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26 Aprile 2006

La Democrazia

Archiviato in: Anarchia, Letteratura, Poesia — Toasa @ 14:12
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Dopo anni di riflessione sulle molteplici possibilità che ha uno Stato di organizzarsi sono arrivato alla conclusione che la democrazia è il sistema più democratico che ci sia.
Dunque, c'è la democrazia, la dittatura… e basta. Solo due. Credevo di più.
La dittatura in Italia c'è stata e chi l'ha vista sa cos'è, gli altri si devono accontentare di aver visto solo la democrazia.
Io, da quando mi ricordo, sono sempre stato democratico, non per scelta, per nascita. Come uno che quando nasce è cattolico, apostolico, romano. Cattolico pazienza, apostolico non so cosa vuol dire, ma romano io?!…
D'altronde, diciamolo, come si fa oggi a non essere democratici? Sul vocabolario c'è scritto che "democrazia" significa "potere al popolo". Sì, ma in che senso potere al popolo? Come si fa? Questo sul vocabolario non c 'è scritto.
Però si sa che dal 1945, dopo il famoso ventennio, il popolo italiano ha acquistato finalmente il diritto al voto. È nata così la "Democrazia rappresentativa" che dopo alcune geniali modifiche fa sì che tu deleghi un partito che sceglie una coalizione che sceglie un candidato che tu non sai chi è, e che tu deleghi a rappresentarti per cinque anni, e che se lo incontri ti dice giustamente: "Lei non sa chi sono io!". Questo è il potere del popolo.
Ma non è solo questo. Ci sono delle forme ancora più partecipative. Il referendum, per esempio, è una pratica di "Democrazia diretta"… non tanto pratica, attraverso la quale tutti possono esprimere il loro parere su tutto. Solo che se mia nonna deve decidere sulla Variante di Valico Barberino-Roncobilaccio, ha effettivamente qualche difficoltà. Anche perché è di Venezia. Per fortuna deve dire solo "Sì" se vuol dire no, e "No" se vuol dire sì. In ogni caso ha il 50% di probabilità di azzeccarla. Ma il referendum ha più che altro un valore folkloristico perché dopo aver discusso a lungo sul significato politico dei risultati… tutto resta come prima e chi se ne frega.
Un'altra caratteristica fondamentale della democrazia è che si basa sul gioco delle maggioranze e delle minoranze. Se dalle urne viene fuori il 51 vinci, se viene fuori il 49 perdi.
Dipende tutto dai numeri. Come il gioco del Lotto.
Con la differenza che al gioco del Lotto, il popolo qualche volta vince, in democrazia… mai!
E se viene fuori il 50 e 50? Ecco, questa è una particolarità della nostra democrazia. Non c'è mai la governabilità.
È cominciato tutto nel 1948. Se si fanno bene i conti tra la Destra – DC, liberali, monarchici, missini… – e la Sinistra – comunisti, socialisti, socialdemocratici, ecc. – viene fuori un bel pareggio. Da allora è sempre stato così, per anni!
Eh no, adesso no, adesso è tutto diverso. Per forza: sono spariti alcuni partiti, c'è stato un mezzo terremoto, le formazioni politiche hanno cambiato nomi e leader. Adesso… adesso non c'è più il 50% a destra e il 50% a sinistra. C'è il 50% al centro-destra e il 50% al centro-sinistra. Oppure un 50 virgola talmente poco… che basta che uno abbia la diarrea che salta il governo.
Non c'è niente da fare. Sembra proprio che il popolo italiano non voglia essere governato. E ha ragione. Ha paura che se vincono troppo quelli di là, viene fuori una dittaturadi Sinistra. Se vincono troppo quegli altri, viene fuori una dittatura di Destra. La dittatura di Centro invece… quella gli va bene.
Auguri!!!

[Giorgio Gaber - La Democrazia]

Il Futuro Del Lavoro (per chi non è solo)

Archiviato in: Cinema — Toasa @ 00:57
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- Che lavoro fai?
- Be' mi interesso di molte cose: cinema, teatro, fotografia, musica, leggo…
- E concretamente?
- Non so, cosa vuoi dire?
- Come non sai? Cioè: che lavoro fai?
- Nulla di preciso.
- Vabbé e come campi?
- Ma te l'ho detto: giro, vedo gente, mi muovo, conosco, faccio cose
- E l'affitto?
- Vivo con mio fratello e non lo pago
- Vabbé, quei vestiti?
- Eh per esempio un amico che va a Londra. Gli dico di portarmi delle cose, degli abiti…
- Vabbé il mangiare?
- Mi ospitano molto spesso
- Questa sigaretta qui?
- Ho incontrato un amico stamattina e mi ha dato due pacchetti di queste…

[tratto da "Ecce Bombo" di Nanni Moretti]

25 Aprile 2006

Sfoghi: 25 aprile, Resistenza, Iran e donne al potere

Archiviato in: Politica — Toasa @ 13:29
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Il 20 Aprile Massimo Fini rilascia un'intervista, non faccio commenti, riporto solamente le sue parole…

Il problema relativo al 25 aprile non è solo nell’appropriazione politica da parte della… …sinistra, ma nell’equivoco storico di fondo.
La Resistenza è stato lo strumento con il quale noi italiani abbiamo fatto finta di aver vinto una guerra che, invece, avevamo perso. In questo modo non abbiamo mai fatto i conti con noi stessi, con gravi conseguenze pratiche, oltre che culturali, basti pensare a tutta la vicenda delle Brigate rosse, tanto per fare un esempio. La Resistenza è stata il riscatto morale solo per quelle poche decine di migliaia di uomini e donne che vi hanno preso parte; ma ebbe un’importanza assolutamente minima all’interno di quell’evento tragico e grandioso che fu la Seconda guerra mondiale. Ovviamente, l’Italia l’hanno liberata gli alleati, non certo i partigiani; e ricevere la libertà dagli altri non è come conquistarsela.
Noi abbiamo pagato e continuiamo a pagare una sorta di “tassa” agli americani. Economicamente, politicamente, militarmente e alla fine anche culturalmente. Direi anzi che, mentre il pedaggio politico-militare c’è stato da sempre, quello culturale è venuto aumentando gradualmente. Negli anni Cinquanta noi avevamo ancora una capacità di “resistenza” antropologico-culturale nei confronti di certe cose kitsch che arrivavano dagli Stati Uniti (dicevamo: “È un’americanata”) e consideravamo gli americani in modo bonario, ma non acritico. Poi questi argini hanno ceduto. E sai quando questo è successo, soprattutto? Negli anni Settanta, ossia in quelli della massima contestazione marxista-leninista e del “Nixon boia”.

(continua…)

23 Aprile 2006

Un Brindisi Nel Rumore Rosa [Estratti]

Archiviato in: Poesia, Scintilla — Toasa @ 21:20
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"fare l'amore noi da pari a pari è quello il mio bisogno orrizontale"

"Gregory Corso: un trasparente dietro l'utopia"
[Claudio Lolli - Rumore Rosa]


Bevo a una casa distrutta,
alla mia vita sciagurata,
a solitudini vissute in due
e bevo anche a te:
all'inganno di labbra che tradirono,
al morto gelo dei tuoi occhi,
ad un mondo crudele e rozzo,
ad un Dio che non ci ha salvato.

[Anna Achmatova - Ultimo Brindisi]

Autostima, Invidia e Competizione

Archiviato in: Anarchia, Politica, Toasa — Toasa @ 17:44
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Marciamo su questa euforica euforia la quale estesa sull'italia dopo il voto. E marciamo insieme a Robert Nozick con un suo famoso saggio. Marciamo contro la cenere e il fango di questa euforica marmaglia che ambisce con la propria invidia al potere personale (e guardatevi per bene negli occhi: non sto parlando solo di questa miserevole classe politica).

Nozick scrive: "La persona invidiosa, se non può a sua volta possedere una cosa (un talento ecc…) che qualcun altro ha, preferisce che non l'abbia nemmeno l'altra persona. L'uomo invidioso preferisce una situazione in cui nessuno dei due la possiede a una situazione in cui l'altro la possiede e lui no".

Considerando te, un'altra persona e l'avere un tipo di oggetto o attributo, si danno quattro possibilità:

L'ALTRO TU
1. l'ha l'hai
2. l'ha non l'hai
3. non l'ha l'hai
4. non l'ha non l'hai

Sei invidioso (nei confronti dell'altro e per quel tipo di oggetto o attributo; in seguito tralascerò di mezionare in rapporto a cosa sei invidioso) se preferisci 4 a 2, pur preferendo 3 a 4. (Il "pur" è l""e" di congiunzione). Sei geloso se preferisci 1 a 2, pur essendo indifferente fra 3 e 4. L'idea di fondo è che sei geloso se lo vuoi perché l'altro l'ha. Una condizione più debole direbbe che sei geloso se lo vuoi di più perché l'altro l'ha; cioè, se preferisci 1 a 2 più di quanto preferisci 3 a 4. Analogamente possiamo formulare una condizione meno forte per l'invidia. Un uomo profondamente invidioso preferisce che l'altro non abbia la cosa se lui non l'ha. Un uomo mediamente invidioso può essere disposto a che l'altro abbia la cosa anche se lui non può averla, ma preferisce questa situazione meno intensamente di quanto preferisca che l'altro abbia la cosa se l'ha lui; cioè, preferisce 2 a 4 meno di quanto preferisca 1 a 3. Sei di malanimo se preferisci 3 a 1, pur preferendo 3 a 4. Sei malevolo se preferisci 4 a 1, pur preferendo 3 a 4. Sei competitivo se preferisci 3 a 4, pur essendo indifferente fra 1 e 4.
Una persona competitiva è di malanimo; una persona malevola è di malanimo.
Ci sono persone invidiose che non sono gelose (nel senso della condizione più debole). Anche se non è un teorema, è una congettura psicologica plausibile che la maggior parte delle persone gelose sia invidiosa. Ed è di sicuro una legge psicologica che la gente malevola è invidiosa.

[Robert Nozick - Anarchia, Stato e Utopia]

17 Aprile 2006

Silenziosamente……

Archiviato in: Poesia — Toasa @ 17:12
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I.

Il più bello dei mari
è quello che non navigammo.
Il più bello dei nostri figli
non è ancora cresciuto.
I più belli dei nostri giorni
non li abbiamo ancora vissuti.
E quello
che vorrei dirti di più bello
non te l'ho ancora detto.

II.

Amo in te
l'avventura della nave che va verso il polo
amo in te
l'audacia dei giocatori delle grandi scoperte
amo in te le cose lontane
amo in te l'impossibile
entro nei tuoi occhi come in un bosco
pieno di sole
e sudato affamato infuriato
ho la passione del cacciatore
per mordere nella tua carne.

amo in te l'impossibile
ma non la disperazione.

[Nazim Hikmet - LETTERE dal CARCERE a MUNEVVER]

15 Aprile 2006

“L’uomo giusto”

Archiviato in: Politica — Toasa @ 21:38
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Per una volta smetto gli abiti dell'anarchico individualista e astensionista… e mi metto i vestiti dell'uomo medio, che va a votare e vuole contribuire al risanamento del suo amato paese… ebbene… tra poco il parlamento dovrà nominare il nuovo Presidente della Repubblica, dato che il Signor Carlo Azeglio Ciampi è sparito dalla scena politica proprio nel momento in cui doveva essere presente e rassicurare i cittadini che hanno votato… e quali sono i nomi papabili? Si parla di Amato, Napolitano, Mancino e Letta (il Gianni)… ma siamo sicuri?… pensateci bene… rileggete i nomi dei palpabili e ripeteteli nella vostra testa… vi pare possibile?
Se i politici del centrosinistra, che ha vinto le ultime elezioni politiche, hanno veramente le palle di cambiare questo paese, devono prendere un decisione seria e innovativa… ma chi quindi proporre?
Nel 1999 vi fu una campagna presidenziale che scelse "l'uomo giusto" per la presidenza… Emma Bonino.
Bonino ha sempra avuto l'appoggio di una parte del centrodestra (Forza Italia e Lega Nord) quindi con l'appoggio del centrosinistra che conta non dovrebbero esserci alcuna difficoltà nel nominarla… senza contare la stima e la popolarità che ha all'estero (ricordiamo il suo ruolo di commissario europeo).

Cv di Emma Bonino: Link
Emma Bonino Presidente: Link
Sito di Emma Bonino: Link

Le hanno le palle questi politici oppure……… hanno ragione gli anarchici?

13 Aprile 2006

Ma siamo sicuri…

Archiviato in: Politica — Toasa @ 10:15
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…che sia realmente la fine?

L'ultimo Padrino

9 Aprile 2006

Al Voto Savoia!

Archiviato in: Anarchia — Toasa @ 14:34
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La differenza tra una democrazia e una dittatura è che in una democrazia prima voti e poi prendi ordini, in una dittatura non devi perdere tempo a votare.

[Charles Bukowsky]

8 Aprile 2006

Il Giorno del Silenzio(!??!)

Archiviato in: Politica — Toasa @ 22:57
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Esiste un film dal titolo "Il Grande Silenzio", da non confondere con il film che è attualmente nelle sale cinematografiche… no… niente a che vedere con tale polpettone melodrammatico qui sto parlando di uno dei migliori film western di tutti i tempi (ora venitemi pure a rompere i coglioni… mi raccomando!!): "Il Grande Silenzio" di Sergio Corbucci. Tra i protagonisti: Jean-Louis Trintignant e l'immortale Klaus Kinski. Per chi conosce il film i riferimenti delle prossime righe non sono affatto puramente casuali.
Ad una tavola rotonda con Toasa e tutti gli altri.
Doc dice: "Ho rapito lo Stato in una notte fredda e gelida. Sono scappato con il motorino. Lo Stato rompeva sempre i coglioni, gridava, urlava, non la smetteva mai… allora mi sono deciso, ho preso un pala e……"
Rudolf dice: "Ecco che i due rivali si affrontano. Uno è di un cultura alquanto limitata, il suo lessico è rivolto solo agli ignoranti, bigotti, ai giovani metallari, ai capochini, agli esaltati, ai pecoroni belanti; non ha alcun concetto di solidarietà, di uguaglianza e di libertà: lui sfodera populismo e la sua abilità con la pistola. L'altro è un prete, con i mercenari alle sue spalle. Lui ci mette il volto, non usa le armi, solo la parola - secondo lui - sensata. I mercenari… con i baffi, e le sbarbine con il rasoio, e gli ideali confindustriali".
Valentina degli Incompatibili: "All'alba della vittoria della coalizione del centro sinistra mi vado a impiccare definitivamente perché tra cinque anni le fazioni di estrema destra saranno radicate ancor più nella vita di ognuno. Gruppi di Nazifascisti, legalmente riconosciuti, aumenteranno i propri adepti".
Tony: "Ascolto i Pixies!. Tutti parlano di tasse come fosse il primario problema. Il vero problema consiste nel ripristinare il progresso dell'umanità. Si ascoltano comizi che riportano al medioevo: ci manca poco che si reintroduca il linciaggio in pubblica piazza oppure il rogo degli eretici… Casini, Berlusconi e Fini: tre somari o tre briganti? da qui non si scappa. Ascolto i Pixies!, che è meglio!"
Il Puffo Quattrocchi: "Sono frocio!"
Puffetta: "Meglio frocio che fascista!"
Il Tumore: "Accidenti! Ma come fate a vivere con questo schifo?"

C'è chi esiste e chi no. C'è chi considera chi esiste e chi invece no.
C'è chi crede nei criminali - e li legittima - e chi invece no.
C'è chi prende per il culo e sfrutta le persone e chi invece no.
C'è chi uccide e ruba e chi invece no.
C'è chi vota, chi patteggia, chi ubbidisce e chi invece no.
C'è chi è di centro-destra e chi di centro-sinitra e chi invece no.
C'è chi non ascolta musica, chi crede di ascoltarla e chi invece no.
C'è chi è una pecora belante e chi no.
C'è chi dice sì e chi invece dice no.
C'è chi crede in Gesù, chi in Moametto, chi in Geova,
chi in Chicchessia e chi invece no,
C'è chi usa il proprio cervello, chi lo affitta, chi lo mette in prestito,
chi all'asta, chi lo azzitisce perchè di troppo e chi invece no.
In tutto questo, vi dico, senza firma:
Io no.

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