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24 Novembre 2006

Caro Prodi…

Archiviato in: Scintilla — Toasa @ 00:16
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Da anarchico - rompicoglioni (ma non quanto Baglioni) - qual sono, mi sento di condividere quanto qui sotto citato… Finché sarò in vita: "No a Berlusconi e a tutti gli stronzi che lo votano". Ma c'è da fidarsi di questa sinistra (o presunta tale)?

il capo del governo italiano Romano Prodi solo contro tutto!
Il nuovo governo sta lavorando per il futuro del paese- Sono d'accordo
Non voglio un nuovo governo Berlusconi, per il bene del mondo intero
Ma caro sig Romano, ricordi che lei (e tutti i politici) non è il padrone, meglio qualcosa di simile ad un servo del popolo
E dovrebbe comportarsi così. Non aggiunga tasse agli italiani, cominci a ridurre questa piaga chiamata DIPLOMAZIA con tutti i suoi inutili costi e i vostri privilegi e salari…ci mostri che viene dalla sinistra
E lasci l'IRAQ!

[Tratto dal Blog Spaghettier]

22 Novembre 2006

Robert Altman (1925-2006)

Archiviato in: Arte, Cinema — Toasa @ 01:49
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LOS ANGELES - E' morto Robert Altman. Il grande regista, nato a Kansas City, Missouri, il 20 febbraio del 1925, si è spento ieri sera in un ospedale di Los Angeles. La notizia è stata data dalla sua compagnia di produzione, Sandcastle 5 Productions.

Tra i suoi film di maggior successo Mash (1970), Il lungo addio (1973), Nashville (1975) 3 donne (1977), Quintet (1978). Fino ad America oggi (1993), Gosford Park (2001) e Radio America (2006).

Quest'anno era stato premiato con l'Oscar alla carriera. Era la prima volta che Hollywood gli tributava il prestigioso riconoscimento. Tante invece le nomination per la regia: ben cinque, l'ultima per Gosford Park. Nessun regista ne ha mai avute di più senza vincere neppure una volta, anche se come numero di candidature Altman è alla pari con Alfred Hitchcock, Martin Scorsese, Clarence Brown e King Vidor.

Proprio in coincidenza con l'Oscar alla carriera, nel marzo scorso, il regista aveva rivelato di essere stato sottoposto a trapianto di cuore una decina d'anni fa.

La cifra di Altman è una satira caustica e irriverente che aveva spesso "rivisitato" i generi classici di Hollywood, dal western al noir al giallo, sempre dissacrandoli. Stilisticamente, le sue opere si caratterizzano per l'impiego di cast molto nutriti, l'improvvisazione, i dialoghi serrati e la sovrapposizione di scene con passaggi veloci da un personaggio all'altro.

Dopo Mash, la commedia nera contro la guerra che lo portò al successo, lavorò senza sosta. Tutta la sua carriera è stata segnata da un rapporto altalenante, di amore-odio, con il pubblico e con la critica. E la sua immagine è sempre stata quella di un gentiluomo del Sud ma anche di anarchico solitario e lucido intellettuale. Uno di quei registi statunitensi considerati grandissimi in Europa e spesso misconosciuto dall'America di cui sottolineò e interpretò le contraddizioni e i miti culturali.

Altman aveva studiato dai gesuiti. Si era laureato in ingegneria. Al cinema, come molti altri, era arrivato per caso, dopo aver combattuto nell'aviazione Usa durante la seconda guerra mondiale. Prima aveva scritto testi per la radio e per una società che produceva film industriali. Da regista aveva cominciato come documentarista e sceneggiatore. La svolta era arrivata quando un gestore di sale cinematografiche gli aveva offerto i soldi per un film: nel 1955 aveva diretto I delinquenti e poi La storia di James Dean, passati quasi inosservati. Era stato uno fra i primi a scoprire il potenziale della televisione, che considerava la sua vera palestra fra la serie Bonanza e gli episodi prodotti da Hitchcock.

Al cinema era tornato nei tardi anni '60 con Countdown e Quel freddo giorno nel parco. Nel 1969 aveva vinto la palma d'oro a Cannes con Mash. In seguito tanti successi, spesso più di critica che di pubblico. E un rapporto speciale, coltivato nel tempo, con il cinema italiano. Fino a Un matrimonio, con l'indimenticabile duetto comico Gassman-Proietti, e a Pret-a-porter con Marcello Mastroianni e Sophia Loren.

Di sé e del suo lavoro diceva: "Nessun altro regista ha avuto un mix migliore del mio. Sono stato molto fortunato nella mia carriera. Non ho mai dovuto dirigere un film che non avevo scelto o sviluppato. Il mio amore per il cinema mi ha dato una chiave d'accesso al mondo e alla condizione umana".

[Fonte: www.repubblica.it]

19 Novembre 2006

Se si rompe uno specchio… se ne compra un altro.

Archiviato in: Arte, Musica — Toasa @ 17:13
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  Music : Nico - I'll Be Your Mirror

Ci sono momenti che non hanno bisogno di descrizioni…
Ci sono brani musicali che non hanno bisogno di introduzioni e/o spiegazioni…
Ieri ero ad un concerto di Robert Fripp… Ieri ero ad un concerto della chitarra di Robert Fripp.
In un attimo mi sono immaginato la chanteuse per eccellenza - Nico - che con voce apparentemente scocciata, canticchiava le parole dedicate da Lou Reed proprio - guarda caso - a lei.

I'll be your mirror
Reflect what you are, in case you don't know
I'll be the wind, the rain and the sunset
The light on your door to show that you're home

When you think the night has seen your mind
That inside you're twisted and unkind
Let me stand to show that you are blind
Please put down your hands
'Cause I see you

I find it hard to believe you don't know
The beauty that you are
But if you don't let me be your eyes
A hand in your darkness, so you won't be afraid

When you think the night has seen your mind
That inside you're twisted and unkind
Let me stand to show that you are blind
Please put down your hands
'Cause I see you

I'll be your mirror

[I'll Be Your Mirror - Velvet Underground & Nico]

17 Novembre 2006

Nada canta Ciampi

Archiviato in: Musica, Video — Toasa @ 13:36
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5 Novembre 2006

Rosel Zech (Veronika Voss)

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  Movie : Veronika Voss (R.W.Fassbinder)

Ieri sera: visione del film di Fassbinder: Veronika Voss (1981).
Un ritratto crudo, consapevole e razionale sulla non paura della morte al confronto col terrore del vivere ancora. Nessun tipo di follia, nessun delirio: tutto sembra normale, quotidiano.
In un magnifico bianco e nero eccelle Rosel Zech in tutta la sua splendida e affascinante intensità recitativa.

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Se volete scaricare il seguente video cliccate QUI

4 Novembre 2006

Kate Moss: Modella dell’anno?

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Scintilla…
Cocaina e qualche scandalo libertino (citazione colta): ecco quello che imperversa al giorno d'oggi.
Kate Moss: molto semplicemente rappresenta la morte e non la femminilità:

1. Non ha tette.
2. Non ha culo.
3. Al posto delle gambe ha fil di ferro.