Kate Moss: Modella dell’anno?

  

Scintilla…
Cocaina e qualche scandalo libertino (citazione colta): ecco quello che imperversa al giorno d'oggi.
Kate Moss: molto semplicemente rappresenta la morte e non la femminilità:

1. Non ha tette.
2. Non ha culo.
3. Al posto delle gambe ha fil di ferro.

18 comments

  1. avatar
    Stefania

    non ti pare che il tuo sia un giudizio decisamente di parte?
    la moda vive di modelli da imporre per vendere un certo stile, e fin qua siamo dello stesso parere.
    ma tutte le donne che hanno la sua stessa corporatura allora cosa dovrebbero fare, buttarsi da un ponte perchè non hanno i requisiti giusti che le “etichetti” quali femminili?
    il femminile non si può relegare soltanto ad un seno abbondante o un tacco a spillo.
    e poi non credo che questo riconoscimento abbia a che fare con lo “scandalo” cocaina, penso sia collegato all’aspetto professionale dell’essere modella, i fotografi che hanno lavorato con lei la definiscono la più professionale sul mercato.
    poi possiamo discutere sul fatto che purtroppo in questo modo si comunica un esempio “sbagliato” soprattutto alle adolescenti, e anche qui sono del tuo parere.
    però se il titolo lo davano a una Campbell tette-fornita ma che picchia le sue colf avresti fatto lo stesso articolo?

  2. avatar
    Stefania

    e ti dirò di più, i requisiti che tu citi non rientrano nella femminilità quanto nel metro di giudizio che gli uomini avevano un tempo per capire quali donne fossero in grado di “figliolare”, tette grosse e fianchi larghi…noto che certi modi sono duri a morire nella testa degli uomini…

  3. avatar
    yolene

    Stefania on 4 novembre 2006 at 19:18 said:

    e ti dirò di più, i requisiti che tu citi non rientrano nella femminilità quanto nel metro di giudizio che gli uomini avevano un tempo per capire quali donne fossero in grado di “figliolare”, tette grosse e fianchi larghi…noto che certi modi sono duri a morire nella testa degli uomini…

    “”non ti pare che il tuo sia un giudizio decisamente di parte?”"

    trattandosi di ‘bellezza’… non esiste l’obiettività, quindi per forza ogni giudizio è ‘di parte’. è la definizione stessa del ‘giudizio’.

    “”la moda vive di modelli da imporre per vendere un certo stile, e fin qua siamo dello stesso parere.
    ma tutte le donne che hanno la sua stessa corporatura allora cosa dovrebbero fare, buttarsi da un ponte perchè non hanno i requisiti giusti che le “etichetti” quali femminili?”"

    fin’ora sono le donne che hanno troppo culo, troppe tette, troppo tutto, e non riescono a dimagrire che si ritrovano sul parapetto dei ponti (dico cosi, ma diciamo che in realtà si ritrovano nelle sale dei chirurghi, o nei centri speciali per ‘obesi’ rinchiusi come fossero grandi malati mentali, e questo è nel migliore dei casi, cioè quello in cui hanno i soldi per pagarseli).

    “”il femminile non si può relegare soltanto ad un seno abbondante o un tacco a spillo.”"

    d’accordo. solo che i caratteri sessuali acquisiti alla pubertà si trovano essere il seno, i peli, il culo (per non parlare delle menstruazioni… maledette che siamo a nascere femmine)… come mai ora la moda va alle donne piatte e depilate ‘dapertutto’??? la società non sarebbe un po’ spaventata davanti alla femminilità oramai NELLE NOSTRE SOCIETA OCCIDENTALI ‘liberata’ dall’oppressione dell’essere ‘completo’ (per citare Aristotele… fosse solo lui ad averlo detto!) che è l’uomo? non è che stiano cercando di rifugiarsi nei valori più sicuri(più maleabili) di fragilità e d’assenza di ‘carne’ dell’infanzia?
    Noto è il fatto che le modele delle riviste come Glamour, la maggior parte delle volte non hanno più di quindici anni (perché loro sono ‘fatte bene’, certo), lo dicono i redattori stessi: sono truccate per sembrare più ‘vecchie’ ma le loro forme, ovvero la loro assenza di forma non si trova nelle donne ‘vecchie’ (cioè sur 18, 25, 30 anni) che le guardano, e che, loro, hanno avuto la pubertà. Perché?

    “”e poi non credo che questo riconoscimento abbia a che fare con lo “scandalo” cocaina, penso sia collegato all’aspetto professionale dell’essere modella, i fotografi che hanno lavorato con lei la definiscono la più professionale sul mercato.”"

    come uno puo’ essere ‘professionale’ quando è fatto? Provaci tu a farti una riga di cocaina e poi a stare ferma in piedi….

    “”poi possiamo discutere sul fatto che purtroppo in questo modo si comunica un esempio “sbagliato” soprattutto alle adolescenti, e anche qui sono del tuo parere.”"

    Si il problema, come dici tu è quello delle donne che vogliono assomigliare alle bambine. Ma non solo. Il problema è anche quello della sessualizazione delle bambine/adolescenti. tutti e due mi sembrano pericolosi.

    “”però se il titolo lo davano a una Campbell tette-fornita ma che picchia le sue colf avresti fatto lo stesso articolo?”"

    Beh se tu dici che hanno giudicato ‘la professionalità’ (di cui, riguardo kate moss, dubito sia cosi tanto migliore di quella delle altre) allora anche la campbell poteva averlo, il carattere di merda non essendo un ostacolo (lui!) alla professionalità.

    comunque io sono d’accordo con Toasa non, come molto persone pensano, perché io invidio la loro magrezza (io di tette non è che ne abbia un gran ché… purtroppo) ma perché la trovo una cosa molto spaventoas e un po’ assurda. Avendo convissuto con un’anoressica, e per averla vista in casa d’estate come pochi vestiti addosso, posso dirti che quei corpi magrissimi non sono belli. sono spaventosi. ricordano certe immagini viste a scuola, quando si studiava il novecento… Certo, non tutte le anoressiche lo sono per assomigliare alle fotomodele (altri problemi psicologici, che non c’entrano con la bellezza provocano l’anoressia mentale), ma certe si.
    Negli anni 70 le grandi muse erano magre in reazione proprio al destino di essere ‘figlie, spose, madri, casalinghe’, in ribellione contro la femminilità imposta loro come una condanna. Oggi, non è più questo lo scopo. lo scopo è l’ascetismo della società, l’ipocrisia del sesso quasi senza carne, del sesso come scopo di piacere, come un fregarsi di due organi, non più di due corpi. E facilmente si puo’ immaginare (anzi, si puo’ vedere) le conseguenze di un tale attegiamento riguardo al proprio corpo e a quello dell’altro.

    Ora le donne dovrebbero vergognarsi di crescere donne, di avere tette, culo, cellulite? è questo che la liberazione della donna ci ha portato?

    Lo dico da femminista vera, perché il femminismo non è cercare di negare gli attributi differenziali del proprio genere, è la rivendicazione di loro; non è cercare di diventare ‘come’ i maschi, di comportarsi ‘come’ loro, ma è dinunciare certi loro comportamenti, certe idee, loro o quelle delle nostre madri, delle nostre nonne, delle nostre conoscenze.
    Lo dico da ex-adolescente, che, vedendo le sue cosce cambiare sotto l’impulsione delle ormoni, pensava di diventare ‘grassa’ piuttosto che ‘donna’.
    Lo dico anche da chi, in realtà, non gliene frega niente di chi sia stata eletta ‘migliore fotomodella dell’anno’, perché questo sistema e i criteri che impone (io Marianne James la trovo bellissima), e tutti i suoi satelliti di veline, di donne liberate solo dai vestiti, di tv italiana (e di certi programmi della tv francese)… mi disgusta, e mi fa solo sentire che ci siamo liberate di una gabbia per rifugiarci dentro un’altra. Ci sono quelle che vorrebbero uscirne, e ci sono quelle che vorrebbero solo ottenere il posto più bello della gabbia,quello con la vista sul mare.

  4. avatar
    Toasa

    Come si fa a rispondere ora?
    Quello su cui posso obiettare è sul fatto che Kate Moss sia “professionale”. Dubito che gli eroinomani (e a riguardo della Moss non sono dicerie) siano persone professionali.
    Prendi Syd Barrett, nel momento in cui il suo abuso di allucinogeni è diventato pesante gli altri membri del gruppo sono stati costretti a “scartarlo”… così come un Piero Ciampi… ubriaco sempre… e infatti i suoi musicisti non gli volevano bene (come canta Claudio Lolli).
    Ora se per “professionale” si intende una modella che non fa troppe storie per fare un pompino… beh… allora il contesto è diverso. Allora sì, lei è la persona giusta.

    Diciamo che Kate Moss è stata premiata come “modella dell’anno” (e non dell’ano) perché in questi ultimi mesi è sempre stata sotto l’occhio del gossip… per non parlare della relazione con quel fantoccio di pseudo-musicista inglese, che basta vederlo in faccia per pensare che avrebbe avuto bisogno di un padre con la mano pesante. Borghesuccio.

    Ah, il modello… lo dice già la parola stessa… come il modello dell’unità di massa che è un cilindro di platino-iridio.

    Mille volte meglio una Bellucci o una Ferilli… oppure una Asia “Sticazzi” Argento.
    Il loro problema è che parlano… dopotutto le modelle non devono parlare… come diceva Testa oggi tutti vogliono saper fare tutto… e così capita che un Valentino Rossi si metta a parlare (e lui dovrebbe solo guidare), che i calciatori si mettano a fare televisione e pubblicità sceme (e si dimenticano che loro dovrebbero calciare solo un pallone), oppure attori che si mettono a disquisire sul senso della vita oppure analizzare un’opera di Sofocle. Basta!

  5. avatar
    yolene

    assolutamente d’accordo sugli artisti.
    tipo maria de medeiros (sti nomi!) che ammiro come attrice… ho visto e sentito che fa uno spettacolo cantato, e sinceramente… non sono più stonata di lei (con tutto il realismo che ho sulle mie capacità vocali).
    o, infatti, quando gli attori in tv sono interrogati sulle loro opinioni politiche quasi fossero dei grandi pensatori, ma anche quando sono interrogati sui personnaggi che interpretano: cioè certo, per recitarlo, hanno dovuto capire la sua psicologia, ma perché quando un attore interpreta Caligula e viene a parlarne in tv, si sente il bisogno di comportarsi quasi fosse più bravo di tutti gli storici, di tutti i letterati della storia e del mondo per darci LA verità su caligula?

    sempre riguardo a kate moss, direi che sicuramente non è l’unica a drogarsi in questo ambito. ma non penso neanche sia la migliore professionista proprio per le stesse ragioni.

    ps a toasa: che eleganza nei giochi di parola!!!

  6. avatar
    Stefania

    è alquanto ironico leggere che ti definisci femminista quando poche righe prime ti sei esibità nella classica banalità del “per non parlare delle menstruazioni… maledette che siamo a nascere femmine”.
    se ad essere incapaci di vivere il proprio corpo femminile sono le stesse femministe, allora ahinoi, siamo proprio alla frutta.

  7. avatar
    yolene

    1- \’maledette….\’: riferimento a una preghiera ebrea dei maschi che ringraziano dio di non averli fatti nascere femmine.
    2- rivendicare la femminilità non significa idealizzare la realtà. non si tratta di negare che certi richiami della natura sono dolorosi.
    3- poi ovviamente tutte le donne sono diverse: alcune passano quei momenti senza problemi (parlo al livello fisico) come si vede nelle pubblicità per gli assorbenti; altre hanno il \’sindroma\’ menstruale, come me, abbastanza perturbatorio, paralizzante e molto doloroso.
    4- l\’incapacità non è quella di \’vivere\’ il proprio corpo femminile, ma è quella di muoverlo in certi periodi.
    5- la sofferenza non è un difetto.

  8. avatar
    Stefania

    ti sconvolgerà sapere una cosa: la sindrome premestruale NON ESISTE, è una fissazione che è stata inculcata nella testa delle donne per far felici le case farmaceutiche che fanno i soldi grazie a pillole di tutte le forme e i colori per ovviare a un malessere che è solo nella testa della donna, e che esiste davvero solo se si è di fronte a disfunzioni fisiche, quindi ad una percentuale bassissima della popolazione femminile.
    farci credere che in quei giorni siamo sporche, acide, inutili a compiere qualsiasi azione tranne l’infilarci un tampone in mezzo alle gambe è solo uno dei modi per continuare a farci sentire inferiori.
    hai mai provato a rispondere ad un ragazzo “ho le mestruazioni” invece del ridicolo “ho le mie cose”? nel primo caso ti senti rispondere “povera piccina, chissà come stai male!” e ti trattano come una cerebrolesa, nel secondo caso vedrai apparire sul volto dell’interlocutore una maschera di disgusto che neanche Munch avrebbe mai immaginato di poter riprodurre…orrore e raccapriccio, ha osato pronunciare ad alta voce QUELLA parola!!!
    ebbene sì, eccheccazzo!!
    MESTRUAZIONI! MESTRUAZIONI! MESTRUAZIONIIIIIIIIIIIIIIIIIIIII!!
    aaaaaaaaaaaahhhhhhhhhh!!! che liberazione!!
    la sofferenza è un difetto quando si permette a questi imbecilli di ficcarci in testa un problema CHE NON ESISTE!!!
    il sangue che era sacro lo hanno fatto diventare impuro, sti poveri idioti terrorizzati dal femminile!!
    nessun delirio pagano nelle mie parole, è solo ciò che vivo ogni giorno, perchè il ciclo dura SEMPRE si chiama ciclo proprio perchè non ha inizio e fine, è un alternarsi di diverse energie fisiche ed emozionali e guai a permettere a qualcuno di farci sentire inette se stiamo attraversando una fase in cui il nostro corpo ci sta solo chiedendo di smetterla di perdere tempo con l’esterno e di dedicargli un po’ più attenzione…
    cazzo, dio quanto mi fa incazzare vedere in giro tutta questa incapacità di saper vivere nella propria pelle!!! e parlo sia delle donne che degli uomini!!
    voglio una nuova epoca della carne e della pelle, la mente ci ha rotto i coglioni!!!

  9. avatar
    Stefania

    mi correggo: lo sguardo in stile orrore e raccapriccio si riceve se si dice “ho le mestruazioni” non “ho le mie cose”
    perdonami, ma quando sento tirare fuori questo tema prendo letteralmente fuoco perchè detesto che si faccia passare per malattia ciò che non è.

  10. avatar
    yolene

    credo che per stare bene nel proprio corpo, bisogna anche conoscerlo.
    ora. non basta essere \’all\’ascolto del suo corpo\’ per questo ma anche imparare.

    capitoli di qualsiasi libro di anatomia umana, da leggere per capire il ciclo:
    - apparato riprodutivo femminile (ovviamente)
    - apparato circolatorio (anche la circolazione cerebrale)
    - sistema endocrino (sapere che un ormone non è uguale a una funzione sola, ma puo\’ avere diverse funzionalità e anche le situazioni delle ghiandole nel cervello -sapere che una ghiandola come l\’ipofisi, situata vicino a ipotalamo…)
    - anatomia della regione addominale (per capire che l\’utero durante il ciclo cambia volume e puo\’ dare certi disaggi a quella zona).

    io non nego che certi sintomi, anche certe malattie possano avere motivi somatici. ma non credo nelle tesi estremiste del tutto-somatico. credo che nel mondo esistono batteri, virus, malattie degenerative… e non credo il motivo e la soluzione di tutto stia nella testa.

    non ho mai parlato di \’malattia\’ riguardo le mestruazioni.

    ho sempre detto \’mestruazioni\’ e non me ne frega niente dell\’effetto che possa avere sugli altri.

    ps: sono molto contenta per te, che non hai nessun disagio durante le mestruzioni, al punto di negare quelli delle altre.

  11. avatar
    Stefania

    io non nego i disagi delle altre.
    affermo solo che sono diretta conseguenza dell’equazione mestruazioni=dolore.
    pensa un pò il caso, ho smesso di avere questi disagi proprio quando ho cambiato il mio approccio mentale con le mestruazioni.
    batteri e virus? e chi ne nega l’esistenza?! però ti chiedi mai perchè “quel” virus, perchè “in quella” parte del corpo? perchè in “quel” determinato periodo? evidentemente no.
    e la soluzione non sta nella testa, ma nel “tutto”.
    concetto ben diverso.

  12. avatar
    yolene

    ho cercato… ma nonostante le belle parole, la terminologia pseudo-scientifica (o pseudo-psichiatrica) non mi fido di questo tipo di discorsi.
    non nego che le altre culture possono avere buon modi di occuparsi del corpo e della mente. non dico che la scienza occidentale sia quella migliore di tutte.
    non credo neanche che la scienza sia una disciplina esatta (sia quella della altre culture che quella occidentale).
    pero’, dato che io SONO occidentale, che io ho questa cultura, non mi fido di certi pensieri orientali, perché credo che per noi sia difficile distinguere, in quella costellazione di pensieri, un pensiero settario di uno più serio.
    se ho vogliadi esaltarmi di spiritualità… direi che preferisco leggere i greci. ma se mi piace esaltarmi per certi pensieri, non significa che devo crederci, o che devo credere in ‘tutto’ il pensiero.

    per cui, per capire i virus e i batteri, mi limito alla virologia e alla batteriologia, e per capire il corpo (che, si, è legato alla mente, per questo dico che credo nella somatizazione, ho un po’ di conoscenze di psichologia…) mi limito all’anatomia, alla fisiologia, alla biochimica.
    anzi, il tuo pensiero sui virus (che la conseguenza della loro invasione sarebbe la conseguenza di uno stato mentale recettivo) mi sembra un po’… pericoloso. pericoloso perché potrebbe convincere gente di non farsi vaccinare (e la percentuale di rischi legati alla vaccinazione è molto minore di quella legata alla non-vaccinazione) o peggio di non proteggersi (ovviamente parlo soprattutto del preservativo e delle malattie sessualmente trasmissibili, ma anche altri)… e perfino di non farsi curare.

    sul tutto… beh anche qui, l’armonia del tutto, si ritrova nei greci e non solo. ma non bisogna essere estremista. si la gatta mi graffia il braccio giocando, non è che vado a cercare di rimettere il mio tutto in questione… disinfetto, mi metto il cerotto… e non mi faccio venti domande sul perché fa male, perché qui e non qua, come, quando… certe cose nel mondo sono relativemente obiettive.

  13. avatar
    Stefania

    bè l’estremismo in tutto questo risiede nell’esempio del graffio del gatto che non c’entra davvero niente con quanto abbiamo entrambe affermato fino ad ora :)
    vorrei solo capire perchè si continua a dividere tutto in due insiemi, da una parte l’occidente e dall’altra l’oriente. ma chi l’ha detto che esiste così tanta distanza tra queste due culture? lo sai che il concetto di “massaggio curativo” in occidente è nato proprio tra i greci?
    e poi per favore evita di interpretare il mio pensiero dato che non ho scritto nulla che possa far credere che io appartenga a quella schiera di malati di mente che rifiuta le vaccinazioni!!
    la salute non è un pensiero orientale o occidentale, è umano. sono diversi i metodi utilizzati. ma non capirò mai tutta questa paura verso una medicina che è prettamente preventiva, siamo così drogati dai medicinali che l’idea di poter prevenire ci spaventa a tal modo?
    e nota anche che la spiritualità l’hai citata tu, io ho trattato tutt’altro argomento.

  14. avatar
    yolene

    “”bè l’estremismo in tutto questo risiede nell’esempio del graffio del gatto che non c’entra davvero niente con quanto abbiamo entrambe affermato fino ad ora”"

    si, ma se ci pensi bene… c’entra. bisogna solo interpretarlo.

    “”vorrei solo capire perchè si continua a dividere tutto in due insiemi, da una parte l’occidente e dall’altra l’oriente. ma chi l’ha detto che esiste così tanta distanza tra queste due culture? lo sai che il concetto di “massaggio curativo” in occidente è nato proprio tra i greci?”"

    io non dico che bisogna dividerlo. dico solo che certe persone che dicono di trasmettere un certo pensiero, in realtà trasmettono la loro interpretazione di questo pensiero (se non, il loro pensiero e basta).
    e che quindi non mi fido di quelle correnti, siccome non mi fido delle tonnellate di idee di ‘sviluppo personale’ che riempiono gli scafali delle librerie di ‘come essere felici in quatro lezioni’, ‘il senso della vita in cinque capitoli’ e ‘affronta il luto con la cucina’.

    “”e poi per favore evita di interpretare il mio pensiero dato che non ho scritto nulla che possa far credere che io appartenga a quella schiera di malati di mente che rifiuta le vaccinazioni!!”"

    non ho detto che lo dici tu!!! ho detto che queste idee potevano portare (sottointeso, puo’ portare certe persone) a comportamenti pericolosi.

    “”la salute non è un pensiero orientale o occidentale, è umano. sono diversi i metodi utilizzati. ma non capirò mai tutta questa paura verso una medicina che è prettamente preventiva, siamo così drogati dai medicinali che l’idea di poter prevenire ci spaventa a tal modo?”"

    non è paura verso questa medicina, è che in questo ambito, non abbiamo riferimenti, non abbiamo basi… il problema è che la gente malintenzionata (o prepotente, o gente a sua volta male informata) puo’ facilmente approfitarsi di questa ignoranza per approfitarsene (sia per farti pagare delle cavolate, sia per ‘illuminarti’ male). a questo punto è normale non fidarsi. ora dirai che basta informarsi… ma come distinguere l’informazione giusta dell’informazione furba?
    non è che siamo drogati di medicine (ok, forse lo siamo anche… ma non è solo questo). è che come alternativa alle medicine preferiamo fidarci delle ricette delle nonne (di infusi, di brodi o di cataplasmi o quel che vuoi), perché almeno loro le conosciamo.

    “”e nota anche che la spiritualità l’hai citata tu, io ho trattato tutt’altro argomento.”"

    Ma nella mia risposta non mi riferivo solo al tuo discorso: mi hai detto di cercare l’anatomia esperienziale, l’ho cercata (dovresti esserne contenta), e mi riferivo anche ai siti di ‘terapia cranio-sacral’ sui quali se ne parlava.

  15. avatar
    Stefania

    non abbiamo riferimenti, non abbiamo basi scientifiche (non è vero, ci sono tanti studi recenti che provano l’efficacia di queste terapie) però ci affidiamo ai metodi della nonna,,, che guarda un po’ che coincidenza, suggerisce di fare i cataplasmi di argilla calda…ma questo non è lo stesso principio della moxa cinese? ah, ma dato che è cinese non può essere efficace!! eggià…eggià…

  16. avatar
    Stefania

    lo affermi nel momento stesso in cui trovi mille motivi per confutare il pregiudizio che la stragrande maggioranza della gente nutre verso queste discipline. salvo poi come tu hai citato dirigersi verso tradizioni popolari IDENTICHE a quelle orientali.

Post a comment

You may use the following HTML:
<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>