RemaKing(Kon)Ghezzi
"Di questo ultimo, straordinario secondo me, film di Peter Jackson abbiamo già parlato. […] Il film è lungo e genialmente include l'insopportabilità e la leggiadria del videogioco: sono momenti lontanissimi da Spielberg, lontanissimi dal pur geniale Jurassic Park. Sono momenti sperimentali in un film che gioca con la classicità assoluta. […] Il film di Jackson parte subito con l'attualità del nostro vedere, del nostro abitare in questo stato indeterminato che è l'istante, in cui ormai non viviamo più neanche. Il nuovo King Kong non può che rendere il film originale più vicino a ciò che voleva essere: metafora cinematografica, storia di un regista, avventura del farsi di un film e del suo diventare poi teatro; e qui avviene l'aprirsi di una frattura, un crepaccio: parlo di "crepaccio" perché nel film l'idea della caduta è dominante, soprattutto con l'Empire State Building, e non delle Twin Towers, che poi sono crollate. Si torna al luogo più vero e più finto, all'icona che è durata, che è ancora lì."
[Enrico Ghezzi - tratto da "FuoriOrario"]







mh…molto bello… che rettorica (o dovrei dire sofismo?)
a questo punto vorrei leggere cosa diceva Ghezzi dell’altretanto belllllllllissimo ‘pianeta delle scimmie’ remakato nel 2001…
e a proposito del 2001 quando ce lo fanno un remake (cioè una politcamente-correzione) dell’odissea nello spazio?
sia chiaro non sono contro il rinnovamento e la rimodellatura… ma lo sono quando si tratta di omogeneizzare (cioè rendere mangiabile dai neonati/ conformizzare/ conformism-are) il modello originario.
(io per esempio rinnovo l’italiano con le doppie… no, non sono errori: è arte!)
Commento di yolene — 11 Gennaio 2006 @ 23:12
[Rispondi Al Commento]La retorica Ghezziana sofistica è l’interludio per una conclusione alquanto meta-forica sul divinismo cinematografigo.
Certo pseudo-intelettualismo è forte di una particolare forma iconoclastica del nulla e del tutto. L’elegìa per “King Kong Jacksoniano” è un elegìa per il fallimento di un box office?
E se quindi se è un fallimento allora è un capolavoro? O semplicemente una schifezza come tutta la saga del “Signore degli anelli”?.
“Il pianeta delle scimmie” di Tim Burton? Un rimodellamento vuoto, svuoto, stroboscopicamente inutile.
“Odissea nello spazio”? No. Impossibile un Remaking-Remodel (per dirla alla Roxy Music). Impossibile? Tanto quanto un -Berlusconi- testimone invece che accusato…
Commento di Toasa — 12 Gennaio 2006 @ 22:18
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