La Maledizione della Luna Rosa
19 anni. Gaglioffamente iscritto ad una università qualunque (intanto una vale l'altra). Sistematicamente in giro per le strade della città invece che scaldare il banco dell'ultima fila nell'aula B1. Gironzolare tra i vicoli, nelle librerie alla ricerca del proprio essere, tra gli scaffali dei megastore di dischi e video, sino a trovare uno di quei negozietti di musica con un nome - ad esser sinceri - incredibilmente affascinante: Pink Moon.
Il fascino non è solo nel nome, ma anche nell'aria che ti accoglie non appena ti ci sei buttato dentro. Gli argomenti sono intriganti: non il solito guazzabuglio di mediocrità, non i soliti nomi, e nemmeno i soliti nomi metallo-sono-io-alternativo. Con il senno di poi, lì dentro, c'era la Musica.
E ti perdevi. Ti perdevi nel cercare… ore intere… ti perdevi nell'odiare l'antipatia del proprietario… ti perdevi nel chiedere album che non potevano farti arrivare… "bootleg" dicevano loro… con tono ripugnante…
Finché, durante quell'atto, finalmente positivo, di perdita di tempo nel sezionare disco dopo disco, inciampo proprio su un album che porta il titolo del negozio: Pink Moon.
La copertina fu la scintilla galeotta… sembrava uscita dal periodo dadaista/surrealista di un seguace di Tzara o di un Dalì… curioso… curiosamente vado a leggere i titoli dei brani… in totale undici… lo comprai… all'epoca era in offerta a 9900 lire.
In quel stesso pomeriggio ne rimasi folgorato. Nemmeno 30 minuti di purezza compositiva. Undici geniali composizioni acustiche. Ascoltai e riascoltai, cercando di carpire ogni breve passaggio delle parole; i brani: su tutti spicca l'inno alla luna rosa, Things Behind The Sun , Know, Ride …
Internet non era ancora così "popolare" come oggi… e quindi ci si buttava nelle librerie a cercare i testi dei brani (anche se in tale contesto sarebbe più corretto usare il termire poesia), obbligatoriamete con traduzione a fronte (oh, mia incolpevole beata ingenuità, i traduttori di brani musicali traducono in modo così grezzo…)… e successivamente ci si buttava nel negozio di dischi a cercare novità, a selezionare, a indagare, a confrontare le copertine (eh sì! le copertine erano il primo segno per farti optare su un disco piuttosto che su un altro) e investire i pochi soldi a disposizione in un prodotto che ti risvegliasse angoli oscuri della tua anima e/o della tua mente.
A volte si sbagliava… e personalmente stavo male per più di un mese per aver speso soldi per una cagata come i Metallica, i Nirvana, i Pearl Jam… così esaltati ma in fondo così riciclosi e recalcitranti.
Non esitai… dopo aver spulciato da Feltrinelli la discografia completa dell'autore di Pink Moon (c'è bisogno di dire chi è?)… mi precipitai nel negozio omonimo per acquistare gli altri album: l'esordio Five Leaves Left e il seguito Bryter Later.
La qualità è sempre altissima, non più acustica (quell'acustico che alla fine porterà con sè l'urlo del suo sconforto). I brani, soprattutto in Bryter Later sono strutturati in maniera puntiglosa e tra gli ospiti compare persino John Cale con la sua prediletta viola, il piano e l'organo in Fly e Nothern Sky.
A livello commerciale gli unici tre album di Nick Drake (ecco mi è scappato), realizzati in quattro anni, furono un disastro, almeno per l'epoca… La sorte porta con sè un forte dose di bastardaggine, e alla fine degli anni '90, la sua opera venne riscoperta (più che altro era lui che si era permesso di andare avanti nei tempi mentre gli altri preferivano crogiolarsi nell'immobilità) e si tramutò in fonte primaria di ispirazione per molti musicisti (non si può non pensare a Drake nei primi lavori dei Belle & Sebastian)…
11 anni dopo, mi sento in difficoltà nel dire quale sia il suo miglior album: Pink Moon (1972), nel suo minimalismo acustico, è la voce del suo cuore … Five Leaves Left (1969) contiene i suoi migliori brani (Day In Done, 'Cello Song, Saturday Sun, Way To Blue, Saturday Sun)… Bryter Layter (1970), invece, è il "raccoglitore compatto" della sua arte. Tutti quanti, chi per un verso e chi per l'altro, sono dei lavori di alta qualità: chi non apprezza, o non ha ascoltato, almeno un brano di Nick Drake non dovrebbe assolutamente dichiararsi "sommo esperto musicale".
Nick Drake si toglie le scarpe e ci accoglie nella sua casa a raccontarci la sua vita… una vita che iniziò a 26 anni con in sottofondo i "Canti Brandeburghesi" e "Il mito di Sisifo" di Camus sul comodino.
Il negozio di musica "Pink Moon" oggi non esiste più… al suo posto uno dei tanti negozi anonimi che anno dopo anno chiudono i battenti per proporre la moda del giorno.
Please give me a second grace
Please give me a second face
I've fallen far down
The first time around
Now I just sit on the ground in your way
[...]
Please tell me your second name.
And please play me your second game.
I've fallen so far
For the people you are,
I just need your star for a day.
[Nick Drake - tratto dal brano "Fly"]







e allora dillo che lo fai apposta…
prima la storia del 93…adesso con Drake!! proprio in questi giorni sto scaricando la sua discografia…ma non ero io la strega?
Commento di Stefania — 11 Giugno 2006 @ 17:14
[Rispondi Al Commento]…e cmq per la cronaca il proprietario più antipatico è quello di On Stage, in tanti anni riuscii a vederlo sorridere soltanto una volta, ma probabilmente era solo un tic nervoso che deformò quella maschera statica che aveva in volto…
Commento di Stefania — 11 Giugno 2006 @ 17:20
[Rispondi Al Commento]Eh no! La discografia di Nick Drake bisogna averla originale. Mica è un Vasco Rossi qualunque.. nè!.
Per par condicio dico che il proprietario più simpatico è quello di Disco Club :).
Commento di Toasa — 12 Giugno 2006 @ 02:02
[Rispondi Al Commento]approvo, ma quello del negozietto dietro, non quello che da su via san vincenzo, era il mio rifornitore di album dei black Sabbath
che splendidi ricordi che mi hai fatto tornare alla memoria :°°°
Commento di Stefania — 12 Giugno 2006 @ 21:05
[Rispondi Al Commento]mi sono ricordata che il negozio a cui ho accennato si chiama Old Disco Club, e infatti era specializzato in vinili usati
credo che al posto di Pink Moon ci sia un negozio specializzato in gadget per feste e ricevimenti.
Commento di Stefania — 13 Giugno 2006 @ 23:20
[Rispondi Al Commento]