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6 Maggio 2006

Appel Karel…

Archiviato in: Arte — Toasa @ 11:11
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Non era questo il soggetto per un nuovo articolo per Toasa. No. Ma la recente scomparsa di Karel Appel mi ha fatto rimembrare i miei vecchi studi sui movimenti artistici europei del secondo dopo guerra. Quasi come un ritorno all'infanzia mi sono sentito di scrivere due righe su CoBrA e su quelle loro "idee utopicamente sperimentali" di artisti impegnati (l'apice ci fu nel maggio francese) destinante a sparire nel vortice insieme a tutti i partecipanti attivi che passivi…

Appel fu tra i fondatori del gruppo CoBrA (Copenaghen-Bruxelles-Amsterdam) insieme ad Asger Jorn, Constant, Corneille, Christian Dotremont e Joseph Noiret… movimento che ha avuto la sua massima "ispirazione" tra il 1948 e il 1951.

Nel secondo numero dell'Internazionale Situazionista si legge:

"Quale è la realtà? E' esistita, tra il 1948 e il 1951, una Internazionale degli Artisti Sperimentali, più spesso chiamata, dal nome della rivista che pubblicava, movimento «CoBrA» (questo titolo: Copenaghen - Bruxelles - Amsterdam, traduceva il suo insediamento quasi esclusivamente nord-europeo). La rivista Reflex, che era l'organo del Gruppo Sperimentale Olandese prima del collegamento internazionale e della comparsa di CoBrA ha avuto solo due numeri in tutti nel 1948. I gruppi del movimento CoBrA erano concordi nel proclamare una ricerca sperimentale nella cultura. Ma questo aspetto positivo era paralizzato dalla confusione ideologica, mantenuta da una forte componente neosurrealista. CoBrA non riuscì a realizzare altra esperienza effettiva che quella di un nuovo stile di pittura. Nel 1951, l'Internazionale degli Artisti Sperimentali mise fine alla sua esistenza. I rappresentanti della sua ala avanzata proseguirono le loro ricerche sotto altre forme. Alcuni artisti, invece, abbandonata l'aspirazione verso un'attività sperimentale, utilizzarono il loro talento per rendere di moda quello stile pittorico particolare che era l'unico risultato tangibile del tentativo CoBrA (ad esempio Appel, al Palazzo dell'UNESCO).
Fu il successo commerciale dei membri originaricdel movimento CoBrA a spingere recentemente altri artisti, più mediocri e che noin avevano avuto che scarsissima importanza sia in CoBrA che successivamente, ad affannarsi in vari modi per mettere in piedi la mistificazione circa un movimento CoBrA ininterrotto, eternamente giovane e classicamente sperimentale nello stile del 1948, nel quale la loro merce piuttosto mdisprezzata potesse essere spacciata sotto la stessa prestigiosa etichetta dei signori Corneille e Appel."

Dal primo numero della rivista Reflex riporto:

"L'influenza storica delle classi elevate ha spinto l'arte sempre più in una posizione di dipendenza, accessibile solamente a spiriti eccezionalmente dotati, gli unici in grado di strappare un po' di libertà ai formalismi.
Così si è costituita la cultura individualista, che è condannata insieme alla società che l'ha prodotta, perché le sue convenzioni non offrono più alcuna possibilità per l'immaginazione e per i desideri ed impediscono persino l'espressione vitale dell'uomo…
Un'arte popolare non può corrispondere attualmente alle concezioni del popolo, perché il popolo, finché non partecipa attivamente alla creazione artistica, non concepisce altro che i formalismi storicamente imposti. Ciò che caratterizza un'arte popolare è un'espressione vitale, diretta e collettiva…
Sta per nascere una libertà nuova che permetterà agli uomini di soddisfare il loro desiderio di creare. Attraverso questo sviluppo l'artista professionale perderà la sua posizione privileggiata: ciò spiega la resistenza degli artisti attuali.
Nel periodo di transizione l'arte creativa si trova in conflitto permanente con la cultura esistente, mentre allo stesso tempo preannuncia una cultura futura. Attraverso questo duplice aspetto, il cui effetto psicologico ha una importanza crescente, l'arte svolge nella società un ruolo rivoluzionario. Lo spirito borghese domina ancora l'intera vita e giunge addirittura ad offrire alle masse un'arte popolare preconfezionata.
Il vuoto culturale non è mai stato così evidente come dopo questa guerra…
Il protrarsi di questa cultura appare impossibile e così nel quadro di questa cultura il compito degli artisti non può essere costruttivo. Occorre innanzitutto disfarsi dei vecchi brandelli della vacchia cultura i quali, invece di permetterci un'espressione artistica, ci impediscono di trovarne una. La fase problematica nella storia dell'arte moderna è finita e sarà seguita da una fase sperimentale. Questo vuol dire che l'esperienza di un periodo di libertà illimitata deve permetterci di trovare le leggi di una nuova creatività".

1 commento »

  1. lo sapevo, lo sapevo, lo sapevo…appena letta la notizia della sua morte mi son detta “vedrai che ne farà un post”.
    eccolo qua.
    se sui tuoi post si potessero scommettere dei soldi avrei risolto ogni mio problema di natura economica :)

    Commento di Stefania — 6 Maggio 2006 @ 11:37

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