Nel 1890-1893 gli italiani erano gli arabi di oggi
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"Nella stessa stanza trovai scimmie, bambini, uomini e donne, con organetti e stampi di gesso, tutti ammucchiati insieme [...]; un caos di suoni e una combinazione di odori derivanti da aglio, scimmie e dalle persone più sporche.
Erano, senza eccezione, la popolazione più sozza che avessi incontrato."
(Charles Loring Brace, The Dangerous Classes of New York, Usa, 1872, scrivendo del quartiere italiano)
Linciaggio a New Orleans - 14 marzo 1891
A New Orleans nel 1890 era stato assassinato il capo della polizia che, prima di morire, aveva accusato degli immigrati italiani che furono così rinviati a giudizio. Assolti alla fine del processo i pescatori siciliani ingiustamente accusati festeggiarono l’evento e issarano la bandiera siciliana più in alto di quella americana. Questo fatto venne preso a pretesto da eminenti cittadini di New Orleans che, guidati dall’avvocato Parkerson, il 14 marzo 1891 si diressero armati di fucili verso la prigione e, dopo averne sfondato la porta, impiccarono due detenuti e uccisero a colpi di fucile altri nove italiani inermi. A un giornalista che faceva notale la bassezza e la viltà di una tale azione Parkersono rispose che per lui e gli altri concittadini gli emigrati italiani erano da considerare solamente dei rettili.
Xenofobia in Francia: I vespri marsigliesi.
Alla fine dell’ottocento città importanti come Marsiglia e Nizza erano inclini alla xenofobia nei confronti degli immigrati italiani. I lavoratori italiani lavoravano a basso prezzo e quindi erano decisamente osteggiati dai manovali francesi, dagli sterratori, dai minatori e dagli scaricatori di porto. Il 17 giugno 1881 le prime truppe francesi rientrano dalla spedizione in Tunisia dove hanno imposto il protettorato del Bey. Un fischio sentito partire forse dal Club Nazionale italiano, dove non è esposto il tricolore francese come in tutti gli altri edifici, viene preso a pretesto per scatenare la caccia agli italiani che sono quasi sessantamila, uno ogni sei abitanti. Hanno così inizio i vespri marsigliesi e gli incidenti dureranno fino al 20 giugno e avranno fine solamente con l’intervento dell’esercito francese. Gli storici affermano che senza l’intervento dell’esercito ci sarebbe stato un massacro simile a quello della notte di San Bartolomeo del ’500 con gli emigrati italiani al posto degli ugonotti.
Il dramma di Aigues Mortes
Nell’agosto del 1893 avvengono gli incidenti più gravi e sanguinosi della storia dell’emigrazione italiana in Francia e precisamente nella zona paludosa delle saline di Aigues Mortes. I giornalieri francesi soffrono per la concorrenza degli italiani e il 16 agosto iniziano gli scontri. Il procuratore generale di Nimes scriverà nel suo rapporto che ad ogni istante degli italiani indifesi cadevano al suolo sotto i colpi dei lavoratori francesi forsennati che poi li lasciavano a terra privi di cure. Per evitare i colpi gli italiani si sdraiavano a terra gli uni sopra gli altri mentre i gendarmi tentavano invano di proteggerli e le pietre volavano da ogni parte col sangue che sgorgava dovunque. I morti ufficiali furono otto e parecchie decine i feriti gravi, ma nessuno contò le vittime nelle paludi dove si scatenò una vera e propria caccia all’uomo fino all’intervento della cavalleria. I morti di Aigues Mortes resero deciamente rovente il nazionalismo sui due versanti delle Alpi.
L’uccisione del presidente Sadi Carnot.
Il 24 giugno 1894 l’anarchico italiano Sante Caserio uccide a Lione il presidente francese Sadi Carnot scatenando subito la caccia all’italiano. A Lione e a Grenoble vengono saccheggiati i negozidi proprietà o gestiti dagli italiani e così molti di loro decidono di rimpatriare. Due anni dopo a Nizza, durante un processo ad un italiano accusato di aver ucciso un francese, il pubblico ministero cita come esempio nella sua requisitoria il delitto dell’anarchico Caserio che nel frattempo era stato ghigliottinato sostenendo fra l’altro che spesso gli italiani colpiscono vilmente alle spalle, che conoscono bene l’anatomia del corpo umano, sanno molto bene dove portare i colpi mortali e, quando non colpiscono al cuore, mirano al collo.







http://italy.indymedia.org/news/2002/05/52840_comment.php
Commento di Stefania — 23 Marzo 2006 @ 21:29
[Rispondi Al Commento]http://www.repubblica.it/2005/d/sezioni/scienza_e_tecnologia/p2p2/tedprig/tedprig.html
Commento di Stefania — 27 Marzo 2006 @ 15:07
[Rispondi Al Commento]Forza Nuova e Repressione P2P. Altro commento azzeccato. Nel forno liberalforzista (sia Nuova che Italia) ci sta a pennello. Dura lotta gogliardica all’orizzonte.
Commento di Toasa — 28 Marzo 2006 @ 00:06
[Rispondi Al Commento]Prozac….
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Trackback di Prozac. — 8 Luglio 2008 @ 04:15
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