché il film deve realizzare dei fantasmi). lo dice bene Gaber quando parla della masturbazione: è un puro egoismo, ed è giusto che sia cosi.<br />
Certo, ci sono donne che dicono di eccitarsi con i film porno, ma credo che sia piùttosto un modo di fare le donne &#8216;liberate&#8217; e quindi uguali agli uomini (non essendo la &#8216;visione&#8217; un senso predominante nell&#8217;eccitazione femminile&#8230;). E vediamo che se esistono uomini incapaci di avere un&#8217;erezione se non alimentata da film porno (porni?) ai quali si sono assuefatti&#8230; non credo che esistino femmine in questo caso&#8230; quindi il pubblico è maschile punto.</p>
<p>Ma trattandosi della violenza presente nei film porno, io ci vedo qualcos&#8217;altro&#8230;<br />
secondo me, si tratta del fatto che la sessualità sia uno degli istinti fondamentali, associata ad altri istinti altretanto fondamentali (dico associata perché non credo, come i psicanalisti primitivi, che gli istinti siano tutti sessuali&#8230; al limite possono essere sessuali-zzati). Il fatto che la sessualità è un luogo di sfogo dove devi per forza lasciare da parte la tua ragione (non per caso quando godiamo non capiamo più niente e ci sconnettiamo dal mondo).<br />
Quindi, lasciando scappare uno dei tuoi istinti, beh a volte lasci scappare anche un&#8217;altro (quello della sessualità o quello della violenza, cause o consequenze, in tutti e due i sensi).</p>
<p>Andrei anche oltre. Credo che la repressione della sessualità abbia portato un&#8217;identificazione di essa con la sporcizia, col male.<br />
Ora pero&#8217;, c&#8217;è meno repressione della sessualità, eppure sembra che l&#8217;eccitazione richieda sempre più estremismi, sempre più cose orribili (tipo queifilm intenzionalmente porno che in realtà sono film horror).<br />
Credo che venga dal fatto che in parallela con la repressione della sessualità, si sia sviluppato il sentimento che il male sia godevole.<br />
La religione (ma non solo, anche la filosofia occidentale e le filosofie che dicono di non essere religioni, ma che alla fine sono più o meno uguali ad esse) ha voluto che l&#8217;uomo si distacca dai piaceri terrestri e quindi fisici per elevarsi alla pura spiritualità (pura utopia).<br />
Per cui, la storia ha scritto nella coscienza umana: godimento fisico=male &#8230;<br />
E l&#8217;inconscio umano ha risposto male=godimento fisico.<br />
Logica assoluta! Ogni professore di matematica ce l&#8217;ha detto &#8216;non potete porre il segno &#8216;=&#8217; se non potete intervertire i termini che lo circondano!<br />
Ordunque, se la repressione è diminuita, l&#8217;equazione è rimasta impressa dentro di noi. E ora, non è abbastanza trasgressivo fare sesso senza avere intenzione di procreare, neanche fare sesso in posizioni accrobatiche: è il minimo sindacale!<br />
siccome l&#8217;idea che per godere di più bisogna essere più sporchi, più cattivi, più eccessivi, e che i limiti della decenza diminuiscono (prima lo scambio di coppia, i triangoli, le orgie o gli aiuti &#8217;strumentalizzati&#8217; erano una cosa di cui nessuno parlava, ma ora se ne  parla nelle trasmissioni  con noncuranza, e praticamente se non l&#8217;hai fatto sei un has-been&#8230;) allora i bisogni di trasgressione per l&#8217;eccitazione (che è lo scopo di un film porno), tesa dall&#8217;equazione implaccabile, si fanno più difficili da soddisfare, più estremi.<br />
quindi se prima si vendevano fotografie di giovani donzelle che mostravano la caviglia, ora per vendere i film bisogna mostrare donzelle possibilmente minoreni che si fanno stuprare da cani possibilmente rabbiosi. I film porno dove vedi solo due persone che scopano, con tanti zoom sulle parti e sulle smorfie un po&#8217; ridicole degli attori, non fanno più sognare quelli che vogliono sentirsi perversi il tempo di una sega.</p>
<p>C&#8217;è stato la liberazione sessuale, ma non c&#8217;è stato la liberazione del cervello&#8230; quindi siamo liberi di essere sempre più sporchi per godere sempre più.<br />
Chi non ha mai sentito dopo l&#8217;amore (diciamo dopo il sesso&#8230; cosi s&#8217;includono più possibilità) una piccola premura, una specie di dellusione stanca, una micro-depressione, con l&#8217;impressione di ritrovarsi in una città devastata dopo la tempesta? e la tempesta siamo stati noi stessi.</p>
<p>quando è che gli uomini (e le donne) potrano scopare in pace con la coscienza?</p>
<p>ps: c&#8217;è Ovidia, che è molto famosa perché è spesso invitata nelle trasmissioni tv, che ha fatto film porno&#8230; ma le donne devono comunque seguire i criteri el mercato che sono maschili(sti).</p>
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		<title>Di: Lip Service</title>
		<link>http://www.toasa.net/2006/12/25/porno-e-antiporno-ma-di-cosa-state-parlando/#comment-302</link>
		<dc:creator>Lip Service</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 Dec 2006 15:15:47 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.toasa.net/2006/12/25/porno-e-antiporno-ma-di-cosa-state-parlando/#comment-302</guid>
		<description>domanda: esistono film porno diretti da una donna?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>domanda: esistono film porno diretti da una donna?</p>
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		<title>Di: Giulio</title>
		<link>http://www.toasa.net/2006/12/25/porno-e-antiporno-ma-di-cosa-state-parlando/#comment-301</link>
		<dc:creator>Giulio</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 Dec 2006 10:46:51 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.toasa.net/2006/12/25/porno-e-antiporno-ma-di-cosa-state-parlando/#comment-301</guid>
		<description>La donna è puttana per natura così come l'uomo è porco per la stessa natura. Siamo tutti oggetti uomini e donne, altrimenti non saremmo così tanti sulla terra.

Ognuno usa il suo tipo di pennacchio. Se non viene offerta una scollatura viene esibita una citazione colta. Alla sorgente qual'è la differenza? La pulsione è sempre la stessa.

Il punto è: chi è che, in media, ha più potere d'acquisto sul mercato? Il sesso maschile tra i trenta e i sessant'anni (purtroppo anche oltre). Quindi la pubblicità di un auto sarà ben pagata dalla casa automobilistica se il pubblico target è incollato alla tv grazie a un bel culo.
Su 'Donna Moderna' si usano 'pacchi' così come i lecca lecca sono semplicemente posti ad altezza di bambino al supermercato (non vuole essere una frase pedofila).

La cultura terrestre è piuttosto rozza e purtroppo è autoalimentata da un sistema commerciale che rovina ogni poesia.

Film correlato: La città delle donne - Fellini (1980)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>La donna è puttana per natura così come l&#8217;uomo è porco per la stessa natura. Siamo tutti oggetti uomini e donne, altrimenti non saremmo così tanti sulla terra.</p>
<p>Ognuno usa il suo tipo di pennacchio. Se non viene offerta una scollatura viene esibita una citazione colta. Alla sorgente qual&#8217;è la differenza? La pulsione è sempre la stessa.</p>
<p>Il punto è: chi è che, in media, ha più potere d&#8217;acquisto sul mercato? Il sesso maschile tra i trenta e i sessant&#8217;anni (purtroppo anche oltre). Quindi la pubblicità di un auto sarà ben pagata dalla casa automobilistica se il pubblico target è incollato alla tv grazie a un bel culo.<br />
Su &#8216;Donna Moderna&#8217; si usano &#8216;pacchi&#8217; così come i lecca lecca sono semplicemente posti ad altezza di bambino al supermercato (non vuole essere una frase pedofila).</p>
<p>La cultura terrestre è piuttosto rozza e purtroppo è autoalimentata da un sistema commerciale che rovina ogni poesia.</p>
<p>Film correlato: La città delle donne - Fellini (1980)</p>
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